Commissione parlamentare antimafia, Bindi "valuterà il Csm "
Per la scarcerazione dei boss foggiani
 











Per decorrenza dei termini di custodia cautelare preventiva sono stati scarcerati quattro pregiudicati foggiani, tra cui il boss mafioso Federico Trisciuoglio, capo dell’omonimo clan. La notizia arriva proprio mentre a Foggia è arrivata la Commissione parlamentare antimafia, e la presidente Rosy Bindi, ha espresso "rammarico", a nome della commissione. "E’ chiaro - ha spiegato - che ci rammarichiamo di questo, poiché coincide con la nostra presenza qui oggi. Credo che non mancheranno, da parte del Csm, delle indagini per capire di chi è la responsabilità. Noi abbiamo ascoltato la magistratura inquirente e riteniamo che il suo sia un lavoro prezioso e consapevole della criticità di questa provincia. E’ evidente che la scarcerazione di quattro elementi pericolosi è legata alla responsabilità della magistratura giudicante. Rileviamo che è un aspetto critico che non dovrebbe accadere in luoghi come questo". Una triste notizia, che coincide con lapresenza sul territorio della commisione, così come avvenne il 15 aprile scorso, quando in occasione della missione della commissione a Bari, la guerra di mala cittadina registrò l’ennesimo agguato mortale. E sempre oggi, ad Altamura, hanno sparato al fratello del boss della Murgia Dambrosio.
Il provvedimento di revoca delle misure cautelari, a firma del gip del Tribunale di Bari Annachiara Mastrorilli, accoglie l’istanza dei difensori degli imputati, condividendo i ritardi nel deposito delle motivazioni della sentenza di primo grado (emessa dal gup Ambrogio Marrone nel febbraio 2013) e la mancata trasmissione per tempo degli atti alla Corte di appello di Bari per la celebrazione del processo di secondo grado. Bindi ha aggiunto che "ci sono seri problemi di organizzazione nel funzionamento della giustizia in generale, in questo Paese. Ci possono essere responsabilità oggettive legate alle difficoltà, toccherà al Csm valutare se ci sono delle responsabilità soggettive". Poi, sullaquestione giustizia: "Andrebbe rafforzato l’apparato amministrativo dei tribunali vista la situazione che abbiamo trovato qui, e forse serve un focus particolare della Dda di Bari su questa provincia". "Se queste cose verranno fatte - ha sottolineato - credo che si supereranno anche i disagi che possono essere derivati dalla chiusura dei tribunali". Bindi ha poi definito "assurdo che non si parli di un episodio grave come quello dell’assalto ai portavalori di qualche giorno fa. Se fosse accaduto in altre parti d’Italia - ha concluso - se ne sarebbe parlato". Oggi in manette è finito il commando specializzato negli assalti formato da professionisti del crimine e dotato di potenti mezzi e tecnologie capaci di beffare satelliti e gps.
 quattro furono arrestati nell’aprile 2012 e processati con rito abbreviato. Si tratta di Federico e Giuseppe Trisciuoglio, padre e figlio, i fratelli Mario e Alessandro Lanza. L’indagine, coordinata dal pm antimafia di Bari Giuseppe Gatti,riguardava presunte estorsioni ai danni del Comune di Foggia e della ditta di raccolta rifiuti Amica. Nel febbraio 2013 i quattro sono stati condannati per il reato di concorso in estorsione con l’aggravante del metodo mafioso a 7 anni e due mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 1.800 euro. Alcuni mesi dopo la sentenza lo stesso giudice ha concesso loro gli arresti domiciliari. I termini per il deposito delle motivazioni scadevano nel luglio 2013, cinque mesi dopo le condanne. Il gup ha depositato con due mesi di ritardo (nel settembre successivo) e per mesi non ha trasmesso gli atti alla Corte d’appello. Il codice prevede che, per condanne inferiori ai dieci anni, tra il primo e secondo grado debba passare massimo un anno a cui si aggiungono i tempi delle motivazioni. La scorsa settimana, dopo 17 mesi, questi termini sono scaduti senza che il processo d’Appello sia iniziato. I fatti contestati si riferiscono agli anni 2006-2012.
Nel corso dell’incontro della commissioneantimafia però è stato ricardato anche un altro episodio. "Grave e incomprensibile  - ha affermato il vicepresidente Claudio Fava - la decisione di scarcerare il boss Angelo notarangelo, condannato a 11 anni per estorsione. Ci sembra un pessimo segnale per quegli imprenditori che, denunciando il pizzo e costituendosi parte civile nel processo, hanno reso possibile quella condanna. Notarangelo ci è stato indicato da tutti i nostri interlocutori come il capo della famiglia mafiosa che da anni impone pizzo e obbedienza agli imprenditori di Vieste. Averlo prima condannato e poi scarcerato è una contraddizione che la commissione intenderà approfondire".
Una situazione "difficile", quella del peso della mafia nel Foggiano, anche perché - ha spiegato Bindi - della "gravità della situazione che abbiamo trovato se ne parla troppo poco, anzi non se ne parla affatto a livello nazionale. E’ una mafia che ha le sue peculiarità legate ai vari territori di questa provincia. Queste mafieagiscono con un patto di non belligeranza tra di loro, sono molto violente, hanno a disposizione mezzi straordinari e contano anche su una sorta di omertà e collaborazione, perché al di là dello straordinario lavoro delle forze di polizia e di associazioni che reagiscono, che rappresentano un punto di legalità importante, sicuramente le mafie si avvalgono di una omertà molto radicata".
Bindi ha sottolineato che "si fa fatica probabilmente ad ammettere che c’è una situazione così grave, nonostante da anni sia consolidata in questo luogo. Noi siamo venuti per capire meglio e fare la nostra parte, ma siamo venuti soprattutto per accendere una luce su questa provincia".









   
 



 
19-01-2016 - Diventa direttore Ilva,condannato per il rogo Thyssen
20-10-2015 - Foggia, contro i clan il Comune non va a processo
24-08-2015 - Divina Provvidenza, la beffa dopo il danno
14-05-2015 - Il giornalista licenziato su ordine del boss nella terra della camorra padrona in redazione
26-02-2015 - E Cantone bacchetta il Comune di Bari: "Troppi appalti senza gara"
25-02-2015 - Bari, si indaga su Ryanair. "Trenta milioni senza gara, ecco la prova della truffa"
23-02-2015 - Il grande inganno dell’antimafia siciliana: così l’eroe della legalità mette le mani sull’Expo
18-02-2015 - Tangenti su appalti militari, 4 arresti: coinvolti generale in pensione e vice prefetto di Roma
16-02-2015 - Ladri informatici rubano un miliardo da banche di tutto il mondo
13-02-2015 - Puglia, la Regione promette tagli alla burocrazia ma salva il 95% degli uffici
12-02-2015 - Truffa sui contributi per l’assistenza degli anziani, indaga la procura
11-02-2015 - Perquisizioni della Gdf in Ubi Banca e Compagnia delle Opere
09-02-2015 - "Mio figlio con l’influenza, morto per il freddo in ospedale": Napoli, dopo la denuncia scattano gli avvisi di garanzia
04-02-2015 - Bari, commissioni ogni giorno: record di presenze e gettoni per i consiglieri comunali
29-01-2015 - Le mani della ’Ndrangheta sull’Emilia, agli arresti 117 persone

Privacy e Cookies