-Egitto: una Vacanza Disastrata-
 







di Antonio Aroldo




Ciao ragazzi come sono andate le vostre vacanze?                                           Quelle di un mio caro e vecchio amico, Enrico Adriani, invece, sono state una vera e propria avventura, per certi versi, davvero massacrante, ma anche molto comica fino ai limiti della “Farsa Teatrale” dei film di Paolo Villaggio e di Renato Pozzetto, o di Antonio Decurtis e Peppino Defilippo. I “Guai”, per Adriani e sua madre Sonia Ozuchi, infatti, si sono presentati fin dal giorno della partenza: il 17 agosto scorso. Quel fatidico giorno, madre e figlio si svegliano entrambi alle otto del mattino, perché dovendo prendere l’Aereo per Marsa-Alam in Egitto alle 12:00, dovevano avere il tempo di prepararsi tutte e due. Madre e figlio, nonostante la“Gravissima Patologia Invalidante” dell’Adriani infine, per le 10:15 riescono a essere pronti a partire verso l’“Aeroporto di Fiumicino”. La Ozuchi, infatti, aveva trovato questo “Particolare Luogo di Vacanza” dopo una “Estenuante Ricerca”. In questo “Mondo Globalizzato”, infatti, è ancora molto difficile trovare un hotel con “Camere per Disabili” create con raziocinio. Tutti i “Moderni Hotel”, sia in Italia sia all’estero, hanno, infatti, camere per disabili. Esse, però, come afferma la signora Ozuchi, sono state progettate da uomini, non da donne. Questo particolare argomento, però, sarà approfondito più tardi; ora, invece, torniamo all’inizio di quest’“Incredibile Storia” che può sembrare una “Barzelletta”, ma che purtroppo, è tutto vero! La Ozuchi e suo figlio, accompagnate dalla zia di quest’ultimo, Angela Ozuchi e da sua cugina, Shania Herzoler, si dirigono verso Roma. Il “Nucleo Familiare” di Adriani, dopo un paio di viaggio senza sosta, alle 12:45, arriva a Fiumicino. Lafamiglia Adriani, a questo punto, si divide in due parti: Adriani, sua zia e sua cugina, si dirigono dentro all’aeroporto per iniziare il “Ceck-In dei Bagagli”; mentre, invece, Sonia Ozuchi va in cerca di un “Primo Parcheggio”. Adriani e gli altri membri della famiglia, nel frattempo, entrati in aeroporto, vanno a chiedere informazioni, al “Banco del Ceck-In”, sull’“Assistenza-Disabili dell’Aeroporto”. Qui la famiglia di Adriani incontra una “Hostess dell’Aeroporto”, che durante tutte le “Operazioni d’Imbarco dei Bagagli”, forse perché stressata dal caldo o dalla “Grossa Mole di Lavoro”, rimprovera aspramente i nostri amici per il ritardo. L’impiegata di Fiumicino, infatti, continua sempre, per tutto il tempo, a dire che con tutti questi bagagli, (tre valigie in buona sostanza), bisognava arrivare almeno due ore prima e che, molto probabilmente, a Marsa-Alam non saranno così gentili, la prossima volta organizzatevi meglio etc et etc. Sonia Ozuchi, nel frattempo, era riuscita a trovareun primo parcheggio e ad avvicinarsi, anche lei, al Ceck-In. Enrico, per questa vacanza, inoltre, si era portato dietro anche la “Propria Carrozzella da Spiaggia” altrimenti chiamata: “J.O.B.” (Jnam O Bagne). Questa particolare sedia è stata progettata con delle “Grandi Ruote di Gomma” che permettono, al “Disabile” o alla “Persona Non Autosufficiente”, magari perché infortunata, di entrare tranquillamente in acqua. La madre di Adriani, non appena arriva al Ceck-In, comunica di avere con sé quest’altro tipo di bagaglio. L’hostess, sempre più nervosa per il caldo e per il caos, le dice che bisogna farla impacchettare nel “Cellofan”, che tale procedura costava sui 16€ e che la prossima volta, per tutte queste cose, sarà meglio venire due ore prima. Sonia