Amore e morte in periferia
 











In "Rabbia e camorra" di Antonio Montanaro (Round Robin Editrice, 2012, € 12.00) la periferia si stende oltre le strade più battute e racchiude in sé lo spazio fisico e quello simbolico. La periferia di una città come Napoli condensa il malessere nel suo situarsi al confine con la camorra e con la violenza in genere.                                            Nella forma del diario – la prima notazione è del 6 luglio e l’ultima si riferisce al 22 febbraio - Antonio Montanaro ci guida a conoscere la vita quotidiana di un personaggio anomalo: ‘O professore - come lo chiamano gli abitanti del quartiere in cui ha scelto di vivere, forse per sottolinearne l’anomalia rispetto ai loro standard – è un trentenne grafico che, inrealtà, si è rifugiato in quel mondo per staccarsi da un destino che sembrava già incanalato.                                                                 Studi universitari, fidanzata, amicizie e così via: una classica vicenda, insomma. Sul suo cammino è apparso poi un demone fatto d’irreprimibile violenza e rabbia che gli ha fatto scoprire un’altra parte disé.                                                                     ‘O professore è, in altri termini, un rifugiato, un disadattato al contrario; uno che dal centro scappa alla periferia in cerca di un’altra occasione.                                      Decine di personaggi ci vengono incontro nelle giornate e nelle nottate del quartiere.  Come inizia il racconto? Il primo atto del nuovo arrivato nel quartiere è "stato appendere la laurea in Sociologia nelcesso".                                                       Un gesto davvero simbolico per chi aveva sempre osservato, da lontano e attraverso i luoghi comuni dell’informazione, un’umanità fatta di mamme giovanissime, droghe devastanti, affetti misti alla collera, povertà al limite della sopravvivenza, furti e spaccio, boss egregari.                                                                                  Può in un luogo così nascere ancora l’amore? Può la rabbia lasciare il posto alla speranza? Quali sono le regole non scritte di questa comunità apparentemente nota e conosciuta, ma in realtà tutta dascoprire?                                                         La rabbia guida le azioni dei giovanissimi che sentono il peso di un futuro senza speranza; la rabbia arma le mani di chi ammazza per poco; la rabbia infine guida la mano di chi cerca una redenzione impossibile. Antonio Fresa









   
 



 
30-09-2014 - Se permettete parliamo di Congo
16-06-2014 - La casta? Ce la portiamo dietro dai tempi dei Savoia
06-06-2014 - I Drengot e Aversa Normanna
27-05-2014 - Suicidi. Studio della condizione umana nella crisi
16-05-2014 - Una sola fibra d’amianto e tra vent’anni sei morto
04-05-2014 - Pisa, alla Sapienza migliaia di libri “prigionieri” e non consultabili
02-05-2014 - Il Capitale nel XXI secolo
19-02-2014 - IL GRILLO MANNARO
14-02-2014 - Unisex. L`uomo senza identità
05-02-2014 - I volti della coscienza
03-01-2014 - L’esercito ebreo di Hitler
22-12-2013 - Il Potere. Il mondo moderno e le sue contraddizioni
20-11-2013 - Il potere invisibile e l’impudenza visibile
14-11-2013 - La Chiesa di tutti
01-11-2013 - Indignez-vous

Privacy e Cookies