Berlusconi: "Decadenza colpo di Stato". E chiama la piazza a reagire
 











Definisce la decadenza un colpo di Stato e chiama i suoi per una grande manifestazione davanti a palazzo Grazioli. Una protesta prevista per il 27, data del voto che deciderà il suo futuro. E’ un discorso in crescendo quello di Silvio Berlusconi davanti alla platea dei giovani di Forza Italia. Il Cavaliere non perde tempo e definisce la decisione dei giudici "una sentenza politica, incredibile, assolutamente infondata, utilizzata per porre le basi per un processo di decadenza per l’omicidio politico del leader del centrodestra, è un colpo di Stato, non credo che possiamo accettare una violenza così fatta".
Affondo contro Napolitano. Sul palco della convention dei giovani di Fi dice: "Non chiedo la grazia, tocca a Napolitano darla". "Ho la dignità di non richiederla - insiste - ma il presidente della Repubblica non dovrebbe avere un’esitazione nell’impedire subito l’umiliazione che io venga messo ai servizi sociali". "Sono tre notti che non dormoperché quello che sta accadendo mi preoccupa moltissimo non per me, io ho un’età veneranda e a me può succedere anche di tutto, ma sono preoccupatissimo per quel che succede al Paese, all’attacco che si sta portando alla nostra libertà senza che nessuno si alzi in piedi a dire non è possibile", ha detto Berlusconi.
Attacco ai magistrati. Quindi l’ennesimo attacco alle toghe. "Nella magistratura oggi non si giudica più per quello che è il fatto oggetto del giudizio ma o per un’ideologia politica o per un ’do ut des’ tra magistrati". E, ancora una volta, l’affondo più duro è per Magistratura democratica. "La sinistra ha preso tutti i poteri, nel giornalismo, scuola, università e così nella magistratura, fino al Csm. Tutti gli altri magistrati dipendono da Magistratura Democratica". Poi è tornato addirittura sull’avviso di garanzia nel ’94: a Napoli "mi fu comunicato attraverso il Corriere della sera, da sempre organo non ufficiale, anzi ufficiale, della procura di Milano". E aggiunge:"Farò una conferenza stampa nei prossimi giorni dove dimostrerò con carte ineludibili come non avessi nessuna responsabilità" rispetto alle accuse che sono alla base della condanna del processo Mediaset. I suoi fedelissimi si sono già messi al lavoro per organizzare l’incontro che, secondo le ultime indiscrezioni, il Cavaliere potrebbe incontrare i giornalisti lunedì.
Servizi sociali, "umiliazione". Sull’ipotesi di affidamento ai servizi sociali aggiunge: "Vi sembra che possa umiliarmi a sentire don Mazzi dire ’presidente venga a pulire i cessi qui da noi’, e un altro che dice ’venga qui con i ragazzi della palestra di Scampia cosi’ le va giù la pancia... Credete possa umiliarmi così? Sarebbe ridicolo".
"Mangano eroe". Dal repertorio del passato Berlusconi ha ripescato anche la frase sullo stalliere mafioso Vittorio Mangano. "Credo che Marcello Dell’Utri abbia detto bene quando ha definito Mangano un eroe", ha detto. Ed ha aggiunto. "Ogni settimana il procuratore gli diceva: tuvuoi andare a casa, ti mandiamo oggi se ci racconti dei rapporti fra Dell’Utri e la mafia, fra Berlusconi e la mafia".
Pd: "Il Cavaliere gioca una carta pericolosissima". Frasi, quelle del Cavaliere, che il Pd attacca immediatamente. "Berlusconi sta giocando una carta pericolosissima. In un’orgia di affermazioni  dal carattere esplicitamente eversivo e provocatorio, attacca e offende impunemente le istituzioni repubblicane e i principi costituzionali. Non è accettabile una simile escalation di toni e di azioni: siamo oltre la soglia consentita e sopportabile da una democrazia", dice Danilo Leva responsabile Giustizia Pd.
La data della decadenza. Sulla data di discussione della sua decadenza dal Senato, il Pd non farà concessioni a Berlusconi. Lo ha ribadito Leva ai Tg Rai. E che gli spazi di manovra per dilatare ulteriormente il verdetto di Palazzo Madama siano ormai sempre più esigui sembra essere anche la convinzione dello stesso Cavaliere che proprio per mercoledì 27novembre alle 14 ha convocato in via del Plebiscito a Roma, davanti Palazzo Grazioli, una manifestazione di Fi contro il voto sulla decadenza. L’annuncio dell’iniziativa è stato dato tramite una circolare spedite per email a tutti i parlamentari della risorta Forza Italia.
Lunedì possibile uscita dal governo. Berlusconi riunirà lunedì alle 19 i gruppi parlamentari di Forza Italia di Camera e Senato alle 19 a palazzo Madama per decidere la linea in vista del voto sulla legge di stabilità. Prima, alle 17, si riunirà il solo gruppo del Senato per eleggere il capogruppo. Fonti parlamentari di Fi spiegano che con ogni probabilità lunedì proporrà di uscire dalla maggioranza e collocarsi all’opposizione, non dando il voto favorevole alla manovra.

 

 


 









   
 



 
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