Ozuchi, quindi, decide di andare dal cosiddetto “Incellofatore”. Quest’ultimo le dice che, vista la mole della sedia, il costo saliva fino a venti € e oltre. Madre e figlio, infine, dopo tali vicissitudini, riescono finalmente aimbarcarsi, per fortuna, con tutta la “Sua Carrozzella A-Spinta”. Le Hostess, inoltre, quando la signora Ozuchi e suo figlio si sistemano sull’aereo, dicono, alla madre di Adriani che deve tenersi con sé il cuscino della suddetta carrozzella, perché tenerlo in mezzo a tutti gli altri bagagli, vuole dire perderlo sicuramente. Adriani, intanto, viene “Seduto in Corridoio” proprio vicino alla “Cabina di Pilotaggio”. Nei posti situati, sul lato sinistro, rispetto al nostro amico, c’è una “Giovane Coppia di Sposi di Frosinone” con una bambina di diciotto mesi. La partenza del volo, in precedenza fissata verso le due, viene spostata, ufficialmente, dopo un quarto d’ora o giù di li, ma in buona sostanza, l’aereo si alza in volo soltanto verso le 15:30-16:00. Adriani, durante quella “Estenuante Attesa” e anche per tutto il viaggio, è costretto a subire, senza poter accennare ad’alcuna reazione, le grida, l’agitazione e anche uno schiaffo della figlia della coppia di Frosinone. Il ritardo dellapartenza, dicono le hostess ai passeggeri, che è dovuto a un “Semplice Passaggio di Consegne” tra una squadra addetta ai bagagli e un’altra. Il volo, nonostante il casino della bambina di Frosinone, procede bene. L’aereo della “Compagnia Alitali” arriva a Marsa-Alam verso le sette di sera passate. Adriani e sua madre, non appena scendono dall’aereo, dopo lo sbrigo delle “Formalità Burocratiche”, vanno al “Ritiro Bagagli” per riprendere la loro roba e li scoprono che le loro tre valigie, con tutta la loro roba, erano completamente sparite. Adriani e sua madre, dopo un’inutile attesa al “Nastro Trasportatore”, i due decidono di andare a denunciare il fatto all’ufficio preposto; li scoprono, che quasi tutti i passeggeri del loro aereo, avevano perso qualcosa. Le uniche persone, infatti, ad’aver perso tutto, sono Adriani, sua madre e la coppia di Frosinone con la bambina. Adriani, in tutto ciò, mentre aspetta di veder risolto il problema dei bagagli, gli viene la prepotente voglia diandare in bagno. Sonia Ozuchi, quindi, va in cerca di un “Bagno per Disabili”. La Ozuchi, infine, non trovandolo, chiede a inserviente. Quest’ultimo, con una espressione strana, guarda i nostri due amici. Il giovane, dopo qualche attimo, chiede a gesti se all’Adriani, in bagno, lo può accompagnare lui. La Ozuchi, ovviamente, risponde di no! Il ragazzo, infine, le dice di attendere. Il lavorante dell’aeroporto, dopo qualche minuto, torna con una donna con uno “Shador Azzurro”. Quest’altro “Membro dello staff Aeroportuale”, guarda la Ozuchi con aria severa e indispettita. La donna, infine, chiede nuovamente alla madre dell’Adriani, quale sia il problema. Gli sguardi delle due donne s’incrociano, mentre la Ozuchi, spiega all’altra la situazione. La donna mussulmana, esprimendosi sempre a gesti, chiede con freddezza alla Ozuchi se Enrico può essere accompagnato dall’inserviente che l’ha chiamata. La madre dell’Adriani, a quel “Secco Invito”, risponde di no e che ci deve pensare lei. Ladonna dell’aeroporto, a quel punto, le dice di attendere. La giovane egiziana torna dopo cinque minuti e fa segno alla Ozuchi di seguirla. I tre attraversano quasi tutto l’aeroporto fin dove c’è un bagno abbastanza comodo per Adriani dove riesce tranquillamente a fare i “Suoi Bisogni”. I due escono dal bagno e la giovane araba, che stava fuori ad’aspettare, si