Equitalia, Fadda: correggere le storture della riscossione
 











Nonostante le promesse e le rassicurazioni del Governo, proseguono presidi e blocchi stradali in tutta la Sardegna. Ieri anche la SS 125 “Orientale Sarda” è stata bloccata in Ogliastra all’altezza del centesimo chilometro. “Le misure annunciate da Corrado Passera sono come una goccia nell’oceano – denuncia il leader del Movimento degli Artigiani liberi Luigi Toro – Per questo motivo le nostre dimostrazioni proseguiranno ad oltranza. È chiaro a tutti come questo esecutivo sia espressione della grande finanza internazionale. Mi auguro che la magistratura si metta in moto per fare luce sui conflitti d’interesse e le dinamiche contrarie al bene pubblico”.
Abbiamo incontrato al porto canale di Cagliari Fabrizio Fadda, responsabile di una delle maggiori associazioni che si occupano di denunciare l’operato di Equitalia.
Quali saranno le prossime mosse della protesta?
Noi vogliamo denunciare le vessazioni inaudite che si verificanoin larga parte della Nazione. Ci siamo tutti accorti che così non si può andare avanti. Dal mio punto di vista, ritengo fondamentale che passi anche un messaggio propositivo. Abbiamo fatto presente diverse volte al Parlamento di come questo sistema non comporti un aumento del gettito fiscale. Occorrono quindi norme di tutela per le parti deboli e dei correttivi per evitare che diverse migliaia di aziende siano costrette a dichiarare fallimento. Evento che farebbe aumentare a dismisura il tasso di disoccupazione, specie nel Mezzogiorno. Peraltro le piccole aziende italiane costituiscono l’ossatura del nostro sistema produttivo. Eccellenze che vanno avanti senza chiedere contributi pubblici allo Stato a differenza di quanto fanno gli esponenti di un certo capitalismo speculativo.
In questi giorni avete avuto delle risposte dal mondo della politica o dalle associazioni “ufficiali” che raggruppano industriali e commercianti?
Le maggiori risposte sono arrivate dalmondo dell’associazionismo spontaneo. Ritengo infatti che una certa dinamica della rappresentanza sia ormai del tutto inadeguata. Questo ovviamente ha dei limiti: manca una certa professionalità ed un coordinamento tra le varie anime della protesta. Noi, come movimento “antiEquitalia”, siamo convinti che sia il Parlamento a dover correggere tutto quello che non va nella normativa che regola la riscossione dei tributi. Ultimamente abbiamo avviato un rapporto di proficua collaborazione con il senatore dell’Idv Pedica. È iniziata la raccolta firme per permettere la discussione di una proposta di legge delega che abbia al primo punto lo scioglimento di Equitalia. Società che per noi non è altro se non un ente “antieconomico” per lo Stato. Vogliamo affidare la riscossione alla Agenzia delle Entrate ed evitare che si possa lucrare su aggi, oneri o sul diabolico calcolo degli interessi sugli interessi.
Ieri avete anche incassato la solidarietà della Fiom e di altre siglesindacali...
Finalmente anche il mondo del sindacato si sta accorgendo della necessità di un’autentica sinergia. In parole povere: anche il metalmeccanico ha tutto l’interesse a che il tessuto produttivo nazionale sia aiutato e salvaguardato. Le dinamiche macroeconomiche contemporanee evidenziano una chiara crisi dei grandi stabilimenti produttivi. Allo stesso tempo però anche la Pmi è strozzata dalla pressione fiscale e da altre difficoltà. Credo quindi che sia interesse di lavoratori e sindacati lottare perché possano essere mantenute in piedi realtà in grado di garantire diversi posti di lavoro.
Anche voi sarete parte attiva nell’occupazione di Municipi e boicottaggio della grande distribuzione?
Certamente, non vedo perché non dovremmo. Chiarisco subito che la nostra è un’occupazione simbolica che non intende esautorare Sindaci e Giunte da quelle che sono le loro prerogative. Anzi, stiamo incassando una sorta di appoggio incondizionato da parte didiversi amministratori. Primi cittadini che hanno compreso come il sistema dei pignoramenti e dei fallimenti sia in grado di impoverire irrimediabilmente le comunità. La crisi economica internazionale è stata ingenerata dalla politica delle grandi banche d’affari. Holding votate all’usura ed alla speculazione più sfrenata che possono godere di appoggio politico ed aiuti di Stato. Il governo di Monti deve capire che così non si può andare avanti.Matteo Mascia-rinascita









   
 



 
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