"I Tarantini svuotarono la società", condannati a pagare 9 milioni
 











La quarta sezione civile del Tribunale di Bari ha condannato Gianpaolo Tarantini, suo fratello Claudio e la madre Maria Giovanna Tattoli, al pagamento di oltre nove milioni di euro nei confronti della curatela fallimentare. La sentenza giunge al termine del procedimento civile sulla presunta responsabilità degli amministratori nella gestione della società Tecno Hospital. Il Tribunale ricostruisce nella loro gestione una attività di "distrazione diretta o indiretta a favore proprio o di terzi di somme o di beni appartenenti alla società".
A portare i fratelli Tarantini e la madre (amministratrice della società di famiglia nei mesi precedenti il fallimento, nel giugno 2010) dinanzi ad un giudice civile è stato il curatore fallimentare. Il procedimento per il risarcimento danni scaturisce, infatti, da quello per il fallimento (confermato nel febbraio 2011 dalla Corte d’Appello di Bari e attualmente pendente in Cassazione). Vicenda che ha datoorigine anche ad un’indagine penale per bancarotta fraudolenta, fondata sull’ipotesi che i tre avessero distratto i fondi della società Tecno Hospital utilizzandoli per scopi privati. Gli inquirenti hanno accertato, tra il 2006 e il 2009, passaggi di denaro sospetti definiti nei bilanci "anticipi su provvigioni", fatture false o gonfiate che avrebbero svuotato le casse della società.
Lo stesso Gianpaolo Tarantini, nell’interrogatorio del 6 novembre 2009, nell’ambito delle indagini sugli appalti truccati nella sanità pugliese, ha fatto mettere a verbale di aver "complessivamente svuotato negli ultimi anni la Tecno Hospital per un importo di circa 4 o 5 milioni di euro". Il riferimento è agli anni 2007-2008 e alle tangenti che Tarantini ha dichiarato di aver pagato a politici e dirigenti della Regione Puglia per ottenere appalti. Il 2008 è anche l’anno in cui l’imprenditore barese ha conosciuto in Sardegna l’allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi e, come da lui rivelatoagli inquirenti baresi, ha "condotto una vita esagerata e speso molti soldi", fino alle serate con escort organizzate a Palazzo Grazioli, per le quali Tarantini è attualmente processo per associazione per delinquere e favoreggiamento della prostituzione.r










   
 



 
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