I Guardiani dei Grandi Segreti dell’Essere Supremo
 







di Antonio Aroldo




Nel 1099, durante lo svolgimento del “Concilio di Clermont”, il papa “Urbano II”, dall’alto del suo “Trono Papale”, incitò i “Sovrani d’Europa” a una “Guerra Santa” contro gl’“Infedeli Mussulmani” che avevano la terra del cosiddetto “Santo Sepolcro”.   Nel suo discorso, disse infatti, che: “Gerusalemme è l’Ombelico del Mondo. Il Redentore la rese Illustre con la Sua Venuta, la Onorò con la Sua Dimora, la Consacrò con la Sua Passione, la Redense con la Sua morte. Prendete la Via del Santo  Sepolcro.Strappate quella terra a quella Gente Scellerata”.                          Il “Mondo Occidentale”, rispondendo alla “Chiamata Papale”, formò, in breve tempo, un “Esercito Internazionale” guidato da “Goffredo diBuglione”.                            Quest’ultimo, arrivò nella cosiddetta “Terra Santa”, attraversando il “Bosforo dei Dardanelli”. Le “Forze Occidentali”, dopo un “Lungo Assedio”, riuscirono a occupare Gerusalemme. I “Crociati”, però, una volta presa la città, se ne tornarono ai loro rispettivi paesi; sorse, allora, il problema di come difendere la “Città Santa” dai “Violenti Attacchi” dei mussulmani. L’“Ingrato Compito”, alla fine, fu assunto da nove cavalieri guidati da Ugo Dei-Pagani (un cavaliere d’origine “Italo-Pugliese”). Essi pattugliavano le strade che conducevano al santo sepolcro proteggendo i pellegrini da eventuali attacchi. Baldovino, “Re di Gerusalemme”, appoggiò la “Loro Iniziativa” e gli diede, come “Quartier Generale”, l’“Ala Meridionale” del “Monastero Fortificato” di “Nostra Signora di Sion”. Questa particolare sede era statacostruita vicino alle “Rovine del Tempio di Salomone”. La collocazione della loro “Prima Base Operativa” diede origine alla denominazione di “Cavalieri del Tempio (Templari)”. Il cosiddetto “Tempio di Salomone” fu costruito per volere di Salomone figlio del “Re Davide” che voleva, in questo modo realizzare, il  “Sogno Paterno” di costruire un “Grande Tempio” da dedicare al cosiddetto “Dio d’Israele”. Salomone, per far ciò, stipulò un “Patto di Collaborazione” con il “Re di Tiro”.Questo particolare tipo di contratto stabiliva che i “Fenici” avrebbero dovuto fornire i cedri delle loro foreste, legno da sempre pregiatissimo, insieme a tutto il materiale necessario per la costruzione della struttura. Ci vollero non meno di tre anni solo per i preparativi della costruzione, che accadde con la supervisione di architetti fenici, fra i quali il “Grande Architetto Hiram”. La “Manodopera” fu reclutata fra gli “Esperti Ebrei” e “Prigionieri di Guerra”, questi ultimi usati soprattutto per ilavori pesanti, come lo “Squadramento” e il “Taglio dei Blocchi di Pietra” che avrebbero formato la “Base del Tempio”.
Il luogo scelto, dallo stesso Salomone, per ospitare l’“Imponente Edificio”, era la sommità del “Monte Moriah”, spianato per l’occasione.
L’“Avveniristica Costruzione”, dopo ben sette anni, era pronta per essere “Consacrata” al “Dio degli Ebrei”.                                                                   Questo “Particolare Edificio Religioso”, secondo “Antiche Ricostruzioni”, era lungo sessanta cubiti, largo venti e alto trenta, in altre parole  33x11x16,5, misure che secondo il “Sistema Cabalistico”, corrisponderebbero alle“Proporzioni Perfette”. L’intero tempio, infatti, era un omaggio al “Potere Divino” e alla “Sua Grande Benevolenza” nei confronti del “Popolo d’Israele”. La “Costruzione Ultimata”, infatti, era possente e bellissima; al posto del cosiddetto “Cortile dei Sacerdoti”, precedentemente usato per i “Rituali Sacri”, si aggiungeva la “Corte”, che delimitava tutto il tempio, affollato da migliaia di fedeli.
