Lo scandalo Aeroporti, i soci presentano il conto: "Di Paola deve risarcire"
 











I pugliesi hanno pagato la vigilanza privata per undici anni all’ex amministratore unico di Aeroporti di Puglia, Domenico Di Paola. Controllavano l’ingegnere e probabilmente anche i beni personali dell’attuale candidato sindaco del centrodestra. Conto finale: 576mila e 618 euro per sette anni. Soldi che ieri l’assemblea dei soci gli ha chiesto di restituire. Partono da qui le dodici pagine di dossier che l’area finanza e controlli della Regione ha depositato ieri all’assemblea dei soci di Aeroporti: una lunga indagine interna - che conferma punto per punto l’inchiesta degli scorsi mesi di Repubblica che racconta tutte le spese dell’ex amministratore.
L’indagine nasce proprio dal giornale che aveva raccontato come il candidato del centrodestra fosse stato negli anni uno dei più pagati manager italiani scelti dalla politica (era stato nominato prima da Fitto e poi confermato da Vendola). "Le verifiche - scrive infatti oggi nella relazione il
dirigente regionale, Antonio Lerario - sono state disposte a seguito di notizie di stampa nei primi giorni del 2014 che ponevano dubbi circa la regolarità dei compensi percepiti dall’amministratore unico". Sul caso era intervenuto poi duramente il sindaco di Bari, Michele Emiliano, che aveva chiesto la convocazione dell’assemblea dei soci e proprio per quelle accuse è stato recentemente denunciato da Di Paola che gli ha chiesto i danni in sede civile.
L caso era partito dal racconto dei reali guadagni di Di Paola. Ai più era noto che l’ex amministratore unico guadagnasse un compenso di 180mila euro annui al lordo delle trattenute fiscali e previdenziali. Anzi, era stato lo stesso Di Paola ad annunciare in una trionfale conferenza stampa nel maggio del 2012 che "visto il clibile ma di spending review avesse deciso, d’accordo con i soci, di tagliarsi l’emolumento del 10 per cento. In quell’occasione l’ingegnere aveva però dimenticato di raccontare che quei soldi rappresentavano
soltanto una piccola parte di quello che in realtà incassava da Aeroporti, e cioè circa 500mila euro l’anno.
Come risulta infatti dalla relazione della Regione, Di Paola dal 2001 al 2013 ha guadagnato dai soci quattro milioni e 908mila euro. Nei primi due anni ne ha presi poco meno di 65mila. Il guadagno è cominciato dal 2004. Accanto alla indennità da presidente, Di Paola si è visto riconoscere infatti quella di Safety Accountable manager, una sorta di responsasi di sicurezza dei vari scali. "L’assemblea dei soci del 10 maggio 2004, con riferimento alla funzione di Safety Accountable Manager degli Aeroporti pugliesi, di cui - come risulta dal medesimo verbale - l’ingegner Di Paola aveva già assunto la responsabilità, approvava all’unanimità, una indennità di funzione pari a 70mila euro all’anno" ricostruisce la Regione nella relazione, ricordando come il primo deliberato viene approvato all’unanimità. In quel momento l’iunico aeroporto aperto è quello di Bari e quindi Di Paola
intasca soltanto settantamila euro.
Il 23 aprile del 2007 succede però altro. Gli altri tre scali pugliesi ricevono l’autorizzazione dell’Enac e così l’assemblea "delibera di "riconoscere allo stesso Di Paola l’indennità per la funzione di Safety Accountable Manager, revista dal Regolamento ENAC per la costruzione e l’esercizio di ciascuno dei 4 (quattro) Aeroporti Pugliesi (Bari, Brindisi, Foggia e Grottaglie) nella misura di 70mila euro". Ecco, è quel "ciascuno" che permette a Di Paola di moltiplicare i suoi emolumenti come accontauble manager da 70 a 280mila euro all’anno. Arrivando così al paradossi di guadagnare più per il ruolo accessorio che non per quello principale, e cioè appunto l’amministratore unico. Secondo il sindaco Michele Emiliano quell’operazione è stata irregolare, e per questo oggi Di Paola dovrebbe restituire i soldi.
Non come azione di responsabilità ma come semplice restituzione: in sostanza, dice il sindaco, quei soldi non gli erano dovuti e quindi deve
ridarli indietro. Di Paola è sempre rifiutato, spiegando come (e in questo ha ragione) in realtà quei soldi erano stati deliberati dell’assemblea e quindi non c’è stato alcun illecito. In realtà la dizione della delibera si presta a varie interpretazioni. E soprattutto - come ha spiegato in un’intervista a Repubblica, l’allora assessore ai Trasporti Guglielmo Minervini - la Regione non sapeva assolutamente di quella moltiplicazione: tant’è che appena se n’è accorta ha deciso di sostituire Di Paola con l’attuale amministratore, Giuseppe Acierno, al quale nel contratto è stato scritto esplicitamente che non può intascare nient’altro che l’indennità da amministratore perché quello stipendio è onnicomprensivo. Per dire, oggi il ruolo di Safety Acconutable Manager è svolto dal direttore, Marco Franchini, gratuitamente: il risparmio è da 280mila euro all’anno.
Di Paola guadagnava poi anche altro. Nel 2006 l’assemblea gli aveva riconosciuto "con riferimento ai ’Lavori di potenziamento
delle infrastrutture di volo dell’aeroporto di Grottaglie in qualità di "project manager" la corresponsione di un’indennità complementare mensile lorda pari a Euro 4.167,00" euro mentre il l’11 maggio del 2010 "determinava il compenso di Project Manager dei lavori di ’ampliamento della nuova aerostazione passeggeri di Bari - lato est’, e "in considerazione delle criticità tecniche, finanziarie e temporali connesse alla realizzazione del Piano degli Investimenti 2009-2012 riferito al Contratto di Programma ENAC/Aeroporti di Puglia S. p. A. di Bari e Brindisi sottoscritti in data 2 ottobre 2009, si determinava il medesimo compenso di Project Manager per le opere previste". Ancora soldi, quindi.
Che si vanno poi a sommare ai rimborsi spese. Dal 2002 al 2013 "all’Amministratore Unico sono stati complessivamente riconosciuti rimborsi spese pari a 265.889,55 eruo. Detti rimborsi - si legge - sono relativi a spese di trasferta (viaggio, servizio taxi, vitto ed eventuale alloggio, rimborso
chilometrico, biglietti aerei) e nolo auto con conducente. È stato acquisito il dettaglio di utilizzo della carta di credito, che evidenzia un utilizzo conforme tranne in un caso (ricevuta rilasciata da Oman Arab Jewellery, per un importo di 292,65 euro). Ma nell’ambito delle predette
spese il servizio di nolo auto con conducente, per spostamenti urbani ed extraurbani, costituisce la voce di spesa di maggiore entità, ammontando a 156.270 euro. Per il periodo in cui è stato disposto tale servizio non risulta essere stata attribuita all’Amministratore Unico auto di servizio ". In sostanza Di Paola ha speso 156mila euro in taxi.
Infine la sicurezza. L’allora consulente esterno di Aeroporti Giuseppe Italiano consigliò un servizio di security per l’amministratore che poi svolse la società sua e di suo figlio. Costo 575mila euro,
più 70mila euro di note spese presentati dallo stesso Italiano. Tra queste spese ci sono anche fatture di vigilanza a casa Di Paola quando l’ingegnere era
in ferie. Questa spesa non è stata approvata dall’assemblea. Per questo ora è stata chiesta la restituzione del denaro.giuliano foschini,repubblica