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Mastrapasqua non è un caso isolato, all’orizzonte lo scandalo dirigenti
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Mastrapasqua si è dimesso; meno male. Di certo la sua storia ha lasciato il segno, tanto che il Governo si appresta a varare un disegno di legge urgente per regolare le nomine dei vertici degli enti pubblici. Il fatto è che, ancora una volta, si cerca di disciplinare un qualcosa che è già disciplinato e che dovrebbe essere semplicemente applicato con intelligenza, obiettività e senso dello Stato. Ci spieghiamo: sino ad oggi il Presidente dell’INPS veniva nominato con un DPR (Decreto del Presidente della Repubblica), non piombava direttamente da Marte sulla sedia di Presidente… Mastrapasqua venne nominato nel 2008 (governo Berlusconi - Ministro del Lavoro Sacconi - Presidente della Repubblica Napolitano). I Governi che si sono succeduti Monti e Letta (e i relativi Ministri del Lavoro Fornero e Giovannini) non hanno fatto nulla per revocare quella nomina; tutti conoscevano del cumolo di cariche dell’ex Presidente INPS, anche in palese conflitto di interesse, ma tutti sono rimasti immobili... salvo poi sorprendersi. Proprio per evitare al Governo Letta e, in questo caso al Ministro Saccomanni di cadere dalle nuvole a breve, vorremmo ricordare loro che c’è un problema con la nomina di 767 (non 1 ma 767!!) dirigenti dell’Agenzia delle Entrate. Sì 767, su un totale di 1.143 (oltre i due terzi), dirigenti sono stati nominati senza che venisse fatto il concorso previsto per legge. Almeno di questo avviso sono stati il TAR del Lazio (e poi quello di Messina) e il Consiglio di Stato che, con la sentenza 5451/2013 del 18.11.2013, ha inviato gli atti alla Corte Costituzionale affinché valuti se cancellare per sempre quelle nomine. Solo queste pronunce nei tribunali sarebbero sufficienti per togliere il sonno a molti: infatti il riconoscimento di quelle nomine errate (per non dire false o truccate…) sta creando molti problemi all’Agenzia delle Entrate. I difensori dei contribuenti, chiamati al confronto in Commissione Tributaria, hanno più volte impugnato gli accertamenti firmati da quei 767 dirigenti, contestandoli come nulli (in quanto non avrebbero il titolo per firmare), e praticamente sempre hanno vinto le cause. Davanti a un simile problema, cosa compare nel decreto legge sul rientro dei capitali detenuti all’estero? Compare un ex. art. 3 (per fortuna poi eliminato nella versione definitiva) intitolato “funzionari di fatto”. In sostanza il Ministro Saccomanni, o chi per lui, ha cercato di sanare una violazione di legge attraverso un “condono” delle nomine! Se la norma è sparita una volta, non è detto che non ci riprovino in futuro, anche perché il decreto sul rientro dei capitali nulla c’entra con la nomina dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate. Vorremmo quindi segnalare al Primo Ministro Letta e al Ministro Saccomanni, che sicuramente nulla sapevano del losco tentativo di sanare ex post una situazione vergognosa, che il problema non sono le regole; le regole per la nomina dei dirigenti sono chiare, una sola parola: “concorso” senza quella parola le nomine sono nulle. E’ inutile invocare il rispetto delle regole da parte dei cittadini se poi si è i primi ad infrangerle! Vero Premier Letta e Ministro Saccomanni? Guido Beltrame,affaritaliani.it |
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