Oro e argento abbondavano; erano d’oro per esempio tutti i bracieri e i candelabri che illuminavano la grande costruzione, che era perennemente avvolta in una nube d’incenso.
L’“Altare Principale” era in “Bronzo Massiccio”, di presumibile fattura e ideazione fenicia; il suo costruttore, il grande Hiram in sostanza, aveva progettato il tempio in “Maniera Estremamente Funzionale”, basandosi sugli schemi di altri templi esistenti in “Medio Oriente”; come racconta Erodono, all’interno vi erano due colonne in “Oro Massiccio” tempestate di smeraldi, chiamate “Jachin” e “Boaz”; altredecorazioni, invece, ricordavano le “Palme del Giardino dell’Eden”.
Nel complesso era una struttura meravigliosa, tanto che Hiram, il suo costruttore, divenne il “Patrono” di tutti coloro che s’ispirarono al tempio di Salomone per i loro “Riti Esoterici”, specialmente i “Massoni”. L’Arca, invece, secondo il progetto, era stata collocata in un settore specifico, chiamato il “Sancta-Sanctorum”, il “Santo dei Santi”, il posto il cui accesso era consentito solo a Salomone e al Gran sacerdote, che poteva visitare l’arca solo nel giorno dello “Yom Kippur”  , pronunciando il “Tetragramma Sacro”, il nome di Dio in ebraico. In questo “Immenso Sarcofago Dorato” sarebbero state custoditi “Molti Oggetti Sacri”  tra cui ricordiamo le “Tavole della Legge”, quelle che il “Loro Fantomatico Dio” in persona avrebbe scolpito nella roccia per darle a Mosè e al “Suo Popolo”, e che avevano sancito l’alleanza tra Israele e Lui.
All’interno, in un pozzo ancor più profondo, era stata posta la“Even Shetiyyah” , e anche la pietra su cui Dio avrebbe fondato il mondo, oltre ad un contenitore con la sacra manna, con cui Dio avrebbe sfamato gli Israeliani dopo la fuga dal “Territorio Egiziano” e la “Verga di Aronne”,  “Portavoce di Mosè” presso il “Faraone d’Egitto”. Si tratta, quindi, del più perfetto esempio di costruzione esoterica mai realizzata dall’uomo, e secondo alcune tradizioni più recenti, non conteneva soltanto l’Arca ma anche numerosi segreti affidati ai Cavalieri Templari, i quali avevano scelto proprio questo particolare luogo per la loro “Perpetuazione nel Tempo”.  Essi, infatti, distinguendosi in centinaia e centinaia di battaglie contro gli “Infedeli” finirono col diventare uno dei più importanti ordini religiosi del mondo Occidentale e dovunque loro andassero  esportavano questo avveniristico metodo di costruzione direttamente ispirato alla tecnica di realizzazione del suddetto tempio di Salomone.  L’ordine dei templari, infatti,essendo diventato ormai un ordine religioso indipendente da tutti gli altri grazie alla “Bolla Papale” “Omne Datum Optium” di “Innocenzo III” del 1139, estese il loro potere e influenza politica sia in Oriente sia in Occidente.                  Tutto ciò è dimostrato dall’enorme quantità di cattedrali e chiese che, grazie alla loro ingente fortuna, misteriosamente accumulata in terra santa costruirono in quasi tutto il “Mediterraneo”.  Essi, secondo una tradizione molto accreditata, arrivarono addirittura a costruire delle vere a proprie città basandosi sempre sullo schema del Tempio di Salomone e dell’“Antica Città di Gerusalemme”; una di queste città è quella di “Aquila”.
