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FARMACI CHE AMMALANO
E CASE FARMACEUTICHE CHE CI TRASFORMANO IN PAZIENTI
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di Ray Moynihan e Alan Cassels
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Uscirà a novembre in tutte le librerie, edito da Nuova Mondi Media, “Farmaci che ammalano” un provocatorio libro che smaschera le strategie promozionali delle case farmaceutiche. Trent'anni fa Henry Gadsden, direttore generale di una delle più famose case farmaceutiche al mondo, la Merck, confessò in un’intervista il sogno di produrre farmaci per gente sana e quindi da “vendere a tutti”, ampliando così il mercato potenziale. “Farmaci che ammalano” rivela con esempi concreti come, a distanza di tre decenni, il sogno del defunto Henry Gadsden si sia avverato. Moynihan e Cassels illustrano come le strategie di marketing delle maggiori case farmaceutiche mondiali prendono oggi massicciamente di mira le persone in perfetta salute: gli alti e bassi della vita quotidiana sono diventati disturbi mentali, indisposizioni comuni e problemi lievi vengono dipinti come patologie gravi e sempre più persone normali vengono fatte diventare pazienti. In un'epoca in cui molti di noi conducono esistenze più lunghe, più sane e più attive rispetto ai nostri antenati, una pubblicità a tappeto e abili campagne “di sensibilizzazione” stanno trasformando i sani preoccupati in preoccupanti malati. Qualche esempio? La timidezza diventa sintomo di Fobia Sociale, la tensione legata al ciclo una malattia mentale chiamata Sindrome Pre-Mestruale, le più comuni difficoltà sessuali vengono lette come pesanti disfunzioni, gli impiegati distratti sono affetti da una forma adulta del Disturbo da Deficit di Attenzione e persino il naturale cambiamento dell'organismo, che chiamavamo menopausa, diventa una Malattia da Deficienza Ormonale. Inoltre, aggiungono gli autori, il semplice fatto di essere “a rischio” di una patologia è diventato esso stesso “malattia”, per cui donne sane di mezza età oggi soffrono di un male latente chiamato osteoporosi e uomini cinquantenni in piena forma hanno un disturbo cronico chiamato ipercolesterolemia. Le case farmaceutiche hanno insomma creato un nuovo vastissimo mercato di potenziali pazienti, che coltivano con budget multimiliardari e strategie pubblicitarie basate in buona sostanza sulla promozione della paura. La paura dell’infarto è stata sfruttata per vendere alle donne l'idea che la menopausa sia una malattia per la quale è necessaria una terapia ormonale sostitutiva. La paura del suicidio tra i giovani viene usata per vendere ai genitori il pensiero che persino una lieve depressione debba venire curata con farmaci potenti. La paura di una morte prematura viene adottata per vendere il colesterolo alto come un qualcosa che richieda automaticamente la prescrizione di farmaci. Eppure, per ironia della sorte, a volte le medicine tanto pubblicizzate causano proprio il male che dovrebbero prevenire. “Farmaci che ammalano” non si propone di screditare l'intera industria farmaceutica, i suoi molti prodotti validi, né i tanti medici e ricercatori impegnati a elaborare nuove terapie efficaci e sicure. Il libro smaschera invece, disturbo dopo disturbo, tecnica dopo tecnica, le strategie promozionali adottate per cambiare il modo in cui pensiamo alle malattie, trasformando una fetta troppo grande di vita normale in patologia medica, allo scopo di ampliare i mercati dei medicinali. Le patologie prese in esame sono gli esempi più eclatanti di malattie ipervendute, ma una volta acquisita dimestichezza con la formula e con i trucchi del mestiere, si inizia a scorgere ovunque, in azione, la seduttiva macchina della propaganda. Ray Moynihan, statunitense, è uno dei più autorevoli scrittori al mondo nell’ambito della ricerca sulla salute. I suoi lavori sono comparsi sul The Age, Sydney Morning Herald, The Australian Financial Review, The British Medical Journal, Lancet e New England Journal of Medicine. Alan Cassel è un ricercatore canadese che opera nell’ambito dello studio delle politiche adottate rispetto ai farmaci.UFFICIO STAMPA NUOVI MONDI MEDIA |
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