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Renzo De’ Vidovich ha inviato una recentissima lettera a Il Piccolo di Trieste. E’ un grido di dolore sul nuovo affronto perpetrato contro gli esuli dall’istria, Fiume e Dalmazia con il voto di scambio con i cosiddetti "rimasti" che ha permesso la vittoria, alle recenti regionali della piddina Serracchiani. Come gia Duda Marinelli, sulle colonne di questo giornale, anche De Vidovich, oltre a sottolineare il clientelismo che mettera in mano i fondi italiani nelle mani delll’unione Italiana di Fiume (da sempre infeudata a Croazia e Slovenia), ha voluto sottolineare come nessuno si sia, almeno, chiesto di imporre a Lubiana e Zagabria la reciprocita di far votare nelle loro elezioni gli esuli dai territori orientali d’Italia... Ma ecco il testo della lettera a Il Piccolo. "Non immaginavo proprio, che la Presidente Serracchiani, rischiando impavidamente l’accusa di "voto di scambio" che e un reato, nominasse Fabrizio Somma rappresentante dellaRegione nell’Universita Popolare di Trieste dove era stato impiegato e da poco licenziato il quale, sulla "Voce del Popolo" del 21 u.s. si definisce gia Vice Presidente dell’UpT, negando quanto scritto nel suo curriculum allegato alla nomina regionale che cosi lo definisce "attualmente in carica Unione Italiana, Capodistria. Ufficio Europa con contratto determinato fino la 13 novembre 2013". Avevo scritto su Il Piccolo del 22 marzo u.s. sull’inopportunita che la candidata del PD Debora Serracchiani facesse campagna elettorale in Istria insieme a Maurizio Tremul, presidente dell’Unione Italiana di Fiume, Fabrizio Somma che allora indicavo come organizzatore nelle elezioni precedenti di "gite di rimasti a favore del PD" e il presidente dell’Edit di Fiume Silvio Forza, per ottenere i 6 - 7000 voti di rimasti per far vincere dalla sinistra le elezioni regionali, come poi e avvenuto con un distacco di solo 1900 voti. Con questa operazione l’Unione Italiana di Fiume si e garantitaun’importante presenza ai vertici dell’Universita popolare, l’Istituto che eroga in nome e per conto dello Stato italiano parecchi milioni di euro all’Unione italiana di Fiume, (che ha il compito di sovraintendere alle spese in territorio croato e sloveno). In cambio dei voti dei rimasti alla Serracchiani, l’UI si e fatto nominare un proprio uomo di fiducia in grado di condizionare l’UpT. I controllati si sono scelti il controllore! E da tempo che al Ministero degli Esteri si interroga sull’opportunita di non erogare piu fondi tramite Unione italiana di Fiume, che poi li gira - trattenendo per se una percentuale - alle varie scuole, asili e sedi delle comunita degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia e non sia il Ministero stesso a fare questo lavoro attraverso l’UpT, le Ambasciate d’Italia a Zagabria e Lubiana e i nostri Consolati d’Italia a Fiume, Lubiana e Spalato a svolgere queste mansioni, saltando l’Unione Italiana di Fiume e risparmiando una non irrilevante spesainutile Resta in piedi anche l’annoso problema rappresentato dal fatto che, unico caso al mondo, i beni immobili acquistati esclusivamente con i fondi dello Stato italiano e destinati a sedi di Comunita italiane, scuole, asili e circoli culturali, anziche essere intestati alle nostre ambasciate, sono intavolate a nome dell’Unione Italiana che - e bene precisare - non e un’organizzazione dello Stato italiano, bensi un ente di diritto pubblico della Repubblica di Croazia e della Repubblica di Slovenia. Con l’entrata della Croazia nell’Unione Europea, vanno affrontate una volta per tutte le situazioni che erano state inventate per aggirare le angherie della Federazione Jugoslava di Tito (l’Unione degli italiani di Fiume era allora una componente della Lega dei comunisti jugoslavi!) e che oggi non hanno piu senso. L’ultima interferenza dell’Unione Italiana di Fiume di cui Fabrizio Somma risulta essere un impiegato, nelle elezioni regionali del Friuli Venezia Giulia rendono urgentequesta rivisitazione della politica italiana nei confronti non tanto dei rimasti quanto delle vecchie strutture sopravvissute al comunismo, perche gli antichi legami tra gli ex comunisti del PD della Venezia Giulia e gli ex comunisti dell’Unione italiana di Fiume mi sembrano aver superato ogni limite di decenza. Non bastava che, incredibilmente, i rimasti, (anche se non hanno soggiornato neanche un giorno nel Friuli Venezia Giulia) abbiano diritto di voto nelle provincie, nei comuni e nella nostra regione. Era anche necessario un intervento a gamba tesa dell’Unione italiana di Fiume nelle nostre elezioni regionali per falsarne il risultato ?! Mi si consenta, infine, di ricordare che nessuno si sogna di far votare gli esuli nei comuni e nelle contee dove sono nati e dalle quali sono stati allontanati con la forza ed il terrore delle foibe". Renzo de` Vidovich
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