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De Gregorio vuota il sacco: i traffici della Cia per fare cadere il governo Prodi |
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Sergio De Gregorio è ormai un fiume in piena. Aveva anticipato, nei giorni scorsi, che la confessione resa ai magistrati napoletani che indagano sulla squallida vicenda della "campagna acquisti" di Berlusconi per fare cadere il governo Prodi, nel 2006, non era che alle battute iniziali e che avrebbe reso altre e ancor più clamorose rivelazioni. Ora racconta di un vertice riservato a cui hanno partecipato l’italo-americano Enzo De Chiara, il ministro della Giustizia Clemente Mastella e un esponente dell’Ambasciata Usa indicato come agente di primo piano della Cia. Mastella conferma l’icontro, anche se precisa di esservi rimasto per soli cinque minuti, di avervi aderito solo "per tentare ancora una volta di convincere De Gregorio a tornare con il nostro schieramento" e di non conoscere il "personaggio dell’ambasciata" lì presente. Alla domanda circa le ragioni di un’ostilità dell’Amministrazione Usa al governo guidato da Prodi, De Gregorio ha rispostoche «vi erano preoccupazioni forti da parte degli americani sulle questioni di sicurezza e difesa, in ordine alle opposizioni che venivano dall’ala più radicale del governo Prodi. In particolare c’era preoccupazione sul rafforzamento della base Nato di Vicenza e sulla installazione radar di Niscemi, che provocavano forti resistenze della componente estremista".
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