Un salto nel voto
 











Si intitola "Un salto nel voto" (Ilvo Diamanti, Laterza, pp.227,? 15), ma non cambierebbe niente se il titolo fosse "Un salto nel vuoto". Il nuovo libro che appunto Ilvo Diamanti ha scritto a piu mani e che ha per sottotitolo "Ritratto politico dell’Italia di oggi", e in realta una lente di precisione passata accuratamente sui risultati delle ultime votazioni, febbraio 2013. Quelle, d’accordo, gia finite e ri-finite dentro il setaccio della critica di ogni forma e colore; ma una lente di precisione e diversa, scopre anche quello che in superficie non appare.
E quello che fa questo libro. Elezioni da ri-leggere. Sorpresa, rimonta, boom, stallo: queste le quattro parole che, secondo il libro, esprimono il senso del voto ultimo scorso. Gia, ma che senso? La sorpresa - anzi, <il vero e proprio stato di choc> - e quella del centro-sinistra davanti alla mancata vittoria; la rimonta e quella di Silvio Berlusconi, conseguita piu che <per meritoproprio per i demeriti altrui>; il boom e quello del M5s, un successo incontestabile e senza precedenti, <ancor piu di Forza Italia nel 1994>. Lo stallo e quello sotto gli occhi di tutti: quello del Parlamento, <diviso in tre grandi minoranze>. C’e poi da aggiungere il grande sconfitto, che e il fronte della partecipazione popolare (o, se volete, l’unico vincitore, che e l’astensionismo).
Tutto risaputo. Sotto la lente di precisione pero appare altro (piu dentro, piu a fondo).
Siamo cioe in presenza di un voto <di svolta>, anzi <di frattura profonda, che segnera il futuro della nostra Repubblica>. Guardateli bene, i dati elettorali: invece di <ridurre le divisioni che attraversano gli elettori e la societa, le hanno riprodotte e, per qualche verso, accentuate>. Al centro-sinistra, il Pd CHE NON ha vinto; al centro-destra, il Pdl CHE NON ha perso; il M5S che E CONTRO gli altri. Si aggiunga che, mai come in questa occasione, <e emersa, anziesplosa, la distanza fra gli elettori e le istituzioni della democrazia rappresentativa, i partiti>. E quindi si arriva alla (facile) conclusione: <Queste elezioni non hanno colmato un "vuoto", ma, piuttosto, lo hanno aperto>.
Alla luce di quello che e sotto i nostri occhi, "strano" governo e altre amenita, sembra difficile dare torto a questa tesi: un bel salto nel vuoto. Una specie di punto di non ritorno. Che in pratica sancisce la trasformazione del <sistema partitico> in cio che chiamiamo <Seconda Repubblica>. Una metamorfosi avvenuta anch’essa sotto i nostri occhi, e che si e concretizzata essenzialmente attraverso due fenomeni, anch’essi sempre li, sotto gli occhi di tutti: uno che si chiama "personalizzazione", l’altro "mediatizzazione".
Per dirlo in breve. Dopo la crisi e la scomparsa della "democrazia dei partiti" (di massa), e arrivata la "democrazia del pubblico". Che sarebbe? La spiega benissimo Ilvo Diamanti: <Nella "democrazia del pubblico",i partiti di fronte agli elettori si identificano attraverso i leader, surrogando il declino dell’organizzazione attraverso il ricorso crescente ai media e alla comunicazione, mentre fanno fronte all’indebolirsi delle ideologie e delle identita mediante il marketing politico>.
Seconda Repubblica, quella nella quale <gli attori politici> sono trasformati in <attori mediatici> e i cittadini-elettori <tendono a divenire pubblico>. E cominciata con Berlusconi (ma non e finita li).
"Svolta" e "transizione", la cifra dell’ultimo voto secondo il libro. Ma verso dove? Purtroppo, la risposta viene data anch’essa sotto forma di domanda: <Dove si e nascosto l’avvenire?>. La domanda della Sfinge. Perche ne e uscito (impossibile anche qui dargli torto) <uno scenario necessariamente instabile e provvisorio. Dove nessuno e in grado di tracciare un processo definito>. E dove l’Italia <non ha piu un governo politico> (poco male, dopo tutto c’e pur sempre ilFMI, la Bce, la Ue...).
Particolarmente affilata l’analisi del voto per quanto riguarda Sinistra Ecologia Liberta. Se e vero che il risultato conseguito da Sel nel 2013 e in linea con quello ottenuto alle Europee del 2009, <e difficile non considerarlo deludente rispetto alle attese di elettori ed osservatori>. E ancora piu a fondo: <L’ascesa di Vendola e del suo partito inizia paradossalmente ad arrestarsi proprio con la decisione di partecipare alle primarie del centro-sinistra>. Proprio tale partecipazione, e la sottoscrizione della carta d’intenti del centro-sinistra, hanno finito per far <percepire Sel come "interno" al centro-sinistra e al sistema>. Per questo ha <perso presso i segmenti elettorali di sinistra, che cercavano un’offerta alternativa al Pd>. Sostiene Diamanti.
C’e anche un capitolo dedicato alla lista di Ingroia, quella che comprendeva anche Rifondazione comunista. Sono dodici pagine corredate da eloquenti grafici. Sotto un titoloaltrettanto eloquente: "La Rivoluzione (civile) mancata".
Un voto di svolta. Anche per noi.  Maria R. Calderoni

 

 









   
 



 
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