Seconda Parte
Questa è la Storia di un “Segreto” e della  costruzione di un’“Intera Città” per custodirlo; questa è la Storia di un “Arcano Mistero” da mantenere celato ad’ogni costo, molto piùimportante di un’“Elezione al Soglio Pontificio”; questa è la Storia della “Città dell’Aquila”.Alcune fonti molto accreditate, affermano infatti, che l’“Ordine dei Cavalieri Templari”, abbiano trovato, sotto le “Rovine del Tempio di Salomone”, molti “Favolosi Tesori” che, se fossero stati mostrati al mondo, avrebbero raccontato “Sconvolgenti Verità”, “Segreti Inconfessabili” da mantenere gelosamente celati attraverso “Il Tempio” e “Lo Spazio”. I templari, infatti, sempre secondo tali tradizioni, sostenute da “Forti Elementi Indiziari”, avrebbero occultato questi “Tesori” in qualsiasi luogo loro andassero; disseminando, quest’“Immensa Fortuna”, in tutte le chiese, cattedrali e “Roccaforti”, che l’“Ordine Templare” edificò in tutto il mediterraneo e oltre. Uno di questi luoghi, deputati a proteggere questi segreti, sembra essere la città dell’Aquila. Nella chiesa di “S.Maria Ad Criptas” costruita nel tredicesimo secolo d.c. nel paesino chiamato Fossa, (in provincia dell’Aquila), dovepossiamo trovare tracce molto evidenti del passaggio dei Templari. Negli affreschi di questo edificio religioso troviamo raffigurate la “Crocifissione”, la “Flagellazione” e la “Deposizione di Gesù” che hanno molti elementi in comune con la “Sacra Sindone”. L’immagine di Gesù, infatti, ha il “Pollice” “Piegato verso il Palmo della Mano Destra” dettaglio che sembra ripetersi in quasi tutte le raffigurazioni all’interno della chiesetta.               Nelle raffigurazioni poco più in basso, poi, possiamo vedere le immagini di “S. Giorgio” e di “S. Martino” con elementi che ricordano la “Divisa Tipica dei Templari”. L’immagine di Gesù è molto più alta rispetto alle raffigurazioni in altre chiese; la “Posizione della Testa”, del “Tronco” e dei “Piedi” sembrano combaciare con la Sindone . Pressi del “Paesino di Fossa”, (più precisamente a Loreto), troviamo un’altra chiesa: il cosiddetto “Santuario della Madonna Nera”,nel quale è stata impiantata quella che si presuppone essere la “Casa di Maria” trasportata in loco da “Angeli Bianchi” che avrebbero avuto le stesse vesti dei Templari, i quali avrebbero trasportato via mare l’edificio come una delle ultime missioni da loro compiute. Lo sbarco sarebbe avvenuto, molto probabilmente, nel “Porto di Recanati” altro “Porto Templare”. Questo, che sembrerebbe, un “Mitico Racconto” è avvalorato da alcuni ritrovamenti di croci che erano state composte con dei “Piccoli Pezzi di Stoffa Rossa”; materiale, in sostanza, usato per realizzare, proprio, le “Croci” delle “Divise Templari”. La cosiddetta casa di Maria, è necessario ricordarlo, sempre se le “Fonti Storiografiche” affermino il “Vero”, è stata ricostruita usando il “Medesimo Materiale” con cui era composta a Gerusalemme; l’edificio, in poche parole, è stato smontato e poi rimontato all’interno della suddetta “Chiesa di Loreto”. La città dell’Aquila si trova, a soltanto a pochi chilometri, da questi due“Luoghi Carichi di Mistero”. Il “Principale Mistero”, espressamente legato, sia all’Aquila, sia alla “Storia dei Templari”, è individuabile nella cosiddetta “Pianta Catastale” dell’“Antica Città Abruzzese”. La “Mappa Catastale” del “Capoluogo Abruzzese”, infatti, è, per cosi dire, l’“Immagine Speculare” dello stesso tipo di “Rappresentazione Cartografica” dell’“Antica Gerusalemme”. Tutto ciò, significa forse, che i Templari, costruirono L’Aquila, per celare qualche “Tesoro Segreto” ritrovato a Gerusalemme?  Quest’interessante ipotesi, secondo gli esperti, è suffragata da “Forti Indizi”. Libri, di “Recente Pubblicazione”, (come quello di Luca Ceccarelli e di Paolo Cautilli), dal titolo: “La Rivelazione dell’Aquila”, hanno infatti, posto in luce, che entrambe le città, sono state edificate su colline: L’Aquila, infatti, si trova a “721 mt. S.l.m.”; mentre, invece, Gerusalemme, si trova “750 mt. S.l.m.”