lascia vincere dalla curiosità e chiede alla Ozuchi “E’ tuo Marito”? La Ozuchi, a tale domanda, risponde, sorpresa e indispettita, “No! E’ mio Figlio”! La signora Ozuchi, in buona sostanza, in tale occasione, ha fatto la figura della “Pedofila” che si era sposata il ragazzo ricco per il suo denaro. L’espressione del viso della giovane araba, dopo le spiegazioni della Ozuchi, si rilassa un po’! Adriani e sua madre, dopo aver salutato e ringraziato l’addetta dell’aeroporto, si dirigono verso l’uscita, dove gli aspettavano due accompagnatori con due diversi autobus, uno grande e uno piccolo, per portare, l’intero gruppo diospiti, all’hotel convenzionato con l’“Agenzia di Viaggi Alba Tour”. L’albergo in questione, si trova vicino alla cittadina di El-Quseir in pieno “Deserto del Sarah”. “Elio-Land”, cosi si chiama l’hotel dei nostri amici, è costruito intorno a un “Vecchio Fortino”, somigliante a quello del film “Il Deserto dei Tartari” con Vittorio Gasman. Esso, inoltre, è costituito da due grossi edifici: uno più nuovo o appena ristrutturato e un altro, invece, più vecchio o ancora da ristrutturare. I nostri due amici, purtroppo, finiscono in quello più vecchio. Adriani e sua madre, in un primo momento, com’era previsto, hanno l’“Unica Camera per Disabili” esistente in tutto l’hotel; la Ozuchi, però, dopo aver guardato attentamente quella stanza, decide di farsene assegnare una “Normale”. Le camere per disabili, com’è stato già accennato, infatti, sono costruite basandosi su norme applicate senza un minimo raziocinio. I “Bagni per disabili”, ad’esempio, devono necessariamente avere la “Doccia aPavimento”. Essa, però, senza un “Strato di Silicone”, che ne delimiti il “Suo Ingresso”, rischia di allagare tutto il bagno. La signora Ozuchi, in buona sostanza, proprio per tale motivo, decide di cambiare stanza. Adriani e sua madre, dopo aver posato la loro pochissima roba, decidono di andare a mangiare qualcosa al ristorante del hotel, che secondo quanto promesso dalla ricerca su internet, propone la “Cucina Internazionale”. Adriani e sua madre, infatti, sono entrati nel ristorante convinti di poter mangiare tranquillamente di tutto. La Ozuchi e suo figlio, invece, quando vanno ad’assaggiare le pietanze proposte hanno un’“Amara Sorpresa”. La cucina del ristorante, infatti, nel quale ogni sera è rappresentato un “Diverso Tema”, può dirsi, almeno secondo quanto affermato da Adriani e da sua madre, improponibile. Adriani, infatti, nonostante il suo proverbiale appetito, in questa “Settimana di Vacanze Estive”, non riesce a mangiare quasi niente. Il problema, si scoprirà inseguito,parlando con gli altri ospiti del hotel, dipende dalle molte salse e dalle particolari spezie usate li. Uno di questi particolari condimenti, secondo alcuni, è il cosiddetto “Coliando” e secondo altri, invece, è il cosiddetto “Piumino”; qualunque cosa sia, vi posso assicurare che, sempre secondo Enrico e sua madre, è una vera e propria schifezza perche da un saporaccio a tutte le pietanze tra l’acro-dolce e il salato incredibilmente brutto. L’unica cosa buona da mangiare è la colazione perché ci sono le “Creep a Cioccolato” che sono una vera squisitezza. La Ozuchi e suo figlio, dopo aver provato a mangiare qualcosa, decidono di provare a comprare qualche capo di vestiario nei piccolissimi negozi del hotel. La Ozuchi, però, appena vede la merce esposta inizia, giustamente, a storcere il naso. Tutta quella roba, infatti, aveva proprio l’aria di essere continuamente sottoposta alle molte intemperie e alla sabbia di quel posto. Quella