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Non arrivano risposte e segnali di apertura dal Quirinale. Anzi, dalla trincea di Arcore, i ragionamenti filtrati dal Quirinale sui rischi di una crisi e quella “fiducia” riposta proprio nelle dichiarazioni del Cavaliere sull’appoggio al governo guidato da Enrico Letta suonano come una provocazione e contribuiscono ad alzare ancora di più la tensione. E l’ira dell’ex premier, che avrebbe trascorso la giornata, racconta chi ha avuto modo di parlargli, tra euforia e abbattimento. Il gioco è chiaro – sarebbe stato il ragionamento dell’ex capo del governo una volta letto l’avvertimento quirinalizio – vogliono addossarmi la responsabilità di far cadere il governo. Quando invece gli irresponsabili sono loro, pronti ad eliminarmi. Sul fronte Pd, intanto, l’ipotesi di un Letta bis, pare sempre più lontana. In cambio si fa strada la possibilità di Giuliano Amato a Palazzo Chigi “per pochi mesi” fino all’approvazione della legge di stabilità, come spiega unafonte democratica all’Huffington Post. Quella di giovedì, racconta chi è stato ad Arcore, è stata per il Cavaliere, che ha visto a pranzo anche i figli ed i più stretti collaboratori delle sue aziende, una giornata nera in cui l’ex capo del governo si è lasciato andare ad un lungo sfogo dicendosi anche “avvilito”. Mi stanno accerchiando, è il refrain ripetuto agli ospiti ricevuti, insieme alla sensazione di non poter contare neanche sul partito per trovare una soluzione. A tutto questo si aggiunge la rabbia per la vicenda legata a Marcello Dell’Utri ‘mediatore’, secondo la Corte d’appello di Palermo, tra Berlusconi e Cosa Nostra: lo vedete – avrebbe fatto notare il Cavaliere – cercano di mettermi sempre in mezzo, la persecuzione giudiziaria non finirà mai. Ecco dunque l’intenzione di non mollare la presa, anzi, la linea continua ad essere quella della rottura. Tenta la via della mediazione anche Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset e amico fidato dell’ex premier che, comescrive il Corriere, “si è incaricato di parlare di politica con i politici, ha fatto il giro romano delle sette chiese, ha consultato amici e avversari, prima e dopo la sua salita al Colle”. Quindi ha incontrato anche Napolitano e, convinto che ”facendo cadere il governo non si porta a casa nulla”, insieme a Gianni Letta avrebbe portato ad Arcore notizie ‘ufficiose’ rassicuranti. Per domenica rimane in programma la diffusione di un video messaggio pesantissimo contro la magistratura e contemporaneamente di rilancio del progetto di Forza Italia. Un modo – spiegano dal Pdl – per ribadire che il Cavaliere non ha intenzione di mettersi da parte. Il condizionale però è d’obbligo visto che da giovedì sera fino a domenica le colombe giocheranno il tutto per tutto per evitare il precipitare degli eventi. E sono proprio le parole di Napolitano che saranno prese a pretesto, già questa sera dal segretario del Pdl Angelino Alfano (atteso ad Arcore) per provare a blindare l’ex capo delgoverno. L’obiettivo è far capire all’ex premier che le parole del Capo dello Stato vanno interpretate come la disponibilità a riaprire, dopo giorni di gelo, un canale di dialogo. Un ragionamento però che non pare convincere Berlusconi. Nei confronti di Napolitano resta alta la diffidenza: le occasioni per intervenire in passato sono state diverse – rimane la convinzione dell’ex capo del governo – è l’unico che ha il potere di fare qualcosa. Tant’è vero che l’unico a prendere la parola dopo la nota di Napolitano è il coordinatore del partito Sandro Bondi proprio per chiedere al Capo dello Stato “un provvedimento esaustivo che le sue prerogative gli consentono di assumere nell’interesse dell’Italia“. Insomma nulla è stato ancora deciso anche perché chi conosce bene l’ex capo del governo sa che al di là dei vertici politici, la decisione finale sarà presa con i figli ed i vertici aziendali. Nuovi incontri non si escludono già nelle prossime ore.
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