PignorItalia
 











“Il Parlamento intervenga immediatamente e ponga un limite ai pignoramenti presso terzi. Occorre vietare il sequestro di oltre un quinto dell’emolumento mensile se nel conto corrente confluisce solo lo stipendio o la pensione”. È quanto chiede con forza Confedercontribuenti, lanciando l’allarme per le disastrose conseguenze che potrebbe avere la norma del decreto“Salva Italia” o strozza famiglie che impone all’Inps di versare le pensioni superiori a mille euro non più tramite le Poste nelle mani del pensionato, ma su un conto corrente bancario o postale o anche su un libretto di risparmio, per l’obbligo di tracciabilità dei pagamenti superiori a mille euro.
I beneficiari di pensioni di tali importi sono obbligati ad aprire un conto corrente su cui l’Inps fa automaticamente confluire le somme dovute mensilmente. E qui si cela la tagliola pronta a scattare.
La legge consente al creditore la possibilità di pignorare la pensione o i redditi di
lavoro subordinato nella misura massima di 1/5 ma tale limite opera solo se il pignoramento viene effettuato alla fonte, cioè direttamente a chi deve erogare l’emolumento e procedere all’accantonamento delle quote pignorate (l’Ente di Previdenza o il datore di lavoro).
Invece, se il pignoramento viene effettuato in un momento successivo, anche un solo giorno dopo, presso la banca dove il pensionato o il lavoratore deposita le somme, tale limite non opera più e il creditore può aggredire tutti i risparmi che vi trova, anche quando il conto contiene solo redditi dello stesso tipo, come solo la pensione o solo lo stipendio.
Il creditore, in buona sostanza, potrà, anziché notificare il pignoramento all’Inps e accontentarsi di un quinto della mensilità, attendere che l’emolumento venga accreditato in banca e lì pignorarlo integralmente e magari azzannare anche eventuali precedenti mensilità non ancora prelevate. “Bisogna che il parlamento modifichi urgentemente questa norma se non
vogliamo creare ulteriori situazioni di gravissimo disagio sociale”, afferma Carmelo Finocchiaro, presidente di Confedercontribuenti. Ernesto Ferrante