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Nel M5S arrivano i primi distinguo |
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Il Movimento 5 stelle non è affatto un monolite in cui tutti gli eletti la pensano allo stesso modo. Lo hanno capito anche Grillo e Casaleggio, gli ultimi ammonimenti della dirigenza del M5S non sono casuali. Nelle riunioni dei neoeletti c’è qualcuno che ha ventilato la possibilità di intavolare un dialogo con il centrosinistra di Bersani e Vendola. Il duo corteggia il “non partito” ed è disposto a tutto pur di avere i voti necessari ad incassare la fiducia al Senato. Dietro la garanzia dell’anonimato, qualche eletto dei pentastellati ha confessato di non essere pienamente d’accordo con la linea di queste ultime ore, altri colgono l’occasione per criticare le trovate dei colleghi più appariscenti. Sarebbe stata accolta con freddezza – da qualcuno – anche la scelta di optare per l’appellativo di “cittadino”, come pure la bocciatura della decisione di organizzare una “marcia sul Parlamento” per la giornata di venerdì. Si è arrivati addirittura arivedere i ruoli dei due leader: “Il movimento è una rete e dimostra di essere vivo, Grillo e Casaleggio sono liberi cittadini come noi”, queste le parole d’ordine diffuse da chi non pare disponibile a tollerare un rapporto di piena subordinazione rispetto agli organi dirigenti. A costoro, desiderosi dell’abbraccio suicida, non è piaciuto per niente uno degli ultimi ordini di scuderia: gli eletti non devono stare mai soli per fare in modo che ci sia sempre un controllo da parte degli altri componenti del gruppo. Ieri, giungendo a Montecitorio per l’accreditamento, diversi erano soli e “senza la scorta” di altri colleghi. Alcuni deputati hanno poi disobbedito a quanto disposto dal capogruppo a Palazzo Madama, Vito Crimi. Diversi eletti avrebbero già comunicato ai funzionari di Montecitorio il numero di conto corrente bancario su cui accreditare indennità e rimborso, nonostante i “portavoce” avessero chiesto di temporeggiare in attesa di capire quanto e come tagliare l’indennità previstaper legge. Somma che l’amministrazione erogherà comunque dopo aver effettuato le ritenute in qualità di sostituto d’imposta. Lo sdoganamento della buvette è stato il primo capitolo di riforma programmatica di una giornata in cui è stato possibile venire a contatto con la Camera dei Deputati; i deputati in attesa della prima seduta si sono accorti che il listino prezzi è in linea con quelli dei bar del centro della Capitale. Un “atto di sindacato ispettivo” andato a vuoto e che per il momento non permette di “aprire come una scatoletta di tonno” il Palazzo. Una scusante esiste: non avendo frequentato il sistema parlamentare, la capogruppo Roberta Lombardi non sapeva che tra gli assistenti parlamentari ed i funzionari figurano, anche, giuristi esperti. È anche grazie al loro contributo che si legifera e saranno queste figure ad aiutare i pentastellati nei momenti di difficoltà o a chiarire le parti più capziose del Regolamento. Saranno disponibili sette giorni su sette anchese i nuovi eletti si dimostreranno poco inclini al rispetto dell’etichetta. Sempre loro dovranno spiegare ai responsabili del Movimento come – tecnicamente – questi non possano rinunciare al rimborso per le spese elettorali e indirizzare la decisione su strade ben oliate in precedenza, come quelle utilizzate in passato dal Pci e fino ai nostri tempi dalla Lega (con la devoluzione di una quota dell’emolumento). E c’è chi nei corridoi di Palazzo già spera che i prossimi giorni potrebbero acuire le differenze tra gli eletti ed il loro leader. Gestire un “non partito” potrebbe rivelarsi molto più difficile del previsto.Matteo Mascia
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