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Annozero sotto accusa il Pdl vuole solo spot |
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di Frida Nacinovich
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http://www.adnkronos.com/IGN/Video/?vid=3.0.3211329661
Si può cavare sangue dalle rape? No. La polemica politica pasquale è servita: si chiama Annozero, si mangia insieme alla colomba, è assai meno digeribile del dolce tradizionale di inizio primavera. Eravamo rimasti ad un mondo politico compatto nel sostegno morale (più che materiale) alle popolazioni terremotate dell’aquilano. Sono bastate due ore della trasmissione di Michele Santoro per frantumare un idillio obbligato quale quello dei primi minuti post terremoto. Eppure a caldo nessuno aveva avuto granché da ridire. La Rai esibiva compiaciuta indici d’ascolto: 4milioi e i 200mila cittadine e cittadini incollati al video, quasi 18% di share. Certo, qualcuno del Pdl - per la precisione da Agropoli (provincia di Salerno) - se la prendeva con Vauro per le sue vignette. Ma tutto sembrava limitarsi a questo. Poi all’improvviso il diluvio. Intervengono i pezzi grossi del partito delle libertà berlusconiane, perfino il capopopolo in persona. A ruta il resto della grande armata azzurra, compresi i rappresentanti delle istituzioni, Gianfranco Fini e Renato Schifani, che tra un viaggio all’Aquila e l’altro, seguiti da carovane di telecamere come un sol uomo individuano in Michele Santoro il grande vecchio che sta dietro al terremoto. Incuranti dell’insegnamento di Voltaire («non sono d’accordo con le tue idee ma combatterò perché tu le possa esprimere») i berluscones di ogni ordine e grado si scatenano contro Santoro e Annozero. Non è questione di comunismo, è una questione di pelle. Peggio che andar di notte, almeno agli occhi del Cavaliere e della sua corte. Va a finire che la polemica, parafrasando Massimo D’Alema, assume toni francamente imbarazzanti. Di fronte alle ripetute proteste e prese di posizione contro Annozero dai vertici di viale Mazzini, si fa sapere, a firma del neopresidente Paolo Garimberti e del neodirettore generale Mauro Masi che sono stati avviati «tutti gli approfondimenti previsti dalla normativa vigente e dai regolamenti aziendali». La Rai, di tutto di più. Sarà il rispetto per le festività pasquali, sarà la poca voglia di fare polemica di fronte alla tragedia abruzzese, fatto sta che il Pd tace o quasi. Arturo Parisi contesta i toni di Annozero «inutilmente gridati». Ma precisa: «Non confondiamo il tono delle risposte con la pertinenza delle domande». Un po’ di qua e un po’ di là. Emma Bonino è più radicale, di nome e di fatto: «La libertà di espressione ha un limite solo, quello della menzogna. Se si contesta che siano state dette falsità, c’è la magistratura. Se si contesta lo sciacallaggio sulle emozioni, mi sembra un tema decisamente vago». Meno male che Emma c’è. Ad attaccare Annozero è invece Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl: «Annozero è una trasmissione che ha obiettivi politici chiarissimi. Essa è collegata ad un gruppo politico-giudiziario che ha come terminale giornalistico Travaglio e come punto di riferimento politico Di Pietro; in mezzo c’è una operosa componente giudiziaria che ha punti di riferimento in alcune procure, da quella di Palermo a quella di Potenza. L’obiettivo di questo network è quello di destabilizzare il quadro politico». Il solito Cicchitto insomma, guai a disturbare il manovratore. Di tutt’altro parere la presidente della provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane. «Non capisco perché l’informazione non possa evidenziare problemi che stiamo vivendo, ci sono ed è giusto che una trasmissione ne parli. Al contrario ho notato uno scaricamento di responsabilità sul comune dell’Aquila sia da parte del sottosegretario sia da parte del membro della Commissione grandi rischi, presenti in studio». Lei ne sa qualcosa di quanto sta accadendo nelle tendopoli, chissà se Cicchitto avrà il coraggio di accusarla di para brigatismo. Ma il governo italiano, si sa, è anche questo. Intanto Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista osserva la bagarre e scuote la testa. «È preoccupante la canea bipartisan che si è scatenata nei confronti di Michele Santoro e della sua trasmissione - osserva - Non si manca di rispetto nei confronti delle popolazioni colpite dal terremoto né dei soccorritori se si cerca di documentare le responsabilità del passato o i limiti della gestione dell’emergenza. Capisco che la destra invochi un’informazione irreggimentata che celebri l’efficienza del governo e del premier. Trovo incomprensibile che anche gran parte del Pd si associ alla campagna contro Santoro e Annozero». Di ora in ora intervengono tutti (da una parte Gentiloni, Fava, Pardi, Vattimo, e dal’altra Lainati, Castellati e chi più ne ha più ne metta..). E’ il destino di Annozero, croce e delizia di un rapporto parapatologico tra informazione e politica. Caro non solo alla trasmissione di Santoro ma a tutta l’informazione Rai. de Liberazione |
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