I VIOLINI DI VIA NERUDOVA
DOMENICO LIOTTO
 






29 ottobre, Napoli, alle ore 17,30
Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Palazzo Serra di Cassano




I violini di Via Nerudova”   è un romanzo al tempo stesso semplice e ambizioso. Il libro infatti ci racconta delle vicissitudini di un gruppo di giovani – tutti in età compresa tra i venti e trent ’anni – che si misurano secondo consuetudine con gli interrogativi  più obbliganti che si incontrano in questa stagione della vita, salvo poi verificare che questi temi sono proprio quelli che determinano in qualche modo il destino di ciascuno e che danno consistenza e  qualità alla vita che ci tocca in sorte. Per di più questi protagonisti lo fanno da un osservatorio nobile essendo tutti in qualche modo impegolati col mondo dell’arte: sono infatti musicisti, attori , pittori, personaggi alle prese  cioè con una sensibilità che si esprime attraverso sentimenti alti ed imperiosi.
Le tematiche che stanno a cuore ai giovani protagonisti del libro sono quelle che ciascuna generazione in formazione sente di dover affrontare, nellasperanza/illusione di ricavare le risposte giuste per sé e per gli altri: il senso dell’esistenza, la rilevanza dell’arte, l’imposizione del limite, la trasgressione della norma. In una visione più ampia dal  punto di vista esistenziale e filosofico potremmo dire che nel romanzo si intrecciano  e talvolta si scontrano i temi  della  passione amorosa  e della qualità dell’amicizia, la funzione del tempo e il ruolo dell’Eterno. Il lettore potrà misurarsi a sua volta abilitandosi negli spazi volutamente lasciati liberi dall’autore.
Ma il fascino del romanzo di Liotto risiede anche altrove. In primis nell’ambientazione prescelta: l’azione si svolge nella città di Praga, crocevia di indimenticabili esperienze civili e culturali e come sospesa da sempre tra memoria e magia, luogo capace di aggiungere quel supplemento d’anima che rende ogni storia unica e senza ritorno. E poi gli otto protagonisti, descritti nelle loro azioni quotidiane ma rappresentati “senzavolto”, vale a dire come personaggi-maschere in cui, in ossequio ai dettami della moderna opera aperta, ciascun lettore potrà provare a immedesimarsi, sostituendosi ad essi per verificare anche l’esistenza di  un’alternativa : forte o discreta, determinata  o tenera.









   
 



 
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