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La rinascita di Napoli secondo Annella Prisco |
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di Monica Florio
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Caso emblematico di “libro nel libro”, istantanea di una città in crisi e ritratto di trenta personaggi noti ed autorevoli, “Trenincorsa. Trenta interviste sui tempi che corrono” di Annella Prisco (Kairòs Edizioni, pagg. 166, 12.00 euro) si inserisce nel dibattito acceso su Napoli senza demonizzarne le problematiche ma, semmai, inserendole in un contesto più ampio ed associandole a quelle delle altri metropoli. Piuttosto che speculare sui mali della città, la Prisco tenta di coglierne le numerose sfaccettature, senza pretendere di chiudere il discorso ma fungendo da stimolo ad ulteriori riflessioni. Nell’introduzione assistiamo ad un viaggio nella città, dalla fine degli anni ’60 ad oggi, in cui l’autrice ripercorre il proprio vissuto; in seguito la Prisco cederà il ruolo di protagonista agli intervistati le cui dichiarazioni, pur riflettendo il punto di vista di chi opera in ambiti differenti, sono speculari nel riconoscere il fascino, la vitalità e la forza di Napoli. Ne scaturiscono quasi delle chiacchierate, animate da un ottimismo pari a quello della Prisco in cui si rispecchia quella voglia di riscatto, sottolineata da Gianna Schelotto, tipica del popolo napoletano. Rispetto al precedente “Chiaroscuri d’inverno”, ritroviamo l’atteggiamento nostalgico e affettuoso verso il passato e l’apertura, nonostante dubbi e perplessità, al futuro. Se i commenti solari dei personaggi sono ascrivibili al distacco e alla lontananza dalle reali problematiche della città, c’è chi come Josè Quirante Rives, direttore dell’Istituto Cervantes, ha scelto di vivere ed operare a Napoli. La sua testimonianza di fiducia verso la città è allora di buon auspicio anche per chi, da tempo, non crede più in una possibile rinascita di Napoli. |
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