La Truffa: Il Sanguinario Scontro dei Depositari del Sale della Democrazia
 







Antonio Aroldo




Amici!                                                                                Sto per descrivervi un evento, ormai passato da alcune settimane, ma che s’inscrive in un contesto giornalistico-informativo ormai lobotomizzato che serve soltanto come megafono di una battaglia “Politico-Ideologica”che c’è in questo paese. Il 14 febbraio 2010, il  “ TG1” delle 20: 00, trasmise un servizio giornalistico sulla visita di Joseph Ratzinger all’ostello della caritas di Roma situato vicino alla stazione termini di Roma. A tale incontro, secondo l’addetto stampa della caritasdi Roma, (Alberto Colaiacomo), c’erano 200 volontari e altre 300 persone divise tra Clochard e una folta rappresentanza delle loro famiglie. Colaiacomo ha anche dichiarato, in un’intervista telefonica col vostro cronista Antonio Aroldo, che, subito dopo l’incontro tutti gli ospiti del suddetto ostello, sono stati invitati a trasferirsi alla mensa di piedi ponte Casilino. In quella dell’incontro, infatti, si doveva smontare il “Palco del Papa”. Colaiacomo, nella medesima intervista, ha inoltre dichiarato che la mensa di piedi ponte e quella dell’ostello della stazione termini, erano distanti soltanto cinquecento metri. Il vostro cronista, grazie al suo grande acume investigativo, scopre per prima cosa che la reale distanza tra le due mense, in realtà, è di almeno  3Km. Le cose, infatti, secondo una testimonianza di una Clochard, (che mi è stata fornita da una fonte anonima), non sono andate come descritte da Colaiacomo. L’incontro, infatti, secondo tale testimonianza, si sarebbesvolto soltanto con il gruppo dei volontari. Gli ospiti, in realtà, sarebbero stati spostati alla mensa di  Piedi Ponte Casilino, già prima dell’arrivo del Papa. La  Clochard, infatti, ha affermato che ha dovuto mangiare in un posto lontano dal solito e che non è riuscita a vedere il Papa e che tra l’altro è stato difficile spostarsi per la lontananza. Tale dichiarazione è in qualche maniera confermata dal fatto che, come ho già avuto modo di evidenziare, la distanza fra Ponte Casilino e la mensa della stazione Termini è di 3 Km e non di 500 metri come ha affermato Colaiacomo. I problemi enunciati dalla signora, secondo la mia fonte che lavora all’interno della  “Caritas”, accomunano la maggior parte degli ospiti del suddetto vassoio per prendere le portate. Arrivati a questo punto, una domanda sorge spontanea: se l’incontro si è svolto come ha affermato Colaiacomo, perché la signora che mi ha reso la testimonianza è rimasta fuori; come mai gli ospiti dell’ostello della“Stazione Termini”, pur avendo grossi problemi di mobilità, hanno dovuto percorrere tanta strada per mangiare? Le dichiarazioni che mi sono state rese dalla signora e dalla mia fonte, in buona sostanza, concordano nell’affermare che l’incontro è avvenuto soltanto con i volontari. Chi afferma la verità! Che cosa è realmente accaduto quel 14 febbraio 2010! Il servizio del TG1, commentato da Fabio Zavattaro e montato da Susanna Munisso, infatti, secondo la mia fonte è montato, per la maggior parte, da immagini di repertorio. Fidandomi cecamente di ciò che mi era stato detto, ho fatto il possibile per far expertizzare il video in questione da un tecnico cinematografico laureato al “Dams” di Bologna con il massimo dei voti. Egli, soltanto il 25 marzo scorso, mi ha dato per telefono i risultati della sua analisi. Ebbene, miei cari amici, mi dispiace ammetterlo ma la mia fonte mi ha detto una cosa non vera! Le immagini del video, infatti, secondo Andrea Bagnale il tecnico in questione, sonotutte immagini contemporanee dell’evento descritto. Mi dispiace aver perso tanto tempo per verificare questa cosa e a farvi leggere il mio nuovo articolo; ero convinto che la mia fonte dicesse il vero soltanto in quel determinato giorno, mi sono reso conto che la mia informatrice è completamente accecata da un odio viscerale verso la religione cattolica. Nello stesso tempo, però, anche Colaiacomo, mi ha propinato “Notizie False”; quindi, voi capite che io e forse anche la mia informatrice, siamo incappati in una fredda partita di “Ping-Pong”, dove tutti noi siamo le “Palline”. Io stesso, come voi ben sapete, non sopporto assolutamente né il Papa, né la chiesa cattolica. I miei sentimenti e le mie “Idee Politico-Religiose”, però, non possono mai offuscare la realtà dei fatti che ogni buon giornalista che si rispetti deve sempre seguire senza farsi mai condizionare da idee preconcette ho addirittura che rasentano il fanatismo di qualcun altro. Questo mio discorso, forse non saràcondiviso nella sostanza da molti miei colleghi, poiché abbiamo un governo che abitualmente manipola l’informazione giornalistica per i propri fini facendo raccontare ai giornali e ai telegiornali le proprie verità, (penso al caso Minzolini), ma credo che tutto ciò debba cambiare altrimenti non saremo mai un paese libero.









   
 



 
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