sera, infatti, la Ozuchi decide di comprare duemagliette, una per se e un’altra per suo figlio, con cui andare a dormire. La mattina dopo, quando Adriani si sveglia nota che c’è qualcosa fuori posto. Le sue mutande, infatti, erano sparite. Adriani, a quel punto, chiede a sua madre se per caso aveva visto quel determinato “Capo d’Abbigliamento Intimo”. Adriani, quella mattina in buona sostanza, crede di aver perso le proprie mutande, perché durante la notte, si era girato e rigirato nel letto per via di chi sa quale sogno e che una volta sveglia, sua madre, l’abbia vista per terra e vedendola sporca aveva deciso di lavarla. Quella stessa mattina, Enrico e sua madre, assieme alla coppia di Frosinone, grazie a un taxi e a una guida, tutte e due messe a disposizione dall’agenzia, provano ad’andare a El-Quseir per poter comprare qualcosa. I nostri amici, però, arrivati li vedono un “Paese Desolato”, pieno di macere, di sporcizia e di sabbia. L’Aquila, subito dopo il terremoto, a confronto con El-Quseir, sembra una “Ridente Cittadina”dopo una fuga di gas da un singolo palazzo. Il piccolo gruppo entra in un “Ampio Bazar”. La Ozuchi, appena quel posto, incomincia a farsi prendere dalla tristezza. La roba che c’è li, infatti, è, a suo parere, peggiore di quello che i “Marocchini” Vendono, ogni anno, sulle “Spiagge Italiane”. Lo stato di conservazione, di tutto ciò che è esposto li, è oltre modo pessimo. La Ozuchi, infine, presa dalla disperazione, decide di comprare un’altra maglietta per il figlio e un costume per se che, tra le altre cose, non indosserà più perché risulta essere di due taglie più grande e poi non gli piaceva neanche. La signora Ozuchi, dopo una lunga contrattazione, spende, per queste due cose, 8€ in tutto: una vera rapina! La signora Ozuchi, in quella stessa occasione, cerca anche di trovare delle mutande intime sia per le, che per suo figlio. Adriani e sua madre, infatti, al momento della partenza, hanno messo i capi d’abbigliamento intimo nelle valigie assieme a tutte le altre cose. La madredell’Adriani, in buona sostanza, dovendo prendere un “Volo Diretto” da Fiumicino a Marsa-Alam, non pensava certo di poter perdere i bagagli tutti in una volta. Adriani, dopo il “Fallimentare Shopping”, chiede a sua madre, informazioni più precise su cosa fosse successo la notte prima e sul perché quella mattina si è trovato senza mutande. Lei gli risponde, che durante la notte, lui ha avuto una delle sue rarissime “Crisi Epilettiche”. In questi particolari momenti, (accaduti finora solo di notte), Adriani, non è per nulla consapevole di ciò che succede al suo corpo. In questa specifica occasione, però, a differenza di tutte le altre volte, sempre secondo la signora Ozuchi, le “Convulsioni” sono durate molto di più del previsto. La madre di Adriani afferma, infatti, di essersi spaventata moltissimo e di essersi, sentita cosi impotente, da mettersi a piangere dalla rabbia. La madre di Adriani, in buona sostanza, non sapeva proprio cosa fare. Adriani non ha mai preso nulla per questiattacchi, però, la Ozuchi, confessa ben volentieri che, quella notte, se avesse avuto con se qualcuna delle medicine che erano in valigia, forse si sarebbe sentita più tranquilla. Adriani, infine, forse per l’agitazione che gli provocano questi attacchi, senza accorgersene, in quest’occasione, si è pisciato addosso bagnando le mutande e le lenzuola. Enrico, appena sente ciò che è successo quella notte, s’incavola a morte con se stesso. Egli, infatti, quando accadono questi rarissimi episodi, si sente ancora di più prigioniero di un corpo