Mafia Capitale, falsi rifornimenti di gasolio per la Marina su nave fantasma: sei nuovi arresti, tre sono militari
 











Hanno rifornito per 11 milioni di litri di gasolio la "Victory I", una nave affondata nel 2003, con la complicità dei tre ufficiali della Marina finiti in manette. Nuovi arresti, questa volta eseguiti dalla Guardia di finanza di Roma, sono scattati stamane nell’ambito di una indagine che tocca personaggi di Mafia Capitale e che ha consentito di scoprire un’associazione criminale specializzata nelle frodi nelle pubbliche forniture, che aveva organizzato, solo cartolarmente però, la consegna di milioni di litri di prodotto petrolifero presso il deposito della Marina Militare di Augusta (Siracusa) in Sicilia. Al centro degli accertamenti, che hanno portato agli arresti, tra l’altro, di tre persone, tra ufficiali e sottufficiali della Marina Militare, c’è una frode all’erario pari a oltre 7 milioni di euro per 11 milioni di litri di gasolio destinati alla Marina e trasportati da una nave ’fantasma’.
L’operazione, denominata "Ghost Ship" è stata
effettuata dal Nucleo di polizia tributaria di Roma e coordinata dalla locale Procura della Repubblica. Tutto ruota attorno ai contatti di Massimo Perazza, detto ’Massimo il romanista’, nome già emerso nelle indagini sull’ex estremista nero Massimo Carminati, con Roberto Lacopo, arrestato in Mafia Capitale, anche presso il distributore di Corso Francia, che secondo i Ros era il punto dove il sodalizio mafioso organizzava incontri e strategie.
Lo stratagemma utilizzato, grazie anche alla complicità di appartenenti alla stessa Marina Militare, consisteva nell’attestare falsamente il rifornimento di questi depositi per mezzo della nave cisterna denominata "Victory I". Ma le indagini delle fiamme gialle hanno accertato come in realtà la stessa nave fosse affondata nel settembre 2013 nell’Oceano Atlantico, tanto che alcuni componenti dell’equipaggio risultano ancora oggi formalmente dispersi.
Grazie ai fittizi trasporti della fantomatica "Victory I", mai attraccata nel porto di
Augusta, è stata attestata falsamente la fornitura di oltre 11 milioni di litri di gasolio navale, del valore complessivo di oltre 7 milioni di euro, pari al danno subito per le casse dell’Erario.
La Guardia di finanza ha accertato che il carburante veniva fornito documentalmente dalla ditta danese O. W. SUPPLY A/S, riconducibile a Lars P. Bohn, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare e titolare di un appalto con l’amministrazione della Difesa, che si avvaleva della collaborazione di due società italiane quali brokers, la Global Chemical Broker srl di Massimo Perazza e la Abac Petroli di Andrea D’Aloja, anche loro destinatari di un provvedimento cautelare perché ritenuti complici di Bohn. Mario Leto, capitano di Corvetta della Marina Militare, nonché capo deposito della Direzione di commissariato militare marittimo di Augusta, e Sebastiano Di Stefano, primo maresciallo della Marina Militare, capo Reparto Combustibili della medesima Direzione, erano invece i punti di
contatto dell’associazione presso il porto di Augusta, fungendo da trait d’union con la pubblica amministrazione militare. Anche loro sono stati arrestati perché accusati di aver predisposto tutta la falsa documentazione necessaria alla realizzazione delle fittizie forniture.
C’erano poi altri due appartenenti alla Marina, i marescialli Salvatore De Pasquale e Salvatore Mazzone, quest’ultimo destinatario di un altro provvedimento
restrittivo, che, a vario titolo, attestavano falsamente l’avvenuta consegna del carburante ovvero la sua certificazione. Un tecnico chimico, Francesco Ippedico, attestava invece la qualità e le caratteristiche del prodotto mai consegnato.
Il Tribunale di Roma ha disposto il sequestro preventivo per equivalente, fino alla concorrenza del danno per l’Erario di 7.401.248,36 di euro, delle risorse finanziarie e dei beni delle persone fisiche e delle società coinvolte. r