. L’“Analisi Comparativa” delle “Mappe Urbane” dei “Centri Storici” delle duecittà, ha infatti, posto in luce che è possibile ottenere una “Sopraposizione” alquanto precisa, se al “Nord di Gerusalemme”, si fa corrispondere il “Sud dell’Aquila”. Le conformazioni delle due città, infatti, hanno una “Similarità Avveniristica”, pressoché unica, nella Storia dell’uomo. Gerusalemme, infatti, fin dall’antichità, è stata sempre suddivisa in “Quattro Quartieri” denominati: “Cristiano”, “Mussulmano”, “Ebraico” e “Armeno”; L’Aquila, invece, allo stesso modo, fu frazionata in “Quattro-Quarti”. La disposizione delle due mappe urbane, rispetto ai “Fiumi Aterno” e “Cedron”, che scorrono parallelamente alla due città, è perfettamente identifica. Le due immagini, infatti, appaiono essere, l’una, la fotocopia dell’altra. Le “Strane Congruenze”, tra le due città però, non finiscono qui. Nella città dell’Aquila, infatti, esiste una particolare fontana chiamata, la  “Fontana delle Novantanove Cannelle” che assomiglia in modo impressionante, anche nella posizione che haall’interno dello “Schema Cittadino”, alla Piscina di Siloe” (luogo in cui, secondo la tradizione, Gesù avrebbe curato un “Cieco” ). Le due strutture, inoltre, sono state situate, entrambe, vicino a una “Porta Muraria” nella parte più bassa della città. I misteri legati, allo “Strano Rapporto”, tra Gerusalemme e L’Aquila, però, non finiscono qui.  L’Aquila, infatti, è associata a un numero ben preciso e dal significato misterioso: “99”. Questo particolare numero corrisponde a quello delle “Lampade ad olio” della “Grotta Vaticana”.
- 9 templari hanno scavato per 9 anni nel tempio di Salomone
- la sala dell’Arca dell’Alleanza del Tempio  di Salomone misurava m 9 x 9 (il fatto che allora l’unità di misura metro non esistesse non sembra un ostacolo alla tesi)
- i Templari sono stati fondati nel 1099 (preparatevi, arriva la più bella:)
- L’Aquila ha una longitudine di 42°21’ e una latitudine di 13°23’:
42°21’ -> 4 + 2 + 2 + 1 = 9
13°23’ -> 1 +3 + 2 + 3= 9. La città, Gerusalemme, invece, è associata il 66 che è, il 99 capovolto. L’Aquila ha, infatti, la pianta di Gerusalemme, ma capovolta.
Terza Parte
La costruzione di luoghi, per la “Pratica dei Culti Religiosi”, nel corso della “Storia Umana”, è stata sempre, fin dall’antichità, una “Questione Prioritaria” per qualsiasi tipo di governo; perché, come diceva, nei suoi scritti, Karl Marx:  “La Religione è l’Oppio dei Popoli”. La “Continua Somministrazione”, di questo particolare tipo di “Droga”, ha sempre imposto, infatti, la “Consacrazione” di “Nuovi Luoghi” preposti per l’“Adorazione” dell’“Idolo” di turno. L’evoluzione della “Civiltà Umana”, in sostanza, così lenta ma inesorabile, esigette, man mano che si realizzava, “Santuari” sempre più grandi e imponenti. Questi particolari luoghi, infatti, dapprima, erano soltanto delle “Semplici Costruzioni di Legno” o magari dei “Semplici Simulacri” attorno a un semplicissimo albero; inseguito, con un profondoconsolidamento della “Piramide Sociale”, iniziarono ad’essere costruiti veri e propri “Edifici Religiosi” con “Antiche Tecniche di Costruzione” di cui, molto fortunatamente, ne possiamo godere, ancora oggi, i “Bellissimi Risultati” in tutto il mondo.                                             