Città in pena
 







di Italo Pignatelli




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‘’Napoli siccome immobile” è la recente opera  letteraria(pp. 257 Guida editore) del filosofo Aldo Masullo, coautore Claudio Scamardella nel ruolo di intervistatore nei suoi cinquanta incontri. Il professore osserva la città e scruta i suoi abitanti senza lente d’ingrandimento, talmente tutto è evidente alla sua saggia vista. Egli non è un testimone muto ma una voce narrante dello sfacelo di Napoli in bilico tra passato ed un futuro atteso invano. E’ una città che aspetta sempre “l’uomo della Provvidenza” che metta in fuga l’ultimo “regnante” colpevole di fallimenti e che la faccia illudere in un repentino cambiamento risolvendo i bisogni primari di ogni singolo. Il risultato è sempre l’immobilismo ovvero  un baratro di precarietà sospesa tra Inferno, il presente, e il Paradiso, glorioso perché appartiene a ricordi effimeri di un passato troppo lontano. E’ una Anima del Purgatorio in perenne ascesa e discesa.  La Città è un pendoloche oscilla tra bieca corruzione e succubo clientelismo.  E’ evidente che il “Caso Napoli” non può essere risolto tra le pareti di Palazzo San Giacomo ma deve essere coinvolta tutta la Nazione che non è però estranea alle forti inquietudini e alle insoddisfazioni socio-politiche e neanche indenne dal malcostume e dall’imbarbarimento del vivere civile e violento. Come Napoli è fuori dalla Storia per immobilismo così l’Italia è molto arretrata per una assenza di politici di qualità. Il libro, scritto a quattro mani da due intelligenze, è animato da impegno civile e pedagogico senza eccedere in una falsa retorica, in confusi agglomerati di aggettivi e sproloqui che il filosofo tanto aborrisce. Egli lancia un allarme: “Stiamo naufragando in una limacciosa palude di parole” che impedisce di ragionare serenamente. Il suo linguaggio, in risposta alle domande di Scamardella, è semplice conciso privo di “issimi”, ammalia come un magico Pifferaio trascinando i più restii e i più pigri neimeandri della Conoscenza. Affiancato sempre dalla Logica spiega didatticamente ogni evolversi del Pensiero.  Al termine si resta a rimuginare il dettato di impegno civile a cui il lettore è stato sollecitato dalla Voce che lo ha scosso dal letargo in cui i mass media lo hanno incatenato. Parla di libertà per la quale ognuno deve essere protagonista  evitando le torve  e false strumentalizzazioni. Scamardella lo definisce un “saggio”, non contaminato dai barbarismi dei nostri tempi, “Capace di leggere e interpretare la realtà dall’alto della sua esperienza e dei suoi studi, di indicare i pericoli e di consigliare le sceltegiuste”.
                                                                                    









   
 



 
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