Santa Maria di Stignano nel Cinquecento
Romano Starace
 











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Il convento-santuario di Santa Maria nella valle di Stignano, sul Gargano, fu innalzato agli inizi del Cinquecento da una comunità di francescani osservanti all’ombra del potere feudale del nobile napoletano Ettore Pappacoda, uomo illuminato e di fede. Stignano divenne rapidamente una meta sempre più ambita da schiere di pellegrini. Casa di noviziato agli inizi del XVII secolo, è tutt’oggi tra i più grandi conventi francescani della Provincia di San Michele Arcangelo dei Frati Minori. Unitamente al convento di S. Matteo, altro importante polo santuariale nella bella cittadina di San Marco in Lamis, è nell’elenco dei monumenti di interesse nazionale. Richiami al passato di Stignano, per il periodo relativo al fenomeno del brigantaggio in Capitanata, sono contenuti in alcune novelle di Riccardo Bacchellie di Edmondo De Amicis.
Inserito nella collana “I Volumetti” della casa editrice Sudest, il saggio dell’architetto Romano Starace ha il merito di elevare per la prima volta le vicende della presenza francescana nell’area di Stignano a vera problematica storica. Dopo un’opportuna precisazione sulla cronologia della fondazione e un’accurata descrizione delle susseguenti fasi edilizie, Starace discute infatti sull’apporto determinante dei religiosi di Stignano alle vicissitudini temporali della vallata, e ai processi di religiosità itinerante che si innescarono quando il sito stignanese divenne importante nodo di transito e di sosta verso il santuario di Monte Sant’Angelo, sull’antico percorso della strata francesca. Un’altra peculiarità debitamente sottolineata è quella relativa alla tipologia della chiesa di Santa Maria, costruzione nata come monumento alla Vergine e per questo al di fuori dei tradizionali schemi dell’architettura mendicante dell’epoca.
Per quanto riguarda lefonti del tutto nuove, esse sono rappresentate sopratutto dalla messa in evidenza dei serrati contatti culturali e artistici che ci furono tra Stignano e la città di Larino ad opera delle maestranze che ne curarono la costruzione; dall’esame degli eventi e della metodologia di lavoro profusa; dalla nuova lettura dell’epigrafe di fondazione della chiesa, dell’anno 1515.
L’immagine aggiornata di Santa Maria di Stignano, ora meno pallida rispetto a quella proposta dalla storiografia del passato, ci consente di comprendere meglio la storia di uno dei monumenti più belli e significativi dell’arte rinascimentale nell’alta Puglia, momento cruciale della cultura mendicante del Cinquecento, nei secoli santuario di fede e di speranza tra i più visitati e noti della Capitanata. La rapida rassegna delle sue vicende storiche si conclude con un cenno riassuntivo dei temi inerenti i secoli seguenti e con una riflessione su alcuni episodi fuorvianti la storia della suafondazione.

Romano Starace, Santa Maria di Stignano nel Cinquecento.
I francescani in Capitanata, Edizioni Sudest, pp. 104, euro 6,00, Manfredonia 2009

 










   
 



 
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