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C’era una volta Il Sancarlino |
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di Italo Pignatelli
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…”Il trio Sancarlino”(pp. 126 Istituto Grafico Editoriale Italiano) di Lucia Oreto, la famosa Colombina con Antonio Sigillo, Pulcinella, e Pasquale Esposito noto come il don Anselmo Tartaglia, avvocato simile al manzoniano Azzeccagarbugli ma anche balbuziente e con il pallino della politica per uso proprio e per i suoi. Il volumetto è uno scrigno di ricordi colmo di fotografie locandine teatrali recensioni e poesie. Il trio assume il nome d’arte dell’antico Teatro sorto nel 1740 e ampliato nel 1770 al largo del Castello ben presto divenuto fucina della comicità popolare in concorrenza con il San Carlo, teatro aulico per la lirica e riservato alla nobiltà e alla Corte dei Borboni. Il Teatro Sancarlino ha al suo esordio in cartellone drammi e tragedie coinvolgenti dal timbro molto realistico ma, dopo la realizzazione del San Carlo(4.nov.1737) giorno di festa per Carlo III, smette di rappresentare anche la musica “colta” e si concede alle compagnie di comici per far ridere e divertire il popolo escluso dal teatro del Re. Silvio Maria Luzi, attore, dopo aver reso famoso il Sancarlino, promuove la svolta nel ruolo di impresario scritturando Ildegonda Colli, De Lillis, Tremori, Salvatore Petito. Dopo compaiono in scena Antonio Petito, Adelaide Schiano, Vincenzo Santelia ed Eduardo Scarpetta che presentò in anteprima “O scarfalietto” e recitò, il martedì Santo del 1884, il suo ultimo spettacolo “Na capa sciacqua”. Il Teatro, valutato 159.023,16 lire, fu abbattuto per ristrutturare la piazza Municipio. Il “Trio”, sorto nel 1969, ridesta dall’oblio il Sancarlino con la sua storia di un secolo viva ancora nella memoria di tanti napoletani, proponendo intelligenti riedizioni della comicità, spontanea esilarante priva di battute oscene, che tanto aveva divertito le precedenti generazioni. E’ una colta operazione dedita alla memoria della storia del teatro e della città nel suo ultimo periodo di massimo splendore prima di crollare nell’oscuro silenzio. Lucia ricorda i suoi compagni attori a cinema con Eduardo, Lina Wertmuller, Nanni Loy. Lei stessa, dopo da sola, è stata protagonista con Tato Russo, Nino Taranto e in tante trasmissioni televisive. Ha dato al teatro una immagine sublime di Colombina, servetta, arguta loquace maliziosa procace provocante, nata come personaggio già nel 1530 nella compagnia degli Intronati con abito chiaro grembiule e cuffietta messa di obliquo sul capo per rafforzare l’immagine della sua capricciosa scontrosa irruenza. Più note sono Isabella Franchini e Caterina Biancolelli nel ‘600 e Narcisa Bonardi interprete di Colombina con Strehler. Lucia traccia in alcune pagine il lungo percorso artistico del Trio con commossi ringraziamenti ai suoi due Maestri Antonio e Pasquale. Lei racconta con un linguaggio “verace” da attrice le varie serate nei teatri e nei ritrovi culturali soffermandosi sulle reazioni del pubblico gioiosamente partecipe alle loro esibizioni. Lucia, molto più giovane dei suoi due compagni, riusciva ad incantare con la sua disinvolta presenza scenica e con la voce di raffinata cantante ammaliava. L’attore non invecchia ed ancora oggi Lei ha una grande forza che calamita l’attenzione per le sue doti di Attrice Sirena Omerica e il pubblico in estasi muto al suo apparire tacitamente invoca “Cantami o Diva…” |
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