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Un buco da quasi sette milioni di euro. Una bancarotta che, secondo l’accusa, è stata organizzata solo con uno obiettivo: svuotare le casse della TecnoHospital per accrescere il proprio patrimonio personale e pagare spese, come viaggi, vacanze e regali. Su Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore che per compiacere l’ex premier Silvio Berlusconi organizzava feste, reclutando anche escort, si abbatte una nuova tegola giudiziaria. Il procuratore aggiunto Pasquale Drago e il sostituto Patrizia Rautiis hanno notificato allo spregiudicato uomo d’affari, al fratello Claudio e alla madre Maria Giovanna Tattoli un avviso di conclusione dell’indagine. I tre rischiano un processo con l’accusa di bancarotta fraudolenta. L’inchiesta è partita dopo la segnalazione del Tribunale Fallimentare che ha seguito il caso della TecnoHospital. La società è l’azienda che, sostiene la procura di Bari, si sarebbe aggiudicata appalti per le forniture di protesi, grazie al girodi tangenti che Gianpaolo Tarantini, soprattutto, aveva messo in piedi, corrompendo medici e dirigenti sanitari. La società, nel giugno del 2010, è stata dichiarata fallita. Un lotto di protesi è stato messo all’asta a dieci mila euro, così come il patrimonio immobiliare che faceva capo all’azienda. La multiproprietà a Cortina D’Ampezzo, una settimana di vacanza che Tarantini e famiglia trascorrevano in da 23 al 30 dicembre, è stata venduta al prezzo di 40 mila euro. E fu lo stesso imprenditore, nell’interrogatorio reso nel novembre del 2009, nell’ambito dell’indagine che riguardava gli appalti per le forniture di protesi, a confermare di aver "complessivamente svuotato negli ultimi anni la TecnoHospital per un importo di circa 4 o 5 milioni di euro". Tra il 2006 ed il 2009, accusa il pm, Gianpaolo e Claudio Tarantini avrebbero dissipato "liquidità aziendali", 6milioni e novecentomila euro, per finanziare non solo tre società, collegate con la TecnoHospital, ma soprattutto ilpatrimonio personale. Gianpaolo, ad esempio, avrebbe accumulato quasi un milione e quattrocentomila euro, Claudio poco meno della metà, 600mila euro. La procura ricostruisce il sistema, attraverso il quale i due fratelli avrebbero svuotato progressivamente le casse della TecnoHospital. Quattro i meccanismi, sperimentati, come quelli di fatturare "costi "non inerenti" all’attività di impresa" o di finanziare società di comodo riconducibili all’azienda, poi dichiarata fallita. E poi ancora: i due imprenditori avrebbero alimentato il sistema che poi ha portato alla bancarotta con un giro di fatture false. Praticamente con i soldi della società, i due fratelli Tarantini avrebbero pagato anche viaggi, pernottamenti in hotel, persino regali, spese (per un valore complessivo di più di 300mila euro) che, almeno secondo la documentazione agli atti del Tribunale, non erano legate all’attività di impresa. La madre dei due fratelli è coinvolta nell’indagine perché era l’amministratore dellasocietà, Gianpaolo il vicepresidente e Claudio, un consigliere. E intanto il procuratore Drago, lo stesso che ha coordinato l’indagine e che ha il compito di reggere l’ufficio, fa il punto sull’attività della magistratura inquirente. In cinque anni le pendenze dei fascicoli con indagati sono passati da più di 57mila a 34mila. Un risultato importante, considerando che a causa della carenza di organico ci sono stati periodi, dal 2008 al 2012, in cui i magistrati in servizio erano soltanto 20 (secondo la pianta organica dovrebbero essere 32). GABRIELLA DE MATTEIS Bari: bancarotta fraudolenta, chiuse indagini per fratelli Tarantini Bari, 19 apr. (Adnkronos) - Un avviso di conclusione delle indagini e’ stato notificato agli imprenditori baresi Giampaolo e Claudio Tarantini, gia’ coinvolti in diverse inchieste dal pm della Procura del capoluogo pugliese Patizia Rautiis con l’accusa di bancarotta fraudolenta. L’inchiesta riguarda il fallimento della societa’ ’Tecnohospital’,l’azienda di famiglia il cui amministratore pro-tempore, pero’, risultava essere la madre dei due imprenditori della sanita’. I debiti accertati ammonterebbero a circa cinque milioni di euro. Secondo la Procura, i due fratelli avrebbero distratto i soldi della societa’ per spese personali.
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