Dossier illegali, Bondi a giudizio per falsa testimonianza
 











Bondi Enrico

Enrico Bondi, l’ex ’risanatore’ di Parmalat ed ex commissario straordinario dell’Ilva di Taranto, è stato rinviato a giudizio dal gup di Milano Andrea Salemme con l’accusa di falsa testimonianza per la vicenda della microspia trovata sulla sua auto quando era ad di Telecom, tranche dell’inchiesta sui dossier illegali. A processo, come chiesto dal procuratore aggiunto Robledo e dal pm D’Alessio, è stato mandato anche l’ex capo del personale di Telecom Roberto Maglione. Il dibattimento inizierà il prossimo 11 novembre. Il processo prenderà il via davanti alla Quarta sezione penale di Milano. La richiesta di rinvio a giudizio per Enrico Bondi e Roberto Maglione era stata inoltrata dai pm Alfredo Robledo e Antonio D’Alessio lo scorso maggio, dopo che alla fine di marzo la Procura aveva notificato l’avviso di chiusura delle indagini.
La vicenda al centro dell’inchiesta è nata da quella sui dossier illegali confezionati dalla security di Telecom ePirelli ai tempi di Giuliano Tavaroli e riguarda la finta cimice trovata il 20 agosto di 12 anni fa nell’auto noleggiata un paio di settimane prima a Fiumicino da Bondi, che era stato scelto da Marco Tronchetti Provera come ad della società di telecomunicazioni. Bondi, convocato dagli inquirenti il 12 novembre 2010, aveva escluso che l’episodio della microspia avesse avuto come conseguenza l’allontanamento dell’allora segretario generale di Tlc Vittorio Nola il quale poi, tramite l’avvocato Irma Conti, aveva sporto denuncia. In quella testimonianza, secondo i pm, Bondi non avrebbe detto la verità.
Stando all’imputazione, infatti, Bondi avrebbe omesso "di comunicare quanto a sua conoscenza in merito alle ragioni dell’avvenuto allontanamento dalla Telecom di Nola, escludendo che tale ultimo accadimento fosse da collegare con l’evento della cimice ’famosa’". Maglione, invece, durante la sua testimonianza nel corso del processo sui dossier illegali, "affermava il falso e negava il vero,laddove - si legge ancora nell’imputazione - dichiarava di non aver assistito (quale responsabile del personale) ad alcun incontro con Bondi e Nola", nel quale "fu comunicato, in realtà in sua presenza, a quest’ultimo da parte dello stesso Bondi, l’immediato, improvviso ed immotivato allontanamento dall’azienda Telecom". Nell’aprile 2011, la Procura per la vicenda della microspia aveva chiesto e ottenuto l’archiviazione per Tronchetti, Tavaroli e per l’ex investigatore privato Emanuele Cipriani.









   
 



 
19-01-2016 - Diventa direttore Ilva,condannato per il rogo Thyssen
20-10-2015 - Foggia, contro i clan il Comune non va a processo
24-08-2015 - Divina Provvidenza, la beffa dopo il danno
14-05-2015 - Il giornalista licenziato su ordine del boss nella terra della camorra padrona in redazione
26-02-2015 - E Cantone bacchetta il Comune di Bari: "Troppi appalti senza gara"
25-02-2015 - Bari, si indaga su Ryanair. "Trenta milioni senza gara, ecco la prova della truffa"
23-02-2015 - Il grande inganno dell’antimafia siciliana: così l’eroe della legalità mette le mani sull’Expo
18-02-2015 - Tangenti su appalti militari, 4 arresti: coinvolti generale in pensione e vice prefetto di Roma
16-02-2015 - Ladri informatici rubano un miliardo da banche di tutto il mondo
13-02-2015 - Puglia, la Regione promette tagli alla burocrazia ma salva il 95% degli uffici
12-02-2015 - Truffa sui contributi per l’assistenza degli anziani, indaga la procura
11-02-2015 - Perquisizioni della Gdf in Ubi Banca e Compagnia delle Opere
09-02-2015 - "Mio figlio con l’influenza, morto per il freddo in ospedale": Napoli, dopo la denuncia scattano gli avvisi di garanzia
04-02-2015 - Bari, commissioni ogni giorno: record di presenze e gettoni per i consiglieri comunali
29-01-2015 - Le mani della ’Ndrangheta sull’Emilia, agli arresti 117 persone

Privacy e Cookies