che non riesce, e forse non riuscirà mai, a governare. Vedete cari amici, il vero problema di Adriani, è che lui sa che, da qualche parte, esiste una “Ragione Specifica” per la sua vita cosi difficile e problematica; egli, però, non riesce proprio ad’accettare il fatto di dover essere sempre “Schiavo” dei “Bisogni del Suo Corpo”. Enrico, in altre parole, è ben consapevole che la sua vita non è altro che un “Enorme Minestrone”, pieno di formaggio,difficile da mandar giù; quello che lo disturba, in realtà, è, che tale pietanza, è insaporita anche da tanti “Piccoli quasi Quotidiani Imprevisti”, come quello delle convulsioni notturne, che pesano anche sulle vite delle persone che gli stanno intorno. Adesso, però, torniamo all’argomento principale di quest’articolo. La camera, destinata a Enrico e a sua madre, è, infine, la 103. La stanza, come si è già detto, si trova nella parte, non ristrutturata, del “Complesso Turistico”. Le camere dell’edificio più nuovo, infatti, almeno secondo quanto riferito dagl’altri ospiti dell’albergo al nostro amico Adriani, sono pulite, ben ordinate e funzionanti. Le camere del vecchio edificio, come quella assegnata a Enrico, sono, invece, molto diverse purtroppo. La stanza della signora Ozuchi e di suo figlio, per esempio, si scoprirà avere lo “Scarico del Bagno Difettoso” e i “Tubi dell’Acqua Arrugginiti”. La signora Ozuchi, infatti, per quest’ultimo motivo, durante quasi tutta la settimana inquestione, è stata costretta, quindi, a lavarsi e a lavare il figlio con dell’“Acqua Marrone” che, invece, di “Pulire”, “Sporcava”. La madre di Adriani, inoltre, proprio perché, durante le “Operazioni d’Imbarco dei Bagagli”, i “Suoi Effetti Personali” e quelli del figlio, sono scomparsi, ha dovuto lavare e rilavare, per quasi un’“Intera Settimana”, di solito i medesimi abiti. Le giornate della Ozuchi e di Adriani, durante quella settimana, in altre parole, si svolgono cosi: la mattina colazione con la Creep a cioccolato e lo “Yogurt Magro”, discesa a mare, aiutati dagl’inservienti dell’albergo, poi un paio d’ore in riva al “Mar Rosso”, passando il tempo ad’abbronzarsi, a leggere, a chiacchierare con gl’altri ospiti dell’albergo, o a fare “Snorkeling” col “Giubbotto di Salvataggio” prestato, al nostro amico Enrico, dal “Centro Diving”. Quelle ore in spiaggia, sempre secondo Enrico, infatti, sono gl’“Unici Momenti Sereni” della vacanza. I nostri amici, infine, nel tardo pomeriggio sidirigono a farsi la doccia e a prepararsi, mettendo sempre gli stessi vestiti, per andare al ristorante dell’albergo. Essi, però, durante questo breve tragitto, si fermano sempre al “Punto-Informazioni dell’Alba Tour”, dove una, come si dice a Napoli, “Scazzatissima”, Anna Lucchesi, rispondendo alla domanda: “Notizie sulle Nostre Valigie”? dà sempre la medesima risposta: “No! gli Abbiamo Chiamati al Telefono, ma ancora, non abbiamo Risposta”! Quelli dell’Alba Tour, in sostanza, dopo quattro giorni dall’arrivo, non si sono mai scomodati a mandare una semplicissima e-mail che attesti in modo irrevocabile, la “Loro Richiesta di Ricerca dei Bagagli”. Essi, però, dopo il duro intervento di Walter di Frosinone, che si è messo a urlare dalla rabbia, si sono sentiti costretti a farlo. Adriani e sua madre, in buona sostanza, per quasi tutta la settimana, fanno questo percorso avanti e indietro per tutto il complesso, passando ogni volta, per il centro Diving per restituire e per prendere ilgiubbetto da salvataggio. Adriani, inoltre, al centro Diving ha comprato un paio di “Scarpe da Mare”, una maglietta e una “Occhialini