L’ultimo incubo di Silvio Berlusconi: Veronica Lario
 











L’accordo è lontanissimo, la causa di divorzio potrebbe durare dieci anni. E se non ci si arriva, l’ex moglie e i figli di lei erediterebbero il 55 per cento dell’impero. Lasciando in minoranza Marina e Pier Silvio: preoccupatissimi
(19 settembre 2013)
Nonostante la separazione, Veronica Lario resta la più importante erede di Silvio Berlusconi. E lo rimarrà fino alla sentenza definitiva di divorzio, che in caso di mancato accordo potrebbe arrivare «anche tra dieci anni». Tra i tanti problemi legali che affliggono il leader di Forza Italia, non ci sono soltanto le tre condanne inflittegli negli ultimi mesi da magistrati di ogni sede, ordine e grado, che lui si ostina a video-proclamare in blocco "toghe rosse", ma c’è anche un guaio in cui Berlusconi è andato a cacciarsi volontariamente: la procedura giudiziaria di separazione e divorzio "non consensuale" dall’ex moglie.
C’era una volta Silvio Berlusconi l’intoccabile, improcessabile,impunibile. Ma dopo la condanna definitiva per frode fiscale nel processo Mediaset, è cambiato tutto: dopo la Cassazione, il diluvio. E per il leader di Forza Italia ora si annuncia un autunno di temporali.
Prima di tutto c’è la questione della cosiddetta agibilità politica, con il rischio di decadere dalla carica di parlamentare, perdere l’immunità e ritrovarsi nella posizione di tutti gli altri cittadini, che quando è il caso possono essere indagati, intercettati, perquisiti e perfino arrestati, senza poter opporre scudi istituzionali o privilegi politici. Poi c’è il vuoto economico lasciato dal risarcimento da 494 milioni di euro, confermato dalla Cassazione civile, a favore della Cir di Carlo De Benedetti, l’azienda danneggiata dalla corruzione del giudice romano di rito previtiano (già condannato in sede penale con l’ex ministro-avvocato) che regalò la Mondadori alla Fininvest. Mentre la condanna definitiva per i fondi neri del caso Mediaset trascina il dilemma sui dieci mesi emezzo di pena residua, quella non cancellata dal provvidenziale indulto del 2006, che andrà sciolto entro il 15 ottobre, salvo grazia presidenziale: escluso il rischio-carcere, gli converrà scontarli agli arresti domiciliari o chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali? Non bastasse, c’è il disastroso doppio verdetto per il
caso Ruby, con un’altra condanna in primo grado a sette anni (per concussione e prostituzione minorile), accompagnata dall’ordine di due tribunali alla procura di aprire nuove indagini su trentadue deposizioni, giudicate false, e sui soldi versati dall’imputato alle testimoni durante i processi. Ma a restare aperta è anche una vertenza personale, forse la più dolorosa: la causa di separazione contro l’ex moglie, madre di tre dei suoi cinque figli.
In questa situazione Silvio e Veronica hanno ricominciato a sentirsi e incontrarsi a tu per tu, senza avvocati, dopo più di tre anni di accuse pubbliche e battaglie in tribunale. Ufficialmente i legali nonconfermano, ma nemmeno smentiscono che gli ex coniugi, come sarebbe logico, abbiano ricominciato a discutere un possibile accordo economico. Per chiudere una vertenza che altrimenti potrebbe durare anni e condizionare anche il destino delle aziende e persino l’eredità dei figli.
Il codice civile infatti stabilisce che «il coniuge a cui non è stata addebitata la separazione ha gli stessi diritti successori del coniuge non separato». Quindi Veronica Lario conserva il diritto di ricevere, tra donazioni presenti ed eredità future, una quota minima del 25 per cento dell’intero patrimonio di Berlusconi. E con i suoi tre figli, a cui la legge riserva un altro 30 per cento, potrebbe puntare a raggiungere la maggioranza assoluta del capitale della "Silvio spa". Va ricordato che le aziende più importanti, Mediaset e Mondadori, oggi sono guidate da Piersilvio e Marina Berlusconi, nati dal primo matrimonio. Mentre Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi, i tre figli di Silvio e Veronica,controllano già il 21 per cento della Fininvest attraverso una delle società di famiglia, la Holding Italiana Quattordicesima.
Veronica Lario perderà i propri diritti successori solo «con il passaggio in giudicato della sentenza di divorzio, che provocherà il definitivo scioglimento del matrimonio», spiegano gli esperti. La procedura di divorzio però non è ancora iniziata, perché gli ex coniugi sono ancora nella fase della separazione, il cui processo d’appello inizierà nel 2014. Gli avvocati divorzisti milanesi interpellati da "L’Espresso" prevedono che la futura procedura di divorzio, tra primo grado, appello e cassazione, possa durare «anche dieci anni». E nel frattempo Veronica resterà l’erede più ricca. Un autorevole civilista milanese fa l’esempio di una signora separata da lunghissimo tempo, che è riuscita a ottenere una ricchissima eredità perché l’ex marito, un personaggio molto in vista con ottimi avvocati, è morto proprio alla vigilia dell’udienza finale in Cassazionenquesto quadro, gli specialisti di cause familiari prevedono che Berlusconi, che compirà 77 anni il prossimo 29 settembre, farà il possibile per raggiungere un accordo economico con Veronica Lario, anche con forti concessioni, e chiudere così almeno uno dei tanti fronti giudiziari: l’unica soluzione per evitare una lentissima procedura contenziosa, secondo gli esperti, è il cosiddetto «divorzio congiunto» con immediata «liquidazione una tantum» dell’ex coniuge. E i tempi infiniti dei processi civili ora permettono ai legali di Veronica di trattare un complessivo accordo patrimoniale da una posizione di forza contrattuale. Nell’attesa, Silvio Berlusconi dovrà continuare a versare all’ex moglie l’assegno di separazione, fissato dai giudici di primo grado in 36 milioni all’anno: quasi centomila euro al giorno. Col senno di poi, dopo aver varato decine di leggi contestatissime per abolire reati, cancellare prove e modificare le regole dei propri processi penali, forse Berlusconi avrebbedovuto pensare anche alla giustizia civile, quella che più interessa le imprese oneste e i tanti normali cittadini alle prese con famiglie in crisi o debitori che non pagano. Paolo Biondani,l’espresso

