Salva-Berlusconi, l’ultimo tentativo di una lunga serie
 











Leggi ad personam ma non solo. Tra lodi, scudi e legittimi impedimenti negli ultimi anni il centrodestra le ha provate di tutte per salvare dai processi Silvio Berlusconi (e non soltanto lui). Una circostanza che oggi Forza Italia sembra rinnovare, proponendo il divieto di custodia cautelare per chi ha più di 75 anni. Ma oltre ai più celebri provvedimenti di cui ha beneficiato il Cavaliere nel corso degli anni (dalla depenalizzazione del falso in bilancio alla legge Cirami), in tema di giustizia sono molti i disegni di legge e gli emendamenti assai discutibili che non hanno avuto mai visto la luce. Ecco un breve compendio di alcune delle principali proposte degli ultimi anni.
AMNISTIA e INDULTO
Dopo il messaggio del Capo dello Stato al Parlamento sulla questione carceraria, si è ricominciato a parlare di amnistia e indulto. Una proposta presentata dal senatore Luigi Compagna (ex Gal, ora nel Nuovo centrodestra di AngelinoAlfano) secondo alcuni rischia invece di cancellare la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici comminata al Cavaliere con la condanna nel processo Mediaset. Un altro dei più discussi progetti di legge presentati è del senatore Lucio Barani (ex socialista, eletto col Pdl ma ora nel gruppo di Gal): prevede l’amnistia per i reati con pene fino a 6 anni applicabile anche ai recidivi e un indulto fino a 5 anni, alzato a 8 per condannati per reati “relativi ad associazioni o organizzazioni criminali, terroristiche o eversive che decidano di collaborare con la giustizia”. Misure che interverrebbero in maniera significativa a favore di Berlusconi e Marcello Dell’Utri. Sempre Barani in estate è stato autore di un emendamento al decreto “Svuota carceri” che fa scattare la custodia cautelare in prigione solo per reati superiori a cinque anni (prima era quattro), tagliando fuori reati come l’abuso d’ufficio, le false dichiarazioni al magistrato, il favoreggiamento, lo stalking e ilfinanziamento illecito ai partiti. Per evitare conseguenze del genere, è stato necessario alzare di un anno la pena per gli atti persecutori e introdurre una apposita deroga per gli altri casi.
CONCORSO ESTERNO
In primavera una proposta di legge depositata del senatore Luigi Compagna prevedeva il dimezzamento delle pene per il concorso esterno in associazione mafiosa, che avrebbe posto limiti alle intercettazioni e prescritto i reati contestati a Marcello Dell’Utri grazie al principio del “favor rei”. Il ddl è stato ritirato dopo le polemiche sollevate dal provvedimento.
VOTO DI SCAMBIO
In estate il capogruppo in commissione Giustizia alla Camera Enrico Costa (ora presidente dei deputati di Nuovo centrodestra) ha presentato una serie di emendamenti al provvedimento sul voto di scambio che estende il reato anche a chi promette “altre utilità” oltre al denaro. Il Pdl chiedeva di abbassare la pena da 12 a 10 anni e di far scatta il reato soloquando il politico è consapevole che a impegnarsi per il “procacciamento di voti” in cambio di “erogazione di denaro o di altra utilità” sia davvero un mafioso.
SALVA RUBY
Nel 2012, sull’onda del processo sulle notti di Arcore, il Pdl ha presentato vari emendamenti ribattezzati come “Salva-Ruby” per i suoi riflessi in corso a Milano. Uno prevedeva che ci fosse il reato di concussione (contestato a Silvio Berlusconi nel procedimento) solo dietro scambio di denaro e non dietro scambio di altra utilità, ovvero solo nei casi in cui l’accusato aveva avuto un profitto di tipo patrimoniale. Un altro trasformava invece la condotta di reato, modificando la parola “indebitamente” in “illecitamente”, mettendo a rischio il processo.
AMMAZZASENTENZE e IV GRADO DI GIUDIZIO
Lo prevedeva un emendamento del Pdl al decreto Sviluppo del 2012. Secondo la norma, poi cassata, il condannato in via definitiva che aveva subito una “manifesta violazione del dirittocomunitario”, avrebbe potuto presentare ricorso alle Sezioni Unite della Cassazione. L’emendamento fu ritirato ma il giorno dopo ne venne presentato un altro riformulato che prevedeva la possibilità di ricorrere alle Sezioni Unite anche nei casi più generici di “violazione della legge”. Pochi giorni prima Silvio Berlusconi aveva presentato ricorso in appello contro la condanna di primo grado per il processo sui diritti tv.
PRESCRIZIONE BREVE
Presentata durante l’ultimo governo Berlusconi, all’epoca alle prese col processo Mills, la norma dimezzava i tempi di prescrizione per gli incensurati. In questo modo si sarebbe di fatto giunti alla cancellazione del procedimento, che vedeva il premier accusato di corruzione in atti giudiziari. Fu stoppata dalla caduta dell’esecutivo, a novembre 2011. Alla fine il Cavaliere si salvò comunque grazie a un’altra legge varata dal suo precedente governo (nel 2005), la ex Cirielli, che riduceva i tempi della prescrizione da 15 a10 anni per il reato a lui contestato.
PROCESSO LUNGO
“Fratello” della prescrizione breve, il provvedimento consentiva alla difesa di convocare un numero praticamente illimitato di testimoni, così da allungare a dismisura i tempi del processo. Anche questa riforma si impantanò con le dimissioni di Berlusconi.
INTERCETTAZIONI
Nel pieno dello scandalo escort, il governo Berlusconi presentò una riforma delle intercettazioni che prevedeva, tra l’altro, il carcere fino a tre anni per i cronisti che pubblicavano le conversazioni ritenute irrilevanti a fini penali. E in ogni caso mai prima della cosiddetta “udienza-filtro” di scrematura. Licenziato dalla Camera nel 2009 e dal Senato nel 2010, il varo definitivo fu ostacolato dalla scissione di Gianfranco Fini e si bloccò con l’arrivo a Palazzo Chigi di Mario Monti.   Paolo Fantauzzi,l’espresso









   
 



 
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