Grillo a Comacchio: “Chiudere Equitalia, quelle non sono tasse”
 











“Chiudere Equitalia”. Esplode un boato in piazza XX Settembre a Comacchio, in provincia di Ferrara, quando Beppe Grillo si rimbocca le maniche e punta il dito contro l’agenzia di riscossione. “Quello che fa Equitalia si chiama sanzionare, non ha nulla a che vedere con le tasse“. E ancora: “La casa non deve essere presa più a nessuno, deve diventare bene impignorabile“.
Parole che fanno gongolare il pubblico accorso alla prima apparizione regionale del leader del Movimento 5 Stelle in vista dei ballottaggi di domenica e lunedì. Al secondo turno a sorpresa Marco Fabbri sfiderà Alessandro Pierotti, politico di lungo corso sotto i Trepponti, che può vantare una coalizione che va dal Pd all’Udc, a Fli fino agli ex missini. Una grosse coalition che però non ha impedito ai grillino di diventare il primo partito del comune lagunare.
In vista del secondo turno si sono sprecate le parole da destra e da sinistra per dare indicazioni di voto. E dal palcoarriva lo sberleffo del blogger genovese: “Il Pdl che dice di appoggiarci è solo una presa per il culo, nessuno si può permettere di dire cosa votare, non può esistere una auscapione del voto”.
Un voto che “vede per la prima volta i cittadini che vogliono entrare nelle istituzioni per diventare loro stessi istituzioni. I cittadini votano finalmente se stessi“. Il che significa solo una cosa per Grillo: “E’ una bomba, un sogno che si realizza: la Terza Repubblica inizia davvero da Comacchio”.
E mentre i sondaggi commissionati dai democratici sembrano dargli ragione, ecco che arriva la dedica ormai quotidiana verso “Rigor Montis“. Al premier che cerca di gettare acqua sopra una campagna elettorale infuocata con il suo monito “le parole sono pietre” arriva pronta la replica. “Le parole sono macigni, che vi seppelliranno”, tuona il guitto ligure, che riserva altre bordate al presidente bocconiano: “Era il consulente di Cirino Pomicino, che quando era ministro al bilancio raddoppiò ildebito pubblico”. Un debito che “ora vorrebbero far pagare a noi” e invece Grillo chiede di capovolgere la piramide: “Togliamo un miliardo di euro ai giornali, 240 milioni alla presidenza della Repubblica (che costa quattro volte come Buckingham Palace), 98 miliardi di evasione dai giochi d’azzardo certificati dalla Corte dei Conti. Con quei soldi nessuno si dovrebbe più suicidare, nessuno dovrebbe più rimanere indietro. Queste sono le parole nuove”.









   
 



 
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