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VIAGGIO INTORNO ALLA MENTE LUNGOLE STRADEE DELLA PSICOANALISI |
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di Francesca Borrelli
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Di facile consultazione, tagliato secondo una prospettiva di impronta nordamericana, il monumentale testo titolato Psicoanalisi. Teoria, clinica, ricerca a cura di Ethel S. Person, Arnold M. Cooper e Glen O. Gabbard (tradotto da Cortina, per la cura di Franco Del Corno e Vittorio Lingiardi, Euro 90) è strutturato lungo circa novecentocinquanta pagine come una piccola enciclopedia divisa in sei sezioni, la prima delle quali introduce ai concetti fondamentali che servono per orientarsi nella disciplina creata da Freud e rielaborata in numerose correnti, spesso poco inclini a dialogare tra loro. Non tutte le scuole psicoanalitiche, infatti, sono approdate alla stessa prospettiva sulla vita mentale, di certo le revisioni più significative hanno riguardato la concettualizzazione della sessualità e quelle più foriere di risultati apprezzabili hanno spostato l'attenzione indietro nel tempo dello sviluppo, per cogliere nella fase preedipica, e in età ancora più remota, i primi sintomi di una organizzazione conflittuale della psiche. Del resto, si sa che la mente dell'uomo si forma soprattutto nei primi cinque anni di vita e che una tendenza alla conservazione agisce sui pur importanti cambiamenti indotti dalle interazioni sociali nel corso dell'esistenza. L'osservazione diretta dei bambini è stata, nell'evoluzione della psicoanalisi, un passaggio al tempo stesso rivoluzionario e foriero di controversie: se, per esempio, Winnicott e i teorici dei rapporti oggettali primari - ossia principalmente della relazione tra la madre e il bambino - continuavano a attribuire alle pulsioni e alla fantasie sessuali aggressive quel ruolo primario già indicato da Freud, i teorici dell'attaccamento guidati da John Bowlby ritenevano che il ruolo delle fantasie infantili andasse ridimensionato rispetto a quello delle esperienze reali, con ciò incamminandosi in una direzione diversa anche da quella su cui avevano insistito tutte le teorizzazioni di Melanie Klein. Piuttosto che ricavare notizie sull'infanzia dalle libere associazioni mentali dei pazienti adulti, dai loro sogni e dal transfert agito in analisi, Bowlby preferì lavorare direttamente con i bambini e studiare le loro relazioni di attaccamento alla madre, osservandone in presa diretta il comportamento. Giunse alla conclusione per cui l'attaccamento è indipendente dalla libido sessuale, e andrebbe anzi considerato come una pulsione autonoma: una strada, questa, sulla quale si incamminarono quelle correnti analitiche che concordavano nel sostenere che lo sviluppo dei legami affettivi, e più in generale l'interesse verso gli altri, poggiano su basi innate e non derivate dalla pulsione sessuale. Pressoché tutte le scuole che - Freud ancora vivo e poi lungo tutto il secolo scorso - si sono affiancate nella proposizione di teorie della mente sono state fatte oggetto di un capitolo all'interno di questo utile inventario della psicoanalisi, dove viene dedicato spazio anche alla condivisione socratica della domanda su come si debba vivere e dunque ai rapporti con la filosofia; per chiudere con un capitolo cruciale: quello dedicato alle neuroscienze. Scritto da una prospettiva storicistica e intenzionalmente acritica, questo resoconto degli intrecci tra psicoanalisi e scienze della mente parte dal presupposto della teoria freudiana per cui la mente umana è parte del mondo naturale e approda ai risultati che hanno permesso di oltrepassare quello che al tempo di Freud era l'ostacolo principale, ossia la «nostra completa ignoranza della natura dinamica dei processi mentali»; oggi le neuroscienze sono nelle condizioni di rispondere alle domande che il fondatore della psicoanalisi aveva posto e di necessità lasciato in sospeso: questa la conclusione di Mark Solms, l'autore del capitolo; ma tali risposte - per quanta sia la luce di cui investono la composizione anatomica della nostra mente - mai potranno restituire il senso di ciò che vi si agita e su cui l'investigazione di Freud apre tuttora spiragli insuperati.da Il Manifesto
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