Genova, nave contro torre di controllo del porto: 4 morti, 6 dispersi, recuperati 4 feriti
 











Notte di ricerche ininterrotte a Genova, dove è stato definito il bilancio, ancora provvisorio, dell’incidente avvenuto alle 23 di martedì notte: il numero delle vittime è salito a 4, ma i dispersi sono ancora sei; quattro i feriti. Identificate due delle vittime: sono Michele Robazza, 41 anni di Livorno, pilota del porto di Genova, e Davide Morella, di 34 originario di Bisceglie, della Capitaneria di porto. Al Molo Giano si continua a lavorare per cercare di liberare la banchina da ciò che resta della Torre di controllo del Porto, una struttura in cemento alta oltre 50 metri. Alle 23 di martedì è stata colpita in pieno, e inspiegabilmente, dalla poppa della porta container Jolly Nero, della linea Messina. E’ venuta giù di schianto, seppellendo tutti coloro che c’erano al suo interno, 13 persone secondo - appunto - il bilancio provvisorio reso noto dalle forze dell’ordine. La torre, di cemento e vetro, si è come "afflosciata" nelle acque nere dimolo Giano. Dei quattro feriti accertati, due sono stati ricoverati in codice rosso, altri due sono in condizioni meno gravi. I quattro si sono salvati perché sarebbero riusciti a gettarsi in mare prima del crollo della torre. Poche le speranze, invece, di trovare in vita le sei persone ancora disperse, due delle quali, dicono i soccorritori, sarebbero sotto le macerie. Sommozzatori dei vigili del fuoco hanno scandagliato il fondo del porto per tutta la notte, mentre decine di uomini del soccorso lavorano per rimuovere le macerie della torre e delle due palazzine della Capitaneria crollate dopo l’urto. «Le operazioni di recupero dei sei dispersi sono molto difficili - spiega il procuratore di Genova Michele Di Lecce - La torre era alta circa 60 metri ed era in cemento armato e ferro. Il problema è costituito dalla parte in acqua perché la visibilità è quasi nulla e questo rende molto complesso il lavoro dei sommozzatori».
Dei dispersi, tre sarebbero rimasti imprigionati all’internodell’ascensore della torre, poi finito o in acqua o sepolto dalla macerie. Subito dopo l’incidente si sono recati sul posto il sindaco, Marco Doria, il prefetto, Giovanni Balsamo, il presidente dell’Autorità portuale, Luigi Merlo, l’armatore, Stefano Messina. Sconvolti. «E’ una tragedia inspiegabile» ha detto Merlo.
«Siamo senza parole, e disperati» ha aggiunto Messina. La nave è stata sequestrata. Secondo alcune testimonianze avrebbe avuto un’avaria ai motori, per cui era diventata ingovernabile. «Di certo non doveva essere lì» ha commentato Merlo. «Una nave di quelle dimensioni non può far manovra in quella zona». Il sindaco Doria ha proclamato il lutto cittadino.
Inspiegabile, ma la procura si è già fatta un’idea: «La prima ipotesi di reato, la più evidente, potrebbe essere quella di omicidio colposo plurimo» ha detto il procutratore di Genova ipotizzando la colpa all’origine del grave incidente .
Riunione a P.Chigi, Letta chiede a Lupi di recarsi sul posto
IlPresidente del Consiglio, Enrico Letta, questa mattina ha avuto un colloquio telefonico con il Presidente dell’Autorità Portuale di Genova, Luigi Merlo, per fare il punto sulla situazione e per informarsi dello svolgimento dei fatti. Si è poi svolta una riunione a Palazzo Chigi con il Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Maurizio Lupi, al quale il Presidente ha chiesto di recarsi immediatamente a Genova per seguire lo svolgimento delle operazioni». E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.
Lupi: pronti a riferire in parlamento
«Sto partendo per Genova per portare solidarietà alle famiglie delle vittime. E’ in programma una riunione operativa, e d’intesa con il ministro Franceschini siamo pronti a riferire in Parlamemto» sull’incidente. Lo dice il ministro per le Infrastrutture e i trasporti, Maurizio Lupi, al quale il premier ha chiesto di recarsi immediatamente a Genova per seguire lo svolgimento delle operazioni.
Un testimone: la torre è venuta giù dicolpo
La Torre piloti del porto di Genova «è venuta giù di colpo», subito dopo essere stata urtata dalla Jolly Nero. Questa la testimonianza di un testimone oculare di quanto avvenuto ieri sera. R.G. è una delle guardie giurate in servizio al check point del molo Giano. Ed era da poco entrato in servizio quando si è verificato l’incidente. «Saranno state le 23, o pochi minuti dopo. Ero nell’ufficio del check point quando ho sentito come un boato e subito dopo tre ragazzi passare di corsa, urlando spaventati: “La torre! La torre!”. Sono uscito e la torre non c’era più, al suo posto c’era la prua della nave».
Napolitano: Dolore Paese, trepida attesa dispersi
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa «con sgomento» la notizia del gravissimo incidente avvenuto nel Porto di Genova, esprime i suoi sentimenti di «solidale partecipazione al dolore dei familiari delle vittime, rendendosi interprete del profondo cordoglio del Paese, e rimane in trepida attesa per lasorte dei dispersi».
Camusso: solidarietà a lavoratori e famiglie
Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ospite di Radio Anch’io esprime «solidarietà ai lavoratori del porto di Genova e ad alle famiglie» delle vittime e dei dispersi, e chiede che vengano «al più presto» chiarite le cause dell’incidente.
Sequestrata la scatola nera della nave
«E’ stata recuperata e sequestrata la scatola nera della nave. Il contenuto verrà esaminato nelle prossime ore per stabilire l’esatta dinamica dell’incidente». Lo ha reso noto il procuratore capo di Genova, Michele Di Lecce.
La Jolly Nero, 40 tonnellate di stazza per 240 metri di lunghezza
Ha una stazza lorda di 40.594 tonnellate, netta di 17.083 tonnellate, una lunghezza di 239,26 metri e una larghezza di 30.50 metri, la Jolly Nero, il partocontainer della flotta della "Ignazio Messina & C" che ieri intorno alle 23.00 ha urtato il molo Molo Giano, abbattendo la torre di controllo dei piloti. La nave era diretta aNapoli e poi e in Medio Oriente. Avrebbe fatto scalo Port Said, Aqaba, Jeddah, Abu Dhabi, Gibuti, Suez, Misurata, Castellon. Controllata dalle famiglie Messina e Gais, la Ignazio Messina & C. utilizza 14 navi di proprietà e bandiera italiana, più alcune altre noleggiate, tutte specializzate ro-ro container, che fanno della compagnia il secondo operatore ro-ro container al mondo. Tutte di diversa capacità e tonnellaggio, sono in grado di trasportare contenitori e special equipment, veicoli rotabili di ogni genere, auto e carico unitizzato e convenzionale.

 









   
 



 
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