da Sub” per fare snorkeling. La signora Ozuchi, invece, ha comprato delle scarpe da mare, una “Maschera da Sub, col Boccaglio” e un’altra maglietta per se. La madre di Adriani, infatti, in quel determinato periodo, si rende conto benissimo che se vuole, qualcosa di pulito da mettersi addosso, deve, necessariamente, andare al centro Diving. Quelli del Diving, infatti, a differenza dei negozi dell’hotel, vendono soltanto cose chiuse in “Buste Sigillate”, non esposte quindi, alla polvere e alla sporcizia del deserto. I nostri amici, al termine di questo particolare percorso, come si è già detto, vanno in camera a prepararsi. La Ozuchi, al termine di ogni giornata, infine, è obbligata, per tutta la settimana, a lavare suo figlio in una doccia strettissima, con l’acqua piena di ruggine. La medesima acqua, poi, è usata per lavare i “Suoi Unici Vestiti”, conindosso soltanto l’unico costume decente, di due taglie più grandi, trovato a El-Quseir. Quest’ultimo indumento, infine, è lavato dalla Ozuchi, usando sempre la stessa acqua, e indossando sempre gli stessi vestiti appena lavati con l’acqua, piena di ruggine, che, sempre in quella settimana, esce dalla doccia. Gli abiti di Adriani e di sua madre, infatti, diventano, dopo qualche giorno, a furia di lavarli sempre in questo modo, “Duri” e di un colore indecifrabile. Altri ospiti dell’albergo, infatti, tra cui ricordiamo la “Mitica Miranda Spadaro”, capendo la situazione in cui versano i nostri amici, regalano a Enrico, due magliette, e alla Ozuchi, un “Lungo Abito da Sera”. La signora Ozuchi, a conclusione della settimana, insistenza di Adriani, prenota una “Lunga Gita in Autobus” per Luxsor per vedere i “Famosi Templi Egizi” e le “Tombe Sotterranee dei Faraoni”; esperienza stupenda, di cui parleremo in un’altra occasione, ma vi posso assicurare, che il viaggio, soprattutto al ritorno, èun “Vero Calvario”. L’autobus parte sabato 22 agosto alle cinque del mattino. I conducenti del mezzo sono due uomini che si alternano alla guida. La persona, preposta a fare da “Guida” a questo breve, ma intenso viaggio, si chiama Mohamed Alì. Le difficoltà, in questa gita per Adriani, iniziano fin dal principio. L’autobus in questione, infatti, pur essendo convenzionato con un complesso turistico completamente gestito da una “Agenzia Italiana”, che promette sul web livelli d’ospitalità al pari degli “Standard Italiani”, non è per nulla, almeno per quanto riguarda quel determinato caso, attrezzato per i disabili. Quel determinato sabato, il sole picchiava cosi forte che sembra di stare in una “Fornace Ardente”. La signora Ozuchi, infatti, in quella determinata giornata, è costretta a far scendere e a far salire, Adriani dall’autobus, ad’ogni fermata, facendo quasi tutto da sola. La madre di Adriani, infatti, quando poco prima di partire per l’Egitto, lesse “Albergo Attrezzato per iDisabili”, sperava che i mezzi adoperati per l’escursioni, fossero adatti per ospitare i disabili. La madre di Adriani, all’inizio della vacanza, pose la questione dell’esistenza, in Egitto come in Europa, di automobili con “Particolari Ausili per i Disabili”, l’accompagnatore, che in quel momento, stava portando la Ozuchi e suo figlio all’albergo, rispose: “Signora questo è il Terzo Mondo”. La risposta dell’accompagnatore, a mio parere, non è stata soddisfacente perché, l’albergo si scoprirà poi, è di proprietà, cosi mi ha riferito Adriani, di una “Piccola Società Italo-Egiziana”. Esso, infatti, proprio perché tale, avrebbe dovuto essere, (considerando anche il fatto che è, in tutto per tutto, gestito