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C’è anche un tentativo di infiltrazione della ’ndrangheta nella filiera degli appalti per il Tav Torino-Lione in Valle di Susa nell’inchiesta dei carabinieri del Ros sfociata questa notte in una raffica di arresti. Un tentativo delle cosche che però, assicurano gli investigatori, non ha avuto successo. Dalle prime luci dell’alba i carabinieri del Ros stanno eseguendo una ventina di ordinanze di custodia cautelare in carcere, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Torino, nei confronti di altrettante persone accusate di far parte di un sodalizio di matrice ’ndranghetista infiltrato nel tessuto economico della provincia di Torino, in particolare negli appalti pubblici. I militari dell’Arma stanno eseguendo le ordinanze di custodia cautelare in carcere, oltre che a Torino, a Milano, Genova e Catanzaro. Le accuse contestate sono di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura e traffico illecito di rifiuti. Eseguito anche unsequestro preventivo di società e beni per un valore di 15 milioni di euro. Al centro dell’operazione ’San Michele’, come è stata battezzata dai carabinieri, un sodalizio di matrice ’ndranghetista, proiezione in Piemonte della cosca Greco di San Mauro Marchesato, in provincia di Crotone. L’attività investigativa ha documentato la diffusa infiltrazione della cosca nel tessuto economico e imprenditoriale della provincia di Torino e, appunto, in particolare nel settore degli appalti pubblici. Il tentativo di infiltrazione negli appalti della Torino-Lione sarebbe stato attuato, secondo quanto appreso, mediante l’imprenditore catanzarese Giovanni Toro, già arrestato dal Ros nel marzo 2013 e colpito anche dall’odierno provvedimento cautelare per concorso esterno in associazione mafiosa. Dalle attività investigative dei carabinieri è emerso come, avvalendosi di una cava con annesso impianto di frantumazione collocato in Val di Susa e gestito proprio da Toro, il sodalizio ’ndranghetistaavesse manifestato l’interesse a infiltrarsi nei lavori per la realizzazione della Tav per le ingenti commesse che riteneva di poter ottenere. Tra le ingenti commesse della cosca sbaragliata dagli uomini dei Ros ci sono anche il subappalto per i lavori di ristrutturazione della galleria Prapontin, sull’autostrada A32 Torino-Bardonecchia, le opere di pulizia e sgombero neve della stessa arteria autostradale e dell’aeroporto torinese di Caselle. Stando alle prime indiscrezioni, il sodalizio mafioso colpito dall’operazione "San Michele" era attivo in diversi settori imprenditoriali, tra cui la gestione di attività commerciali e della distribuzione alimentare, di lavori pubblici e privati, di gestione di servizi per Amministrazioni pubbliche e società private, tra cui appunto la manutenzione stradale e lo smaltimento dei rifiuti.
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