|
| |
| |
Formigoni, funerale e champagne
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Presunto corrotto, in attesa di giudizio. E scroccone conclamato, senza alibi né ricevute di restituzione dei soldi. Tutto questo già si sapeva. Ma forse neanche il più maligno dei nemici politici immaginava che Roberto Formigoni, l’ex presidente super-ciellino della Regione Lombardia, potesse farsi regalare due casse di champagne proprio nel giorno dei funerali del cardinale Carlo Maria Martini, grande arcivescovo di Milano, una delle personalità più amate dai cristiani di tutto il mondo. Nell’estate del 2012, quando muore il cardinale, Formigoni è ancora il governatore in carica, ma non è a Milano. È all’estero, a bordo di una splendida barca a vela, con un equipaggio che sfoggia, come lui stesso, una divisa sportiva con una scritta spiritosa: “President Roberto Saling Team”. La “squadra di vela presidenziale” sta navigando dal 28 agosto nel mare della Croazia: secondo le indagini della procura di Milano, a pagare il conto di questa vacanza del politico, come di molte altre, è un imprenditore, Gianluca Guarischi. Quei costosi viaggi a sbafo non sono il massimo, per l’immagine di credibilità e onestà del presidente lombardo, per due motivi principali. Guarischi è un ex consigliere regionale di Forza Italia che, pochi anni fa, ha dovuto lasciare il Pirellone dopo l’arresto e la condanna definitiva per aver manipolato, a favore delle proprie imprese, gli appalti d’emergenza contro le frane e le alluvioni finanziati proprio dalla Lombardia. Dal settembre 2011, inoltre, lo scandalo dei debiti segreti e dei fondi neri della Fondazione San Raffaele ha portato in carcere un altro suo caro amico, Pierangelo Daccò, il lobbysta ciellino dell’ospedale di don Luigi Verzè. E in quei mesi la magistratura sta chiudendo le indagini sui regali da ben otto milioni di euro ricevuti da Formigoni in persona: vacanze esotiche, voli aerei e viaggi costosissimi pagati proprio dal faccendiere Daccò, con denari sottratti alle casse dell’ospedale privato ultra-finanziato dalla giunta lombarda. Indifferente alle polemiche, il governatore Formigoni, quando riceve la notizia della morte del cardinale, continua a veleggiare in Croazia con il suo “President Roberto sailing team”. I funerali sono fissati per il tre settembre, nel pomeriggio. Ed è sempre l’amico imprenditore Guarischi che gli organizza il rientro d’urgenza a Milano con un aereo privato. Un volo noleggiato all’estero, per cui (almeno per questa spesa aerea) non è ancora certo chi abbia pagato: c’è una rogatoria giudiziaria in corso. Ma di sicuro è Guarischi a provvedere all’accoglienza del politico all’aeroporto di Linate: il suo autista personale, Cesare P., viene mandato con l’auto aziendale allo scalo dei jet privati, dove sta atterrando il presidente lombardo. Guarischi sa che Formigoni deve presenziare al solenne funerale dell’arcivescovo cattolico, ma pensa che anche in quell’occasione gli sarà gradito un ricco omaggio: due casse di champagne, portate a Linate sempre dal suo autista, che ha già confermato questo ed altro deponendo davanti ai magistrati della procura. Il testimone precisa che quelle bottiglie erano di una marca francese particolare, molto costosa, e che Formigoni, quando ha visto le bollicine, non ha fatto una piega, anzi ha fatto caricare le casse dalla propria scorta. Subito dopo i funerali del cardinale, lo stesso 3 settembre 2012, il presidente Formigoni torna in fretta a Linate, per salire su un altro jet privato, quantomeno prenotato da Guarischi, che deve riportarlo la sera stessa in Croazia. Vista l’ora, l’imprenditore si sente anche chiedere di fare pressioni affinché le autorità croate tengano aperto l’aeroporto di Zara appositamente per quel politico italiano. Per i regali da otto milioni di euro pagati da Daccò, l’ex presidente Formigoni, oggi senatore del partito delle libertà, è già da mesi imputato di corruzione. Per gli omaggi di Guarischi, invece, l’inchiesta continua. Di sicuro l’imprenditore tecnicamente pregiudicato gli ha pagato una decina di voli con aerei ed elicotteri da Milano alla Sardegna, Sankt Moritz e Croazia, oltre finanziare viaggi e vacanze di gruppo in mete esotiche come il sultanato di Oman o il Sudafrica (Natale 2012). I regali iniziano nel 2009 e continuano fino al gennaio 2013, per una spesa totale finora accertata di poco inferiore ai centomila euro. Secondo l’accusa è già documentato, grazie alle fatture dei viaggi e degli aerei, che quando finisce in prigione Daccò, il presidente Formigoni ha continuato a farsi regalare voli privati e vacanze di lusso proprio da Guarischi, fino a quando anche lui è stato arrestato, all’inizio di quest’anno, per altre presunte corruzioni nella sanità lombarda. Ora gli inquirenti vogliono capire se Guarischi facesse tutti quei regali in cambio di niente, per disinteressata generosità, o se invece anche quell’imprenditore pagasse costosi omaggi a Formigoni per ottenere soldi dalla Regione. Paolo Biondani,l’espresso |
|
|