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"Ma il parlamentare della Pdl Gaetano Pecorella da che parte sta?". Hanno provocato una levata di scudi parte di alcuni esponenti del Pd, le parole su Don Diana, pronunciate da Gaetano Pecorella, presidente della guida della Commissione di inchiesta sulle ecomafie, in una intervista ad "Articolo 21" e commentate stamane da Roberto Saviano su La Repubblica, con un articolo intitolato: "Onorevole Pecorella perché infanga Don Peppe Diana?". Per Dario Franceschini "se le frasi dell’onorevole Pecorella sono vere, non può più fare il presidente della Commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti". Ma Pecorella non ci sta: "Dimettermi? Non ne ho alcuna intenzione". Il parlamentare Pdl definisce la vicenda "paradossale, legata al caldo estivo e alla poca conoscenza di vicende giudiziarie. Mi sono semplicemente limitato a riferire quelle che erano le risultanze di un processo che ho seguito molti anni fa". Anna Finocchiaro, presidente dei senatori delPartito Democratico, sostiene però che "un chiarimento sarebbe utile a a fugare ogni dubbio, ombra o incertezza sul ruolo istituzionale di presidente della commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti che l’onorevole Pecorella ricopre". Il deputato del Popolo delle Libertà aveva sostenuto che alla base della uccisione di Don Diana c’erano motivi diversi e non solo la sua netta opposizione ai clan dei Casalesi. "Le affermazioni dell’onorevole Pecorella su Don Peppe Diana sono di una gravità inaudita - dice Pina Picierno - perché gettano nuovamente pesanti ombre e sospetti infamanti su un uomo che ha dedicato la vita alla lotta contro la camorra. Don Diana è stato ucciso dalla camorra, verità accertata in sede processuale. A rendere ancora più gravi queste affermazioni - continua la responsabile legalità del Pd - sono gli incarichi istituzionali dell’onorevole Pecorella, attualmente presidente della commissione d’inchiesta sui rifiuti, traffico nel quale a primeggiare sono proprioi Casalesi. Attività forse incompatibili con l’essere stato il difensore legale di Nunzio De Falco, il boss condannato proprio per l’omicidio di Don Diana". "L’intervento di Roberto Saviano è un’altra testimonianza della sua coraggiosa lotta contro la criminalità organizzata e a favore della legalità", affermano i senatori del Partito democratico Roberta Pinotti, Felice Casson e Maria Fortuna Incostante preannunciando un’interrogazione al ministro dell’Interno e al ministro della Giustizia. "Saviano - aggiungono i senatori del Pd Pinotti, Casson e Incostante - vive in una condizione di isolamento dalla vita proprio in ragione della sua scelta di lotta alle mafie e, a lui stesso, è purtroppo toccato essere infangato da accuse di protagonismo e di ricerca di visibilità tese a rendere meno credibile la sua battaglia coraggiosa. Uno dei modi con cui, infatti, le mafie tentano di autotutelarsi è diffamare e calunniare la reputazione di quanti si mettono contro di loro. Cosa che èaccaduta anche a Don Peppe Diana, uomo coraggioso e innocente, vigliaccamente ucciso dalla camorra dopo essere stato diffamato". "E’ grave - proseguono i senatori del Pd - che chi ha o ha avuto ruoli istituzionali importanti nel campo della giustizia e della lotta al crimine organizzato rischi di dare spazio ad azioni di calunnia e delegittimazione da parte delle mafie. Su questo vogliamo interrogare il governo e - concludono Pinotti, Casson e Incostante - chiedere se risponde al vero quel che scrive Saviano e quali azioni intenda mettere in atto perché tutti coloro che ricoprono ruoli istituzionali possano concorrere con atti e parole a fare della lotta alla criminalità organizzata una priorità assoluta dell’azione di governo". Interviene anche l’eurodeputato dell’Italia dei Valori Luigi De Magistris, secondo il quale "questo tipo di politica utilizza come arma usuale la calunnia, la delegittimazione e la diffamazione anche verso i morti". E il comitato Don Peppe Diana chiedeche "le comunità locali, i sindaci, le istituzioni, gli insegnanti, i sacerdoti, i semplici cittadini, a far sentire la propria voce nei confronti di chi vuole riportare indietro i nostri paesi e riconsegnarli all’oblio della dittatura della camorra". de La repubblica
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