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Fulvia Alidori ha intervistato alcuni partigiani e ha raccolto le loro testimonianze in un libretto di sedici pagine“Impressioni di Resistenza” edito dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Firenze. Negli incontri ha ascoltato alcuni vivaci aneddoti sulla loro vita dopo la Liberazione. Nessuno accenno ai mesi e agli anni passati in armi sulle montagne. Tutti conservano di quella tragica esperienza il nome di battaglia. Erano ragazzi fuggiti dalle loro case per arruolarsi nelle varie brigate di partigiani portando con sé solo la cultura antifascista insegnata loro dai genitori e la voglia di essere audacemente utili alla conquista della Libertà e a porre fine alla infida tracotanza violenta dei fascisti e dei tedeschi. Sono stati protagonisti di un nuovo Risorgimento e di una Unità d’Italia democratica. Il sacrificio di milioni di partigiani di quasi tutti i paesi del nostro continente ha creato la Comunità Europea che prevede oltrealla pace la possibilità di studiare lavorare viaggiare e fare shopping con la stesa moneta in venticinque paesi. In Italia dalla Resistenza è nata la Costituzione e la Repubblica sogno di tanti giovani seguaci dei dettati di Mazzini. Gli ottantenni incontrati da Fulvia non sono in pensione. Essi incontrano gli studenti stimolandoli a difendere la Costituzione, ad uscire dal letargo culturale imposto attraverso i media dalla Destra, ad accogliere gli stranieri come portatori di nuove culture, ad impegnarsi negli studi per essere i futuri dirigenti in sostituzione dei corrotti servi delle organizzazioni delinquenziali presenti nelle istituzioni in ogni città e allo stesso governo della nazione. Va sottolineato che l’Europa è stata liberata anche con il contributo di soldati provenienti da altri continenti come testimoniano i tanti cimiteri che conservano i loro corpi. Partecipano coinvolgendo gli altri alle manifestazioni in difesa dell’ambiente del lavoro del disarmo dei diritti umani.Fulvia si sofferma sulla massiccia presenza delle donne nella lotta partigiana. Va fatta una riflessione. La donna in tutta Europa è stata combattente operaia, staffetta e come ausiliare nelle retrovie cuoca sarta infermiera ed inoltre vittima di violenze E dopo è tornata silenziosa alle sue consuete faccende in casa e nei campi. A differenza degli uomini ha partecipato priva di cultura politica perché le era negato anche il voto, il diritto allo studio e qualsiasi attività politica. Non doveva fuggire ai rastrellamenti e quindi la sua adesione è stata dettata solo dal bisogno di uscire dall’oscurantismo e di essere utile al fianco dei propri figli, dei propri mariti, dei propri fidanzati. Da questa considerazione è lecito pensare che siano state più numerose degli uomini anche se non risultano tra i dati raccolti dagli storici. E solo con la Costituzione è diventata un soggetto politico tanto auspicato dal Futurismo nel manifesto del 1909 ed ha potuto lottare per il divorzio,l’aborto, la parità tra i sessi, entrare nelle istituzioni a legiferare e a governare la cosa pubblica. Grazie Fulvia per aver raccolto in uno scrigno con un linguaggio erudito nella sua semplicità testimonianze e riflessioni sulla Resistenza. Italo Pignatelli
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