Dieci ettari di grano in fumo a Tuturano, sui terreni confiscati al boss
 











L’Italia inchiodata davanti alla tv a guardare la Nazionale, gli attentatori al lavoro sui cambi di Libera, a mandare in fiamme dieci ettari di grano maturo coltivato nei terreni confiscati al boss di Tuturano Salvatore Buccarella, che sarebbe stato raccolto nei prossimi giorni.
Si tratta dei terreni affidati in gestione alla cooperativa "Terre di Puglia-Libera terra" la coop nata da una costola dell’associazione contro tutte le mafie che fa capo a don Luigi Ciotti. I vigili del fuoco hanno lavorato a lungo e sodo per domare le fiamme, ma il raccolto è andato inesorabilmente perduto. Adesso tocca agli investigatori, giunti sul posto subito dopo il divampare dell’incendio e della coop presieduta da Alessandro Leo, stanare gli attentatori, visto che le fiamme sono di natura quasi certamente dolosa.
La confisca dei terreni risale a febbraio scorso. La sentenza della Cassazione ha colpito il patrimonio di uno dei fondatori della Sacra corona unitabrindisina, mai tentato dalla collaborazione con la giustizia sebbene sia detenuto e condannato all’ergastolo dal lontano 1988: nemmeno il boss di Tuturano Salvatore Buccarella è riuscito a sfuggire ai sigilli dell’antimafia che ha fatto finire sotto confisca beni per 2,5 milioni di euro. Il provvedimento che sottrae per sempre l’impero al boss, richiesto dal Tribunale di Brindisi ed eseguito dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, ha colpito non solo i conti correnti e i beni immobili riconducibili direttamente a Buccarella, ma anche alla sua famiglia, per effetto delle leggi che dispongono l’aggressione del patrimonio frutto delle attività illecite consumate in seno all’organizzazione mafiosa.
Buccarella è detenuto da 26 anni, e si trova oggi nel carcere di Secondigliano, ma gli inquirenti ritengono che sia ancora lui a detenere saldamente il potere sui territori di Brindisi e Tuturano. Il 19 settembre 2012 tre generazioni di Buccarella, il boss Salvatore, il padreGiovanni, il figlio Angelo e le rispettive mogli sono stati colpiti dall’ennesima ordinanza di custodia cautelare, con l’accusa di avere taglieggiato le imprese del fotovoltaico attive in terra messapica, chiedendo il pizzo oppure imponendo assunzioni di uomini del clan per la guardiania
dei campi al silicio. E’ l’accusa per cui Buccarella è stato condannato il 5 marzo 2014 a 8 anni e 8 mesi di reclusione: secondo la Dia smistava ordini dal carcere ai famigliari, che nel frattempo avevano occupato la reggenza del clan, sebbene fosse detenuto in regime di 41 bis. Sonia Gioia,repubblica









   
 



 
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