Nell’edificazione di queste “Enormi Costruzioni”, i vari popoli della terra, sfruttarono, com’è sempre accaduto nella Storia, tutta la loro cultura. Tutti i cosiddetti “Edifici Sacri”, di “Antica Fattura”, infatti, non sono altro, che una “Riproduzione Tangibile” della cultura umana e religiosa di un determinato popolo. Molte volte, però, le varie generazioni di artefici, di questi “Magnifici Monumenti Culturali”, si sono ispirate per le loro creazioni, al medesimo retroterraculturale. Esse, infatti, sono state in grado di comprendere l’“Essenza Profonda” delle esperienze del passato e di usarle per creare qualcosa di completamente nuovo e meraviglioso. Gli “Antichi Romani”, per esempio, si sono ispirati alla “Civiltà Greca” e a quella etrusca; si dice, infatti, che “La Grecia Conquistata, Conquistò Roma”. L’avvento dell’“Epoca Cristiana” fece diventare, molti cosiddetti “Templi pagani”, con la “Semplice Aggiunta” di un crocifisso o magari di una statua, in “Chiese Cristiane”. Molte “Comunità Cristiane”, all’inizio della propria Storia, per riuscire a far avvicinare le persone alla “Nuova Religione”, dovettero effettuare, necessariamente, accettare una particolare, ma inevitabile, tipologia di compromesso: fondere la “Cultura Giudaico-Cristiana” con elementi di “Religioni Pre-Cristiane”. I risultati di questa “Particolare Sintesi Culturale” dipendevano, in buona parte anche, dal tipo di rapporto che c’era tra i “Luoghi di Nascita” della “Nuova CulturaOrientale” e quelli di innesto. Il tipo di forza di  questo particolare tipo di legame determinava la conformazione di una qualsiasi opera. Tutte le differenti tipologie di edificio, per buona parte della nostra Storia, hanno, infatti, seguito il medesimo schema. La progettazione di gran parte degli edifici religiosi, dell’intero medioevo, infatti, non fa eccezione a questo tipo di regole. Questo “Particolare Canovaccio di Costruzione”, dopo la “Prima Crociata”, fu ampiamente approfondito grazie, soprattutto, alla scoperta, da parte dei cavalieri templari, di alcuni documenti riguardanti  le “Leggi Divine dei Numeri, dei Pesi e delle Misure”, che secondo alcune fonti storiche molto accreditate, erano stati trovati sotto le rovine del tempio di Salomone e consegnate, in gran segreto, ai “Fidati Maestri Costruttori di Cattedrali”. Le “Grandi Cattedrali Gotiche”, infatti, proprio per tale motivo, (forse), erano soprannominate i “Libri di Pietra”. Questi grandi costruttori,sempre secondo fonti molto accreditate, avrebbero, com’è stato già precedentemente posto in luce, costruito anche la Città dell’Aquila che sarebbe la “Città Gemella” di Gerusalemme. Una prova a sostegno di questa particolare tesi sarebbe nella corrispondenza, della posizione geografica dell’Aquila, con la posizione geografica di Gerusalemme. Il cosiddetto “Monte del Tempio”, infatti, che è situato a nord della cosiddetta “Città Santa”, sempre secondo gli esperti, ha la stessa posizione geografica che ha l’altura, in cui è situata la “Chiesa di Santa Giusta”, rispetto L’Aquila. Il “Monte degli Ulivi” di Gerusalemme, infine, può essere messo in relazione con la posizione geografica con il “Colle Aquilano” della “Basilica di Colle-Maggio”. I “Misteri Aquilani”, però, non finiscono qui. Essi, infatti, sembrano trovare il loro “Punto Focale”, proprio, nella Storia della basilica di colle-maggio. Essa, infatti, sembra essere, sempre secondo gli studiosi, uno di quei libri di pietra di cuiabbiamo già parlato prima. Questa particolare costruzione, infatti, è una delle opere architettoniche più grandiose del capoluogo abruzzese. Fatta costruire nel 1287 per volontà dell’“Eremita Pietro da Morrone”, sul cui  “Sacrato”, fu incoronato papa il 29 agosto del 1294, risente fortemente dell’“Architettura Romano-Gotica Abruzzese” per il prevalere dei piani, soprattutto, nella facciata unitaria e imponente che costituisce la “Vera Sostanza Monumentale” di tutto l’edificio. La “Pietra Locale” di rivestimento bianca e rosa, in un gioco policromo e geometrico, incastona i tre portali con i rispettivi rosoni di raffinata fattura, tutti databili intorno al 1440. Di questi interessantissimi per varietà di composizione e decorazione sono il portale e il rosone centrale. Nel primo d’impostazione fortemente romanica, si riscontrano motivi gotici, dati dai timpani cuspidali dalle colonnine tortili e dai