Rimborsi regionali. Quanto è buona la Nutella, soprattutto a sbafo
 











Stando all’elenco delle spese contestate dai pm ai consiglieri lombardi verrebbe voglia di chiudere definitivamente il parco dei divertimenti a scapito dei contribuenti. Più che le Provincie dovrebbero essere chiuse le Regioni, un pozzo di sprechi e di abusi che non conosce paragoni. Vero che rispetto ai grandi scandali si tratta di furtarelli di poco conto, tipo i bambini che rubano un cioccolatino, però l’indignazione resta tale. E ci domandiamo: se un consigliere che prende 10 mila euro si fa rimborsare un barattolo di nutella o le cartucce per il fucile che cosa dovrebbe fare un lavoratore a 800-1000 euro? Come minimo prendere il fucile, caricarlo con il sale grosso e mirare al fondoschiena. 
In questi abusi nessuno può chiamarsi fuori. Prima sono finiti nel mirino della magistratura, come al solito, i partiti di centrodestra, poi con un certo ritardo quelli di centrosinistra. E’ chiaro che l’impatto nell’opinione pubblica ha una sua
forza al primo urto, poi logicamente si indebolisce. Certe indagini andrebbero fatte parallelamente senza privilegiare prima l’uno e poi l’altro. E poi una volta completate rese pubbliche. Ovviamente negli abusi non c’è una graduatoria da fare. E’ più riprovevole la bibita energizzante del Trota o la nutella del capogruppo del Pd? Indignano di più le cartucce del leghista o i bignè alla crema del consigliere centrosinistro goloso? Magari indigna di più la tassa associativa all’Ordine dei giornalisti scaricata dal piddino Spreafico. Non rientra affatto nel concetto esteso della cosiddetta attività politica. E’ logico che il problema sta nella legge dei rimborsi, dove i controlli sono praticamente inesistenti. E quindi c’entra di tutto, anche il barattolo di Nutella o il lecca lecca. Per non parlare delle vacanze a sbafo. Nessuno vuole fare le pulci ai nostri amministratori, anche perché se non spendono loro chi è che può spendere? Nelle condizioni in cui ci hanno ridotto: a mille euro o poco più non è che possiamo dare una mano alla nostra economia. Le spese sono ormai ridotte al minimo per almeno il 70% dei lavoratori italiani. Però non è che possiamo stare a guardare mentre gli altri spendono. Sarebbe più che giusto rimettere un po’ di soldi nelle tasche di coloro che sono ormai ridotti in povertà. Come? Riducendo la pressione fiscale che grava sulle buste paga. Non è che pretendiamo tanto ma almeno una tavoletta di cioccolato fondente lasciatecela mangiare! Voi che prendete buste paga di 10 mila euro e più scaricatela pure sui contribuenti ma a noi dateci la possibilità di pagarcela con i nostri soldi. Con la cura Monti che segue quella di Prodi e del Berlusca le disuguaglianze sono aumentate in modo insopportabile. Ed è chiaro che anche un cioccolatino rimborsato irriti particolarmente l’opinione pubblica.  
Poi questa presunta diversità dell’etica tra centrosinistra e centrodestra non la vediamo proprio. Non è che il caso Maruccio sia meno
dirompente del caso Batman. Di personaggi di spicco del centrodestra con le mani nella marmellata ne sono stati trovati diversi ma non è che nel centrosinistra siano stati da meno. Basti pensare al caso Del Turco, al caso Penati, al caso Lusi, al caso Frisullo, al caso Tedesco… Le tangenti o gli abusi come nel caso dei consiglieri regionali lombardi o dei consiglieri liguri non è che possono considerarsi reato quando riguardano il centrodestra mentre quando toccano quelli di centrosinistra allora sono fatti irrilevanti e di malcostume. Almeno ci facessero uscire dall’euro, quantomeno ce ne gioveremmo tutti quanti. Soprattutto imprese e lavoratori ormai ridotti in povertà per colpa di quella scellerata decisione di Prodi, Napolitano, Ciampi e altri insigni centrosinistri, tra cui Monti e la sua corte di professori da rimandare alle scuole serali.michele mendolicchio