L’amicizia tra un uomo e una donna in “Un giorno”
di David Nicholls

 











Si ritorna a parlare di “Un giorno” (Neri Pozza Editore, pp. 491, euro 18), best-seller di David Nicholls che è anche l’autore dell’adattamento cinematografico. In attesa di vedere “One day”, la trasposizione firmata dalla danese Lone Scherfig, soffermiamoci su questo romanzo inglese uscito in Italia nel 2010 e giunto all’ottava edizione. 
Etichettato come una storia romantica, il libro è un ritratto realistico della Gran Bretagna dell’ultimo ventennio, attraversata da cambiamenti socio-politici e dominata da una mentalità classista.
Attraverso i due protagonisti si manifesta l’eterna dicotomia tra il mondo borghese, incarnato dal fascinoso e viziato Dex, e quello proletario a cui appartiene la sensuale Emma, abituata a vivere nei sobborghi e a servire ai tavoli di un fast-food messicano.
Pur provenendo da ambienti distanti, gli universitari Emma e Dex sono accomunati dall’ansia del futuro, fonte di doveri e responsabilità, e dalla
difficoltà di inserirsi nel mondo del lavoro; a differenza del coetaneo Callum, più ricettivo e malleabile di fronte alle istanze di un mercato in continua evoluzione, i due tentano di ingannare il tempo venendo prima illusi e poi beffati.
Appesantito da una vita di eccessi, Dex finirà tradito dagli stessi pseudo valori in cui ha creduto, emarginato persino da quella tv spazzatura che lo ha reso famoso. Andrà meglio ad Emma a cui l’esperienza come insegnante sarà di ispirazione per una serie di libri illustrati per adolescenti, baciati da un successo che non riuscirà a godersi.
Se la temuta maturità comporta scelte dolorose e spiazzanti (Emma rinnega gli ideali della gioventù in nome delle comodità borghesi) è sul piano dei sentimenti che i due amici pagano lo scotto maggiore, in particolare Dex, strapazzato nel suo ingenuo machismo dalla sprezzante Sylvie che finirà per sposare.
Sempre in bilico fra seduzione e complicità, il rapporto tra Emma e Dex è una sfida alle barriere
spazio-temporali, alle inevitabili gelosie e, soprattutto, all’attrazione (“una questione di chimica”) che da sempre esiste tra l’uomo e la donna e rende vano ogni tentativo, per quanto virtuoso, di sfuggire ai richiami del sesso (le “Regole” messe a punto da Emma durante la sua vacanza con Dex).
Per vent’anni i due celebreranno il giorno in cui si sono conosciuti, il 15 luglio del 1998, sancendo con quest’anniversario un legame indissolubile, alimentato dalle lettere e dalle esperienze condivise (i viaggi a Londra, in Grecia e infine a Parigi).
Nel romanzo momenti drammatici si susseguono a parentesi divertenti (Emma che viene scambiata da una importante editor per una tata) in un calibrato dosaggio; allo stesso modo, la cura nel delineare i personaggi femminili non va a discapito della caratterizzazione delle figure maschili sebbene gli uomini appaiano un po’ disorientati quasi stentassero, privati dell’appoggio delle loro madri e compagne, a badare a se stessi.
L’umorismo
di stampo britannico e il ricorso alla comunicazione epistolare difficilmente saranno traducibili sul grande schermo e molto andrà perduto nel film in cui sarà l’anonima Anne Hathaway ad interpretare l’irriverente Emma. C’è da augurarsi, almeno, che la pellicola serva da stimolo all’acquisto di questo romanzo fiume (quasi 500 pagine), decretandone così una seconda giovinezza. Monica Florio