da una agenzia italiana), governato secondo le più aggiornate norme internazionali in materia di turismo e  di gestione. La “Struttura Alberghiera” in questione, in buona sostanza, avrebbe dovuto rispettare, in primo luogo, con concretezza ed’estrema precisione, il “RegolamentoAttutivo” della “Legge 104 del 92”, pensando ad’approntare un’“Accessibilità Migliore per i Disabili”. Le “Poche Rampe d’Accesso”, esistenti in quell’albergo, infatti, sono troppo ripide e poi sono mobili, non fisse, come dovrebbero, in realtà, essere. Le camere per disabili, poi, dovrebbero essere di più e fatte con più raziocinio, pensando, quindi, alla “Praticità” e non seguendo in modo pedissequo regole, che se pur valide, rischiano, come si è già avuto modo d’affermare, di peggiorare le cose. I “Mezzi di Trasporto”, infine, dovrebbero avere degli ingressi più ampi possibili e con dei “Sistemi d’Ancoraggio per le Carrozzelle” che, in buona sostanza, impedisca di fare tanta fatica all’accompagnatore del disabile di turno. Questi determinati sistemi già esistono in Europa e in alcune parti d’Italia. Tutto quello che ho appena elencato, in sostanza, deve, necessariamente, esserci in un hotel gestito, almeno sulla carta, da italiani. La perfetta non curanza della struttura,l’ottusagine, l’imperizia e il menefreghismo, dimostrati dall’amministrazione dell’albergo, denunciano, secondo il mio modesto parere, il fatto che l’Elio-Land, sia in realtà, il risultato di un’“Enorme Speculazione Edilizia”, voluta da chi sa quale “Organizzazione Criminale Italiana”, solo per riuscire a riciclare il loro “Denaro Sporco”. Adesso, pero, scusatemi tanto per la mia “Digressione Intellettuale” e torniamo alla nostra storia. La gita a Luxsor, dopo un paio di “Estenuanti Fermate”, sotto il sole per ammirare i bellissimi templi e monumenti, gl’accompagnatori portano i nostri amici a mangiare in un “Ristorante a Cinque Stelle” li vicino. Il pasto servito, però, non è sembrato per nulla diverso, da quello offerto dall’Elio-Land: sempre la solita schifezza! Il viaggio, sia all’andata, che al ritorno, si dimostra molto più lungo di quanto dovrebbe essere in realtà, perché i due autisti, che per l’intero tragitto, si sono alternati alla guida, in ogni loro traversata, devono,necessariamente, passare i cosiddetti “Posti di Blocco”. Il superamento di questi “Ceck-Point”, almeno secondo quanto descritto da Adriani, si espleta in Egitto pagando, per così dire, una “Tangente”. Tutto ciò accade, a quanto mi è parso di capire, la maggior parte delle volte. Adriani e sua madre, infatti, a tal proposito, raccontano che, lungo la strada del ritorno da Luxsor, l’autista di turno, invece, di fermarsi, ogni volta per il controllo, rallentava solamente. Quest’ultimo, infatti, in quella frazione di secondi, faceva lo “Slalom tra le Transenne” e buttava bottigliette d’acqua, con dei soldi legati vicino, ai poliziotti. Quest’ultimo episodio, a mio parere, comprova la mia teoria enunciata poco fa. Nella nostra storia, però, esiste un altro importante episodio da considerare e che la dice lunga sulla gestione, per cosi dire, camorristica dell’albergo. L’ultimo giorno di vacanza, tornando dal mare, Adriani, chiede a sua madre, di poter andare in bagno. La Ozuchi, conl’intenzione d’accontentare il bisogno del figlio, tira lo scarico del bagno. In quel preciso momento il meccanismo dello sciacquone si blocca nell’atto di buttare giù l’acqua per l’ennesima volta. La Ozuchi segnala, ben più di una volta nell’arco di tutta la settimana, il problema alla direzione. Quest’ultima, ogni