Nuovi guai per Nicola Cosentino e l’ex prefetto di Caserta
 











On. Nicola Cosentino

Lo scheletro di quel distributore di carburante è ancora lì, lungo la strada statale 7bis nel tratto che taglia in due le province di Napoli e Caserta. L’area è asfaltata, ci sono le pensiline e i pali della luce, ma la puzza di benzina qui si è sentita solo una volta, quando qualcuno ha appiccato un incendio doloso. Dietro quel distributore mai entrato in funzione c’è una brutta storia di permessi, prima concessi e poi ritirati, di pressioni, di abusi e di minacce, che coinvolge personaggi eccellenti.
Indaga la DDA di Napoli: il primo avviso di garanzia è stato notificato nei giorni scorsi a Maria Elena Stasi, ex Prefetto di Caserta ed ex parlamentare del Pdl.
I capi di imputazione sono: illecita concorrenza con violenza e minaccia, estorsione e concussione. Con l’aggravante dell’articolo sette: favoreggiamento alla camorra.
Ma gli indagati principali sono l’ex sottosegretario all’economia del Governo Berlusconi, Nicola Cosentino, e i suoifratelli, titolari della Aversana Petroli srl, la cassaforte di famiglia con cento milioni di euro di fatturato all’anno, balzata agli onori della cronaca per la strage di Viareggio del 2009: quel carico di Gpl sul treno della morte era destinato proprio ai distributori dei fratelli Cosentino. 
Per comprendere l’ultima inchiesta della DDA di Napoli che rischia di travolgere Nick ’O Mericano, che si è già fatto quattro mesi e mezzo di carcere con l’accusa di essere il referente politico nazionale del clan dei Casalesi, bisogna percorrere per almeno cinque chilometri la lunga lingua d’asfalto che va da Villa Literno, nel casertano, fino a Nola, provincia di Napoli al confine con Avellino. «Quella zona, per quanto riguarda i distributori di carburante, è completamente controllata da ’O Mericano, ovvero il fratello dell’onorevole Cosentino, che, come ho detto in tanti verbali, gestisce l’Aversana Petroli», aveva raccontato ai magistrati il pentito Gaetano Vassallo il 5 dicembre2008. Persino una persona collegata a Francesco Bidognetti, uno dei più potenti boss del clan dei Casalesi, dovette - secondo il racconto del pentito - scendere a patti: «È stata fatta una società tra Zaccariello e Cosentino, società di cui non conosco il nome, per la gestione del distributore AGIP realizzato sulla strada Nola-Villa Literno ricadente nel Comune di Frignano».
Per l’impianto del cane a sei zampe all’altezza dello svincolo di Casal di Principe, invece, nessuno ha mai osato farsi avanti: era e rimane nelle mani della Aversana Petroli. Ma era situato ad appena ottocento metri di distanza da quel distributore oggi in stato di abbandono, che l’imprenditore Luigi Gallo stava già allestendo quando entrarono in azione i Cosentinos. Troppo vicini l’uno all’altro: con quello di Gallo già in fase avanzata, il distributore della Aversana Petroli non sarebbe mai entrato in funzione secondo le norme vigenti a quel tempo. Siamo prima della liberalizzazione del settore che dal 2008ha eliminato i vincoli di distanza minima. Così, l’unica strada è bloccare l’impresa concorrente. Costi quel che costi. C’è chi si preoccupa di far pressione e, addirittura, di minacciare i tecnici del Comune di Villa di Briano che si occupavano della licenza di Gallo. Mentre il Sindaco dello stesso comune, Raffaele Zippo, viene addirittura convocato in Prefettura da Sua Eccellenza Maria Elena Stasi.
Quando Zippo entra nel Palazzo di Governo trova già ad attenderlo pure Nicola Cosentino: gli viene intimato di rimuovere il tecnico comunale che aveva rilasciato le autorizzazioni per quel distributore. Per Gallo è l’inizio di un vero e proprio calvario. Gli vengono bloccati i lavori, fa ricorso al Tribunale Amministrativo e lo vince. A quel punto, intervengono funzionari della Kuwait Petroli per dilatare ancora di più i tempi delle procedure per il suo accreditamento. Quanto basta ai Cosentinos per ottenere per primi il collaudo, indispensabile per far partire il tutto. L’impianto diGallo diventerà set per una scena del film “Gomorra” ispirato al bestseller di Roberto Saviano. Magra consolazione per lui: l’imprenditore finirà in rovina come il suo distributore e, nemmeno dopo la liberalizzazione, avrà la forza economica per ripartire. La Aversana Petroli, invece, vola a vele spiegate con oltre duecento pompe disseminate sul territorio e fatturati in crescita, dopo essere riuscita a rimarcare la propria supremazia sul territorio grazie, secondo la DDA, al legame con il clan dei Casalesi. Claudio Pappaianni,l’espresso









   
 



 
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