Expo, allarme ’ndrangheta nella relazione dell’Antimafia: "Ancora presente negli appalti"
 











Ad aprile la terza relazione è stata secretata e, sotto forma di esposto, è stata consegnata alla direzione distrettuale antimafia della Procura come spunto di indagine. Adesso, con la quinta relazione periodica, il comitato antimafia del Comune di Milano lancia un nuovo allarme: «Negli appalti legati ad Expo è stata riscontrata non soltanto corruzione, ma anche segni della presenza mafiosa». Parole pesanti, quelle del presidente del comitato Nando Dalla Chiesa, che però precisa di non poter dare troppi dettagli: le indagini sono in corso e riguarderebbero un’impresa, al lavoro nel sito di Rho-Pero, di proprietà di un pregiudicato legato alla criminalità organizzata.
Un allarme, certo, che il sindaco Giuliano Pisapia mette in una cornice di controlli: «Per Expo sono molto tranquillo, se riusciremo a lavorare bene insieme con tutte le istituzioni, come abbiamo fatto finora, riusciremo a contrastare quello che è ancora un obiettivo della mafia cioèinfiltrarsi dove ci sono soldi e possibilità di guadagno. Milano è forte ed è capace di contrastare questi tentativi di infiltrazione, questo è un invito a non abbassare la guardia». Fa riferimento, Pisapia, a chi «troppo a lungo ha negato che anche in Lombardia ci fossero questi rischi» (riferimento all’ex prefetto Gianvalerio Lombardi) ma, assicura il sindaco, «abbiamo trovato delle soluzioni per rafforzare gli anticorpi».
La relazione del comitato nato due anni fa a Palazzo Marino esamina le situazioni più critiche legate non solo ad Expo: dal movimento terra al turismo dei bed&breakfast in nero per l’evento del 2015 su cui si starebbero concentrando le attenzioni di clan calabresi e campani. Da qui l’invito di Dalla Chiesa al Comune a indirizzare i turisti vero strutture ’pulite.
Altro tema, quello del commercio in città: sulle feste di via ci sono segnali di possibili racket criminali nella gestione dei banchi dei mercati (Pisapia ad ottobre incontrerà i presidenti deiconsigli di zona per cercare con loro una linea di difesa) e, anche in quest’ottica, il comitato lancia la proposta di creare un nucleo antiriciclaggio all’interno della sezione Annonaria della polizia locale.Oriana Liso,repubblica









   
 



 
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