Interattiva in bancarotta Arrestato manager Mediaset
 











Una bancarotta da tre milioni di euro che porta alla luce una rete di «soggetti spregiudicati che hanno utilizzato qualsiasi mezzo fraudolento, come false scritture contabili, per ottenere denaro tra l’altro pubblico, avvalendosi di amicizie e raccomandazioni varie da dirigenti bancari e ministeriali». Con queste pesanti accuse il gip Natalia Imarisio ha firmato un ordinanza di arresto per la bancarotta della società di telecomunicazioni Interattiva. Ai domiciliari è finito tra gli altri Andrea Ambrogetti, attuale direttore delle relazioni istituzionali di Mediaset, nonchè direttore e presidente di Dgtvi, Associazione nazionale per lo sviluppo della Tv digitale terrestre. In carcere è finita invece la moglie Ilaria Sbressa, mentre gli arresti domiciliari sono scattati per sua sorella Alessandra Sbressa, i commercialisti Massimo Cassano e Cristina Potena,  l’avvocato Marco Cecilia.
Ai sei indagati, il pm Bruna Albertini contesta i reati di
bancarotta, turbativa d’asta e tentata truffa. Il gruppo aveva infatti ottenuto un finanziamento per diversi milioni dal Ministero per l’istruzione per un progetto didattico. Per l’accusa, Ambrogetti avrebbe agito «quale amministratore di fatto e coadiutore della moglie, nonché utilizzatore per scopi personali delle risorse finanziarie della società». Il nome di Ilaria Sbressa, compare anche nell’inchiesta sui finanziamenti facili della Bpm durante la gestione di Massimo Ponzellini. Le intercettazioni di quest’altra inchiesta milanese rivelano come, tramite il braccio destro di Ponzellini, Antonio Cannalire, la Sbressa cercava di incassare un finanziamento da 500mila euro per la sua tv Abc, poi chiusa. Ai destini del canale digitale, rivelano le carte dell’indagine, si interessava anche l’allora ministro delle telecomunicazioni, Paolo Romani. Ilaria Sbressa, scrive ancora il gip Imarisio, ha predisposto grazie alla collaborazione degli altri indagati, «falsi bilanci di esercizio ovvero relazioni sullo stato patrimoniale delle società inveritiere e, ancora, le necessarie strategie per ottenere quel grosso finanziamento pubblico dal Miur, gran parte a fondo perduto, i finanziamenti presso le banche e la fideiussione richiesta a garanzia».