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L’Unione Europea ha caldamente suggerito allo Stato italiano di fare molta attenzione. Il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione potrebbe abbattersi su tutto l’impianto del bilancio pubblico, immettere liquidità per quaranta miliardi potrebbe far aumentare il deficit e portare – in caso di esborsi ulteriori – ad una procedura di infrazione nei confronti di Roma. Avevamo subito segnalato quanto fossero fumose le dichiarazioni della Commissione in merito al pagamento dei fornitori; frasi sbandierate come un successo sia dal centrodestra che dal centrosinistra. Bruxelles sembrava aver assunto un netto cambio di rotta: basta con l’austerità per puntare ad una politica di stimolo all’economia. I mpegno dell’investitore pubblico – così come imposto da copiosa letteratura keynesiana – fondamentale per uscire dalla recessione e andare dritti verso la crescita. Anche Mario Monti si era preso i meriti di quanto accaduto, l’Italia sarebbestata protagonista di un passaggio in grado di cambiare le sorti del Vecchio Continente. Niente di tutto questo, purtroppo, per le imprese italiane. Per l’Europa rimangono importantissimi i saldi di bilancio, non importa cosa viene ricompreso nelle voci di spesa. La vicenda è in grado di assumere anche dei connotati tragicomici. Nel 2011 la stessa Unione europea aveva emanato una direttiva per porre un argine ai pagamenti tra soggetti privati e enti pubblici, la Commissione era consapevole di dover venire incontro alle esigenze della piccola e media impresa. Un’istruttoria smentita nei fatti dalla recente retromarcia; sostanzialmente l’Ue si mostra accondiscendente nei confronti di pubbliche amministrazioni che, nei casi più gravi, pagano i propri fornitori ad oltre tre anni dalla presentazione della fattura. Il governo dimissionario non sembra curarsi delle possibili conseguenze, la situazione politica impone una prova muscolare tra il centro montiano e gli altri gruppi presenti inParlamento. “Lo sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione verso i fornitori è compatibile con gli equilibri complessivi di bilancio determinati a livello europeo. Inoltre, in prospettiva, una più veloce e sicura ripresa della crescita economica favorirà la sostenibilità della finanza pubblica italiana”, questo è quanto si legge nella relazione che Palazzo Chigi ha inviato al parlamento, sui debiti della pubblica amministrazione. Secondo l’esecutivo, inoltre, si stima un “deciso miglioramento del profilo della domanda interna e dell’occupazione, rispetto a quanto si sarebbe verificato in assenza di tale intervento”. L’immediata immissione di liquidità nel sistema, grazie all’accelerazione del pagamento dei debiti commerciali “sarebbe in grado di far ripartire più rapidamente la domanda, già a partire dalla seconda metà dell’anno in corso”. Il Paese, secondo l’esecutivo, sta mostrando “primi segnali di miglioramento” dell’economia ma le prospettive nella prima parte del2013 “sono ancora incerte. Si prevede una ulteriore contrazione del pil nel primo trimestre dell’anno”. Il ministero dell’Economia ha subito presentato i conti dell’intera operazione. “Il saldo netto da finanziare sale in via prudenziale di 25 miliardi nel 2013 e altri 25 miliardi nel 2014, per un totale di 50 miliardi, a causa del pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione e dell’impatto del nuovo quadro tendenziale”. Queste le stime portate all’attenzione delle Camere da parte del Dicastero di Vittorio Grilli. Gli effetti delle misure previste sul bilancio dello Stato risultano imputabili, in particolare, alla costituzione di fondi rotativi per il finanziamento della liquidità necessaria agli enti territoriali e al comparto sanitario per l’estinzione dei rispettivi debiti”. Su tutto l’impianto normativo da approvare si staglia il nuovo tenore dell’articolo 81 della Costituzione, un simile ricorso a nuovo indebitamento potrà essere approvato solo dopo uno scrutinio amaggioranza assoluta da parte di entrambe le Camere. Monti ed i suoi ministri stanno semplicemente tentando di passare una patata bollente tra le mani dei loro successori. Il rapporto con l’Unione europea ha bisogno di un aggiornamento, evento che può essere raggiunto solo con trattative serie e preordinate a questo fine. Mentre ci si balocca con le dichiarazioni politiche, le nostre Pmi continuano a morire per troppi crediti. Bruxelles è ormai nemica della crescita economica.Matteo Mascia
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