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Amore e vendetta: facce della stessa medaglia |
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È l’amore che muove il mondo. Di questo assioma è convinto Gaetano Lorito, che impernia su tale vituperato quanto agognato sentimento anche il terzo romanzo, dal titolo “Ad un passo dal tuo amore” (Graus, pagg. 109, €. 10,00), nella collana ’ZetaGeneration’ dell’editore napoletano. Ancora una volta l’autore cavese poggia il tessuto narrativo sui pilastri dei sentimenti e delle relative sofferenze, in un ambiente temporale in bilico tra adolescenza e gioventù. Temi narrativi ormai di moda oggigiorno, supportati anche da una gradevolissima cinematografia di giovani registi italiani di cui fa parte da poco lo stesso Lorito, che ha diretto anche lo spot di questa sua ultima prova editoriale. Gli ingredienti non si discostano molto dai due precedenti romanzi: l’ansia per gli esami, la timidezza dei protagonisti nell’esternare i rispettivi sentimenti, il tira-e-molla del rapporto amoroso, e, a contorno di tutto ciò, l’inevitabile decorrere del tempo che, all’età di Fede e Stefy, sembra cristalizzarsi solo per loro due. Con questo romanzo Lorito acquista una freschezza nel linguaggio, che sa di modernità, pur conservando quei toni intimi a cui ha abituato i suoi lettori sin dai tempi dell’esordio narrativo con “Ho toccato il cielo con un dito”; un linguaggio che traccia gli itinerari generazionali del Terzo Millennio i quali, per quanto intrisi di voluto stordimento e malgrado tutto, gettano un occhio riguardoso ai valori esistenziali. In netta contrapposizione alle emozioni descritte da Lorito si muovono i racconti di Daniela Attilini e Laura Pacelli, dal titolo “Piatto freddo”, con un sottotitolo alquanto emblematico, ’La vendetta prêt-à-porter’, in cui le due autrici dispensano -con uno spesso velo di ironia- consigli su come mettere in atto ogni azione contro i nemici di sempre delle donne: i maschi. Altrettanta ironica è la prefazione dell’attrice Maria Amelia Monti che, con spirito arguto, istruisce le lettrici sull’uso di questo vademecum per le donne tradite e bistrattate da certo maschilismo diffuso. Simpaticamente suddivisi in ’gradi di ferocia’ i racconti narrano, fantasticando, situazioni non tanto paradossali poiché spesso la realtà è quella quotidiana; e mentre Lorito scandaglia i dolori dell’amore, le nostre due autrici suggeriscono un ’pronto soccorso’ al vetriolo, nel più mero spirito della vendetta che -si sa- è un piatto da servire freddo. Attilini e la Pacelli meritano una menzione sulla scrittura, che risulta lineare, succinta, a tratti cinematografica nei dialoghi, dalla cui tessitura si evince un monito-consiglio ai maschietti che possono cogliere tutti quei dettagli per poter riconoscere le trame diaboliche ordite ai loro danni Gildo De Stefano |
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