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L’energia e le sue applicazioni |
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Tonino Bucci
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Si dice energia solare e si pensa a tecnologie avveniristiche. Eppure il problema dello sfruttamento delle energie rinnovabili non è un’invenzione del XXI secolo. Infatti c’è da rimanere sorpresi dalla ristampa in questi giorni di un libro che a suo tempo fece epoca. Parliamo de L’energia e le sue applicazioni, scritto nell’ormai lontano 1966 dal più famoso astronomo italiano del tempo, Guglielmo Righini, e da Giorgio Nebbia, esponente storico dell’ecologismo italiano, parlamentare della Sinistra indipendente (tra l’83 e il ’92) nonché collaboratore noto ai lettori di Liberazione. Molto prima, dunque, che Obama parlasse di green economy, cioè del sogno di di un’economia ecologica più o meno futuribile nel capitalismo del XXI secolo, esisteva già un filone di studi e di ricerche sull’utilizzo dell’energia solare. «Radicalizzando un poco - scrive lo stesso Nebbia nella prefazione alla ristampa - si può dire che in dieci anni, dal 1950 al 1960, una specie di "età dell’oro dell’energia solare", si sono rese disponibili tutte le conoscenze per la preparazione dell’avvento di una società capace di utilizzare appieno le risorse energetiche rinnovabili derivate dal sole». Anzi, si potrebbe aggiungere che da allora ben poco sia cambiato nelle conoscenze del settore. «Una volta scoperto che le proprietà di semiconduttore del silicio potevano essere utilizzate per trasformare la radiazione solare in elettricità, si trattava di passare da un rendimento (frazione di radiazione solare recuperata come elettricità) del 5 per cento (1955) a quello attuale del 10-15 %. Le proprietà di semiconduttori dei solfuro, seleniuro e tellururo di cadmio erano già note in quegli anni lontani». Già alla fine della Seconda guerra mondiale i governi dei paesi industrializzati si ponevano la questione di quale energia utilizzare per la ricostruzione postbellica. Era il carbone la principale fonte, seguita dal petrolio che tuttavia era costoso e ancora difficile da ottenere e raffinare. Si sapeva, inoltre, che -era possibile trarre nergia dall’atomo- - Enrico Fermi ne aveva già parlato durante il soggiorno in America - ma -era difficile prevedere se l’atomo avrebbe fornito le grandi quantità di energia attese nel mondo-. Gli scienziati cominciarono a considerare il sole come una possibile fonte di energia, -gratuita, disponibile dovunque in tutte le forme desiderabili, di calore ad alta e bassa temperatura, di elettricità-. Il problema era capire in che modo l’energia solare avrebbe potuto essere usata -per azionare macchine e dispositivi commerciali su larga scala-. La storia potrebbe essere presa alla lontana, dalla metà dell’Ottocento, quando negli Stati Uniti e in Francia erano già stati costruiti riscaldatori solari di acqua. Si potrebbero citare pionieri come l’ingegnere Wilson che nel Cile aveva costruito un grande distillatore solare per fornire acqua potabile agli operai che estraevano salnitro nel deserto. In Italia il fisico Antonio Pacinotti si era spinto, sempre nell’800, fino a riconoscere -la possibilità di produrre lettricità con pile termoelettriche scldate dal sole-. Persino August Bebel, tra i fondatori con Liebknecht della socialdemocrazia tedesca, si lasciò andare alla profezia che -l’uso su larga scala dell’energia solare avrebbe contribuito a realizzare una auspicata società socialista liberando i lavoratori dalla fatica-. Anche in Unione Sovietica, negli anni Trenta, fiorì una corrente di studi sull’energia solare. I Veinberg, per esempio, padre e figlio, costruirono frigoriferi solari. Ma è soprattutto nel corso degli anni ’50 che si susseguono, freneticamente, una serie di convegni sull’energia solare, negli Usa, qui nella stessa Italia. -Il russo Valentine Baum propose una ingegnosa centrale solare a specchi che seguivano il moto apparente del sole nel cielo, collocati su vagoni ferroviari in continuo movimento-. Quando nel 1966 Righini e Nebbia pubblicarono per le edizioni Feltrinelli il loro L’energia solare e le sue applicazioni, si erano accumulate già una quantità di conoscenze sufficienti. Eppure, alla sua uscita il libro non ebbe fortuna. -Negli anni fino al 1973 l’editore ne vendette soltanto 300 copie. La passione per l’energia solare era nel frattempo sfumata, negli anni del petrolio abbondante e a basso prezzo e degli sperati successi dell’era nucleare-. Chissà se questo vecchio libro non abbia oggi un futuro davanti a sé. |
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