pinnacoli. Anche l’archivolto, a tutto senso, rigorosamente romanico, è scandito dacinque ritmi a semiluna realizzati in leggero stile gotico. La medesima tecnica di costruzione è stata usata per realizzare delle “Figure Angeliche”, tortiglioni vagamente scanalati, foglie, fiori e animali; sotto la lunetta originale con affrescata la Madonna col Bambino. Il rosone, un vero delicato merletto, sta in posizione principe rispetto ai due laterali sulla facciata. Questa ripartita geometricamente da cornici e lesene, presenta una caratteristica peculiarità dovuta alle maestranze comacine che la realizzarono: la simmetria del terzo laterale sinistro più stretto rispetto a quello destro produce da lontano, l’“Effetto Ottico di Simmetria” altrimenti improponibile. Sul fianco sinistro della Basilica, dei caratteri spiccatamente romanici è situata la “Porta Santa”, varcata da “Celestino V” il giorno della “Sua Consacrazione”. Il “Nuovo Papa”, non si sa ancora bene perché, istituì, dopo la sua incoronazione, la cosiddetta “Perdonanza”: un  atto per il quale chiunque entrinella “Basilica Aquilana”, ancora oggi, ogni anno il 28 agosto, se sinceramente pentito e confessato, può ricevere il “Perdono dei Peccati”. Nella città aquilana, infatti, dopo il corteo storico della “Perdonanza Celestiniana”, la basilica apre ancora i battenti a una folta folla di penitenti. Costruita nella seconda metà del XIV secolo, presenta nella lunetta soprastante un singolare affresco degli ultimi del ’300: in essa si riconosce la Vergine con il Figlio, S. Giovanni da un lato e dall’altro S. Pietro Celestino. L’interno solenne, si data alla metà del XIV secolo, quando cioè le originarie cinque navate furono tramutate in tre, allargando e allungando quella centrale. Il terremoto del 1703 la danneggiò gravemente: fu così ingabbiata da pesanti sovrastrutture barocche che nascondevano i poderosi pilastri ottagonali, le grandiose ogive e il soffitto a cassettoni, oggi tornati all’originario aspetto, dopo il restauro ultimo nel 1972.  Degni di nota sono: il pavimentocosmatesco con disegno geometrico in pietra bianca e rossa che richiama la facciata, lo “Stemma di Celestino V”, sulla “Porta Maggiore”, in data 1669 e in fondo alla navata destra, il mausoleo innalzato a S. Pietro Celestino da Girolamo da Vicenza nel 1517, che ne conserva le spoglie. In seguito ai lavori di ripristino sono riaffiorati affreschi di tre scuole: quella veneta (metà secolo XIV) nelle nicchie della parete longitudinale destra, raffiguranti la Madonna tra S. Agnese e S. Apollonia, l’“Assunzione” e l’“Incoronazione della Vergine” e una “Crocifissione”. La “Scuola Tosco-Marchigiana”, (secolo XVI) , si trova, invece, sulla parete retrostante la facciata; e, in una nicchia della parete laterale sinistra. La scuola “Umbro-Abruzzese” tenuta da “Francesco da Montereale”, allievo del cosiddetto “Perugino”, la cui “Madonna col Bambino e I Santi”, risale alla prima metà del secolo XVI. Dalla Basilica o direttamente dal piazzale si accede nell’“Ex Convento Celestiniano”; elegantechiostro ad arcate ogivali con annesso l’antico refettorio affrescato. E’ questo il vano più bello e rappresentativo del complesso quattrocentesco dei “Frati Celestiniani”: spartita da campane con volte a crociera e rafforzate da archi a tutto sesto, è affrescata su tutta la volta e sulle pareti di fondo probabilmente dalla mano di Saturnino Gatti (sec. XVI) mentre decorate a festoni sono le costolonature terminanti con chiavi di volta, dipinte anch’ esse e suddivise dal particolare motivo di quattro aquile con le ali spiegate. Di mano e stile differente, ma pressoché della stessa epoca, è l’ affresco della parete interna dell’ ingresso con "Deposizione dalla Croce". Ex refettorio, la "Sala Celestiniana" è oggi destinata a convegni e conferenze.


   
          









   
 



 
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