qualvolta, è stata, (sempre nell’arco di quella determinata settimana), interpellata dalla Ozuchi, per aggiustare lo sciacquone, in pratica ogni giorno, ha sempre mandato qualcuno per risolvere il problema. I tecnici, mandati dalla direzione, nel corso della settimana, però, non hanno mai risolto niente. Essi, in buona sostanza, fino alla sera del 23 agosto, forse per accaparrarsi i soldi delle mance, hanno fatto solo finta. Quella sera, per fortuna, infatti, è intervenuto Mohamed Alì, (la “Guida di Luxsor”), che, sentendo la Ozuchi sbraitare come un’ossessa, si meraviglia cosi tanto da doversi avvicinare per chiederle: “Cosa è Successo”? Mohamed, non appena capisce in checosa consiste il problema, dice: adesso lo risolvo io. Nella stanza di Adriani, dopo trequarti d’ora, si presentano ben sette tecnici in divisa marrone chiaro. Quest’ultimi, in meno di venti minuti, risolvono il problema cambiando l’intero meccanismo dello sciacquone. Questo dimostra, senza ombra di dubbio, che, almeno per quanto riguarda gli egiziani dipendenti di quell’albergo, valgono molto di più le “Richieste” di un “Boss Locale”, piuttosto che gl’“Ordini” di una “Direzione Alberghiera” composta da stranieri. Tutto ciò dimostra che l’Egitto, solo in apparenza, è un paese moderno e civile, ma in realtà, è una “Dittatura” di uno Stato che riduce alla fame il suo popolo. Questo è dimostrato anche dal fatto che, gl’ospiti dell’Elio-Land, non possono uscire o entrare nel complesso turistico, senza l’autorizzazione e l’accompagnamento di qualcuno dell’agenzia Alba Tour. Miranda Spadaro e i suoi amici, infatti, per riuscire ad’andare in discoteca, al villaggio affianco, aiutati da quellidel Diving, sono dovuti passare per la spiaggia di nascosto. La direzione, infatti, per controllare chi entra e chi esce ha delle “Guardie Armate” all’ingresso. Adriani, per tutta la settimana, infatti, sembra di stare in un “Carcere a Cinque Stelle”, costruito quarant’anni fa. La sera del ventitre, infine, ultimo giorno effettivo della vacanza, arrivano in albergo, come se qualcuno volesse sfottere, una parte dei “Bagagli Sperduti”. Adriani e sua madre, purtroppo però, recuperano, soltanto, il “Borsone della Kipling”, a cui manca tra l’altro anche la “Scimmietta”, simbolo della “Casa Produttrice”. Il bagaglio, però, nel suo complesso, per fortuna, è intatto. Adriani e sua madre, però, sono partiti da Napoli, con tre valigie. Gl’altri due bagagli, infatti, vengono ritrovati, soltanto, nel mese di settembre. La “J.O.B.”, infatti, viene ritrovata a Roma e poi spedita a Napoli il 3 settembre; mentre, invece, lo zaino, con tutte le scarpe e la “Macchinetta Elettronica del Caffè”, vieneritrovato a Milano, solamente, il venticinque dello stesso mese e spedito a Napoli quattro giorni dopo. L’agenzia Alba Tour, infine, prepara, a un folto gruppo di ospiti, tra cui ricordiamo anche Adriani e sua madre, un’altra “Gradita Sorpresa”! L’orario della partenza, infatti, all’ultimo momento, viene cambiato. Il volo, infatti, con grande sbigottimento di tutti, non parte più alle otto di sera, ma alle otto del mattino. Questo  significa, in sostanza, partire alle “Cinque del Mattino”. L’intero gruppo coinvolto, in questo stranissimo cambio d’orario, non appena sente questa novità, decide subito di fare causa all’agenzia tramite l’avvocatessa Pamela Strippoli.     Ragazzi, morale della storia, quando andate a prenotare le vacanze, in una qualsiasi agenzia, state sempre bene attenti, a ciò che vi offrono.









   
 



 
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