 









   
 



 
19-01-2016 - Diventa direttore Ilva,condannato per il rogo Thyssen
20-10-2015 - Foggia, contro i clan il Comune non va a processo
24-08-2015 - Divina Provvidenza, la beffa dopo il danno
14-05-2015 - Il giornalista licenziato su ordine del boss nella terra della camorra padrona in redazione
26-02-2015 - E Cantone bacchetta il Comune di Bari: "Troppi appalti senza gara"
25-02-2015 - Bari, si indaga su Ryanair. "Trenta milioni senza gara, ecco la prova della truffa"
23-02-2015 - Il grande inganno dell’antimafia siciliana: così l’eroe della legalità mette le mani sull’Expo
18-02-2015 - Tangenti su appalti militari, 4 arresti: coinvolti generale in pensione e vice prefetto di Roma
16-02-2015 - Ladri informatici rubano un miliardo da banche di tutto il mondo
13-02-2015 - Puglia, la Regione promette tagli alla burocrazia ma salva il 95% degli uffici
12-02-2015 - Truffa sui contributi per l’assistenza degli anziani, indaga la procura
11-02-2015 - Perquisizioni della Gdf in Ubi Banca e Compagnia delle Opere
09-02-2015 - "Mio figlio con l’influenza, morto per il freddo in ospedale": Napoli, dopo la denuncia scattano gli avvisi di garanzia
04-02-2015 - Bari, commissioni ogni giorno: record di presenze e gettoni per i consiglieri comunali
29-01-2015 - Le mani della ’Ndrangheta sull’Emilia, agli arresti 117 persone

Privacy e Cookies